sab 07.12 2019

Alessandro Cortini

Dove

Argo16
Via delle Industrie 27/5, 30175 Marghera

Quando

sabato 07 dicembre 2019
H 22:30

Quanto

tba

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Organizzatore

Pulse, Argo16

«Play this music loud». Qualcuno ricorderà questa “raccomandazione” a girare la manopola a volume massimo impressa nelle note di alcuni dischi usciti tra Ottanta e Novanta. Musiche tutt’altro che noise, ma la cui ricchezza di sfumature necessitava un ascolto importante e imponente per coglierne tutti i dettagli. Fu il caso (anche) di “Disintegration” dei Cure, che in termini di grande trasporto emotivo del suono, di immaginario costruito attraverso la musica e le grandi melodie, anche prescindendo dai testi, e di quantità di dettagli e stratificazioni tra chitarre e sintetizzatori ha più di qualcosa in comune con l’ultimo, e ancora una volta bellissimo, album di Alessandro Cortini, “Volume Massimo” – che poi Robert Smith e soci siano stati recentemente introdotti alla Hall of Fame da Trent Reznor è ovviamente solo un caso.

Sebbene non nasconda mai la sua passione primaria per il rock, sebbene la sua musica abbia una grande componente melanconica e il precedente “Avanti” fosse una sorta di hauntology personale, Alessandro Cortini non è un artista nostalgico. A parte il suo cv incredibile dalle mille collaborazioni – dai NIN a Lawrence English, da Merzbow alla musica per i commercial – la sua grandezza sta nella capacità di far parlare i sintetizzatori, possibilmente vintage o modulari. In “Volume Massimo” li fa addirittura urlare, dialogare con la chitarra, scoperchiare scatole interiori – stavolta anche quelle degli altri – chiuse da anni. Una narrazione emotiva che lo vede “esordire” su Mute – per dirla con NME, questo disco potrebbe essere una sorta di Suzanne Ciani plays Depeche Mode (a tratti via Carpenter) – a cui si aggiunge la solita componente visiva, tangibile durante l’ascolto, disarmante durante i live, che super ancora una volta ogni riferimento col passato. Che poi, a giudicare dal suo profilo Instagram, lontano dal palco sia un tipo tutto gatti e Buchla non può che farcelo stare ancora più simpatico.

Lo spettacolo dal vivo, con visual curati dagli artisti visivi Emilie Elizabeth e Raki Fernandez, ha debuttato al Berlin Atonal a fine agosto ed approda a Marghera dopo la data di venerdì al Monk di Roma. Per la gioia degli astanti a fine set, si tira tardi con Djrum.

Scritto da Chiara Colli