lun 19.09 2016 – mar 27.09 2016

Le vie del cinema

Quando

lunedì 19 settembre 2016 – martedì 27 settembre 2016

Quanto

€ 8, abbonamenti € 48/27

Contatti

Sito web

Torna la tradizionale rassegna dei film di Venezia e Locarno (con un assaggio di Pesaro e del Milano Film Festival) promossa da Comune di Milano e da AGIS lombarda, che coinvolgerà 14 sale cinematografiche indipendenti milanesi fino al 27 settembre per un totale di 66 proiezioni.
Tra i titoli di Venezia 73 imperdibile è il Leone d’Oro The Woman Who Left del cineasta filippino Lav Diaz, inserito nel programma in zona Cesarini: verrà infatti proiettato martedì 27 alle 15:30 all’Eliseo Multisala e alle 19 all’Anteo spazioCinema. Di pochi giorni fa è anche la notizia che il capolavoro di 3 ore e 40 in lingua tagalog e in bianco e nero ha trovato una distribuzione italiana. Non si sa ancora quando né in quante copie uscirà, ma grazie a Microcinema approderà in sala, primo tra i film di Diaz. Non ci sperava quasi nessuno, ringraziamo.
Altri due sono i film in bianco e nero che si sono fatti notare al Lido: Paradise, di Andréi Konchalovski (Leone d’Argento alla regia), racconta con un impianto teatrale l’illusione nazista di un “perfetto paradiso tedesco”, l’orrore dell’Olocausto e il sacrificio di una donna russa coinvolta nella Resistenza; Frantz, di François Ozon (coppa Volpi per la migliore attrice a Paula Beer), è un elegante mélo ambientato in Germania al termine della Grande Guerra. Il film è l’adattamento di una pièce di Maurice Rostand già portata al cinema da Ernst Lubitsch nel 1932 con il titolo L’uomo che ho ucciso.
Terzo film in costume in concorso è Une Vie del francese Stéphane Brizé, un’opera di grande rigore visuale e formale ambientata nella Normandia del 1819 e tratta dall’omonimo romanzo di Guy de Maupassant.
I cinefili più temerari non vorranno perdersi Les Beaux Jours D’Aranjuezin 3D di Wim Wenders, un lungo e criptico dialogo fra un uomo e una donna che si interrogano sulla natura della differenza tra i sessi. Il film è tratto da una pièce di Peter Handke, storico collaboratore del regista tedesco (Il cielo sopra Berlino valga per tutti) presente in un cameo insieme con – indovinate un po’? – Nick Cave.

Super glamour e soprattutto insolitamente contemporaneo – con tanto di sequenza d’apertura più folgorante del festival – è invece il noir di Tom Ford Nocturnal Animals (Gran premio della giuria) tratto dal romanzo Tony e Susan di Austin Wright; un po’ gioco di scatole cinesi di lynchiana memoria e un po’ “rape and revenge movie” sul modello dell’Ultima casa a sinistra di Wes Craven, sfoggia le straordinarie performance di Michael Shannon e Aaron Taylor-Johnson, capaci di rubare la scena ai protagonisti Jake Gyllenhaal e Amy Adams (Il Tony e la Susan del libro).
Dispiace per l’esclusione dalla rassegna degli altri due film premiati a Venezia (soprattutto sul primo nutriamo qualche dubbio che possa approdare in sala): mi riferisco a La Region Salvaje del messicano Amat Escalante, un originale mix di erotismo, fanta-horror ispirato a Possession di Andrzej Żuławski, assente dalla rassegna nonostante il Leone d’Argento alla regia (ex aequo con Paradise), e allo psichedelico The Bad Batch dell’iraniana Amy Lily Amirpour (Premio speciale della giuria), un western romantico coi cannibali che strizza l’occhio a Tarantino, George Miller e Jodorowsky.

In generale, in un’edizione della Mostra molto attenta al cinema di genere, dispiace che proprio i migliori film di genere in concorso non abbiano trovato spazio all’interno della rassegna milanese.
I film italiani più interessanti quest’anno si trovavano fuori dalla competizione principale: uno su tutti, il documentario etnografico Liberami di Federica Di Giacomo (premio Orizzonti) racconta il ritorno dell’esorcismo nel mondo contemporaneo e soprattutto nelle sacche più arcaiche della Sicilia, seguendo la routine lavorativa di una “task force” di preti esorcisti capitanata dal sanguigno e carismatico padre Cataldo.

Tra i fuori concorso veneziani ritroviamo il documentario Austerlitz dell’ucraino Sergei Loznitsa, ispirato all’omonimo romanzo di W.G. Sebald. Pochi stralci di conversazione percepibili, i racconti delle guide turistiche, la macchina da presa fissa nei campi di concentramento di Dachau e Sachsenhausen, visitati quotidianamente da orde di turisti troppo presi dai loro cellulari. Un documentario sulla memoria bello tosto, che parla più del presente che del passato – solo per i cinefili più rodati.
E se poi sentite il bisogno di azione e spensieratezza, buttatevi sui The Magnificent Seven di Antoine Fuqua, remake del celebre western di John Sturges, a sua volta rifacimento de I sette samurai di Akira Kurosawa, con un cast stellare capitanato da Denzel Washington nei panni di Yul Brynner.

Dal 69° Festival del film Locarno troviamo il controverso Godless di Ralitza Petrova (premiato con il Pardo d’Oro); dalla 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro arriva il pluripremiato Les Ogres della regista francese Léa Fehner; e infine dal 21° Milano Film Festival, che si conclude proprio in questi giorni, troviamo The Lure della polacca Agnieszka Smoczynska, una bizzarra rilettura della favola della Sirenetta in chiave camp, che vede come protagoniste due sorelle/sirene/killer che animano la vita notturna della Varsavia dei primi anni Ottanta – per tutti i fan dell’Eurovision.
Per concludere, Le Vie del Cinema ospiterà anche l’anteprima di La vita possibile, il nuovo film di Ivano De Matteo, con Margherita Buy e Valeria Golino.

Scritto da Sara Sedehi