gio 24.05 2018 – dom 16.09 2018

Rosanna Chiessi. Pari&Dispari

Dove

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14, 40012 Bologna

Quando

giovedì 24 maggio 2018 – domenica 16 settembre 2018

Quanto

€ 6/4

Dopo Roberto Daolio, la Project Room del MAMbo, spazio che ospiterà i focus sui protagonisti della storia artistica del territorio, accoglie una mostra-omaggio dedicata alla reggiana Rosanna Chiessi, gallerista, editrice, promotrice e animatrice pionieristica di eventi divenuti epocali, collezionista, mecenate e scopritrice di talenti scomparsa solo due anni fa. “Un’imprenditrice d’arte commercialmente disastrosa” – così la definisce la figlia Laura Montanari – importantissima per il suo impegno nella diffusione in Italia (e non solo) delle avanguardie del secondo Novecento tra performing arts, azionismo viennese, movimenti Fluxus e Gutai e poesia visiva.
Nel 1976, ad esempio, trasformò lo stand della sua casa editrice Pari&Dispari ad Arte Fiera in un palco che ospitò una performance al giorno con Hermann Nitsch, Franco Vaccari, Urs Luthi e altri (già un anno prima della famosa Settimana Internazionale della Performance) e nel 1977 e’78 organizzò a Cavriago il celebre festival Tendenze d’arte internazionale che introdusse per la prima volta in Italia il movimento Fluxus con un concerto diretto da Geoffrey Hendricks, Joe Jones e Takako Saito.

Costruendo relazioni umane e creative profonde e durature, Rosanna Chiessi fece della sua vita e dei suoi luoghi un crocevia di artisti, esperienze ed eventi, ricomposti come fossero un ritratto biografico nel percorso espositivo curato da Lorenzo Balbi che raccoglie opere e materiali selezionati dall’Archivio Storico Pari&Dispari. A partire dal ritratto di Anne Tardos, Sunset for Rosanna, che anticipa l’ingresso nella Project Room al centro della quale campeggia il grande tavolo di lavoro che oltre ad accogliere numerosi pranzi e cene nella sua casa di campagna di Cavriago fu anche palcoscenico di alcune performance, tipo quella che Charlotte Moorman le dedicò per il suo compleanno nell’89.
E, ancora, reperti iconici che vanno dal giubbotto firmato di Joseph Beuys al paio di scarpe di Shozo Shimamoto utilizzate in una delle sue spettacolari azioni; fotografie, come la serie di “cacche impiattate” 55 Schiesse fur Rosanna di Dieter Roth, quelle con il retro dei camions di Franco Vaccari e quelle di documentazione sulla parete destra dedicata alla musica e al suono con i lavori di Nam Jum Paik, Giuseppe Chiari e Urs Luthi.
Tantissime, ovviamente, le opere che rimandano a temi e momenti vissuti dalla Chiessi, alcune di grande formato tra cui una grande tela di Shimamoto realizzata durante una performance alla Certosa di Carpi che guarda sulla parete opposta la grande mappa di Prinzendorf di Hermann Nitsch, a memoria di un viaggio in corriera nel 1974 intrapreso con tanti artisti proprio per assistere a una spettacolare azione di Nitsch di 24 ore nel suo castello vicino Vienna.

Per dirla con le parole di Vaccari, “l’impressione è di trovarsi di fronte a un’opera dove non c’è posto per i compiacimenti autoliri e personalistici, dove ciò che è personale si stempera e diventa occasione per un disegno più vasto“.

Scritto da Salvatore Papa