ven 25.11 2016

Nicolas Jaar

Dove

Teatro della Concordia (Venaria Reale)
Corso Puccini 1, 10078 Venaria Reale

Quando

venerdì 25 novembre 2016
H 22:00

Quanto

n.p.

Siete davanti ad un cancello arrugginito che si sta aprendo lentamente. Rumori distorti in un delicato, irreale e quasi funebre silenzio. Con una mano spingete un’anta di quella ferraglia, curiosi di varcare la soglia. Il rumore si fa inevitabilmente più forte e deciso. Entrate. Siete all’ingresso di un intricato labirinto senza via d’uscita che amplificherà ed esalterà i vostri sensi, avvolti da un piacere misto a confusione che vi incatenerà senza desiderio di essere poi liberati. Siete in apnea nell’articolato lavoro di produzione di Nicolas Jaar che con l’uscita del suo secondo Lp “Sirens” si concentra su una fusione di musica e politica, con riferimenti e citazioni importanti che rendono questo album un breve, unico ed intenso pezzo d’arte. Un lavoro introspettivo di grande maturità che colloca Jaar tra gli artisti di musica elettronica più all’avanguardia di tutti i tempi. Uno stile unico, vellutato, con un animo forte ma nostalgico. Una sorta di mood malinconico che si presenta in quasi tutte le sue canzoni, giustificato dallo stesso Jaar come rifugio dopo la separazione dei suoi genitori. Il giovane Nicolas è nato a New York dal celebre artista Alfredo Jaar ed Evelyne Meynard, pubblica nel 2007 il suo primo singolo “The Student” sotto l’etichetta Wolf + Lamb dell’amico Gadi Mizrahi conosciuto, insieme a Zev Eisenberg, nei club di Brooklyn. Inizia cosi l’ascesa di Nicolas Jaar, consacrata nel 2011 con l’uscita del suo primo Lp “Space is only noise”. Un disco sperimentale, da ascoltare seduti sul pavimento, una sigaretta accesa e la mente che viaggia fuori dallo spazio. Piani distorti e delicati synth in un ritmo downtempo che vi farà perdere la percezione della realtà. Un capolavoro. Aprirà anche un a propria etichetta discografica, la “other people” che in seguito chiuderà per trasformarla in una web radio. Questo è Nicolas Jaar, maturato più di quanto non lo fosse all’inizio e, come Omero, incide la sua Odissea in quei dischi che avranno il potere di catturarci come il canto delle Sirene.

Scritto da Davide Nobilini