sab 06.02 2016 – dom 07.02 2016

Flesh, Mind and Spirit: C'era una volta il West

Dove

Fondazione Prada Milano
Largo Isarco 2, 20139 Milano

Quando

sabato 06 febbraio 2016 – domenica 07 febbraio 2016

Quanto

gratis su prenot.

Contatti

02.56662613

“Flesh, Mind and Spirit”, la rassegna cinematografica a cura del regista Alejandro González Iñárritu in collaborazione con Elvis Mitchell, critico cinematografico e curatore al LACMA di Los Angeles, sarà prolungata per questo weekend con la presentazione del film C’era una volta il West (1968), diretto da Sergio Leone. Proiezioni: 6 febbraio alle h. 16:30 e 20:20, 7 febbraio alle h. 15:30 e 20. Le proiezioni di sabato h. 20:30 e domenica h. 15:30 saranno accompagnate da un incontro con lo sceneggiatore del film Sergio Donati.

C’è una stazione ferroviaria nel bel mezzo del nulla. Arrivano tre uomini, chiudono un simpatico omino sdentato dentro la biglietteria e aspettano. Chi ascolta il tintinnare dell’acqua sul cappello, chi i propri passi pesanti sulle assi di legno, chi il ronzio di una mosca. I dieci minuti più insopportabilmente tesi di tutta la storia del cinema. La sequenza d’apertura di C’era una volta il West è di per sé un capolavoro. Sergio Leone non indugia sui volti sudati e segnati dei suoi cowboy, logori come le lunghe giacche impolverate, o sugli stivali di pelle scassati che indossano.
La musica ossessiva di Ennio Morricone prelude l’entrata in scena di ogni personaggio. Le note stonate dell’armonica accompagnano Charles Bronson, nel ruolo preferito dal regista, l’imperscrutabile signore dalla morale alterata e senza nome. Il banjo introduce Jason Robards, un romantico fuorilegge con buone intenzioni e il pallino per le vedove belle quanto Claudia Cardinale. Henry Fonda è associato a un vibrante assolo di chitarra elettrica, caparbio e spregiudicato non è pronto a riporre la pistola nella fondina. Raggiunge qui una freddezza sorprendente, sbarazzandosi di ogni integrità.

C'era un volta il west_1

Sono questi leggendari e suscettibili brutti ceffi a lasciare il campo accettando il loro destino inesorabile. Il film, ipnotico, celebra tutto il genere, grazie all’abilità di Bertolucci e Argento, diventa un esempio di postmodernismo, citando Mezzogiorno di fuoco nella scena iniziale, Sentieri selvaggi e Il cavaliere della valle solitaria nel finale. Gli scatti attraverso la Monument Valley di John Ford ricordano a Leone ciò che l’ha più appassionato.

Ovvia perciò è la scelta di Elvis Mitchell e Alejandro González Iñárritu di chiudere così la rassegna Flesh, Mind and Spirit alla Fondazione Prada: un trionfale vecchio West.

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Scritto da Francesca Fazioli