Guida a Miart 2016

Giorno per giorno, le cose imperdibili di Miart, dentro e soprattutto fuori la fiera, i bar dove riposarsi, un itinerario di Zero.

Scritto da Rossella Farinotti il 3 aprile 2016
Aggiornato il 20 gennaio 2017

Quando si tratta di Milano e cultura ormai siamo già un po’ più pronti rispetto al passato a trattenere il respiro, chiudere gli occhi, riaprirli e guardare quante sono le cose da fare, soprattutto se, come me, si è maniaci ossessivi compulsivi della “paura di perdersi qualcosa di bello”. Grazie al calendario del Miart e ai suoi eventi off – in fondazioni, gallerie, istituzioni, musei – le prime settimane di aprile ci riservano questo: un po’ di affanno e un’organizzazione ordinata su cosa fare e dove andare. Finiti Festival Studi#2, lo Zero Design Festival e qualche inaugurazione qua e là avremo infatti una settimana per riposarci e poi, dal primo di aprile al 10 siamo spacciati di nuovo.
Armatevi di speranza, una bottiglietta d’acqua nello zaino e, per le donne, magari un po’ di rossetto, se la situazione lo richiede. Perché la settimana cool dell’arte a Milano in realtà a questo giro dura un mese – se consideriamo anche il Salone del mobile – e parte dal 30 marzo con l’inaugurazione di BASE e della sua prima mostra ufficiale, Visual Making).

Giovedì 31 marzo

E siccome vogliamo essere pignoli e amiamo il rigore e i nuovi spazi sperimentali, vi segnaliamo l’inaugurazione di una nuova location che proprio in questa giornata, una settimana prima di Miart, apre i battenti in via Watt, sui Navigli. Si tratta di un progetto di Alberto Matteo Torri, super gallerista giovane che da Como, poi Milano, ora da un po’ di anni lavora a Bratislava interagendo in particolare con artisti dell’Est. On Directing Air è il primo progetto di via Watt che amt_project sviluppa per tutto il periodo della fiera – a cui, tra l’altro, partecipa – e gli artisti invitati sono: Peter Bartoš, Cyril Blažo, Stano Filko, Petra Feriancova, Kveta Fulierova, Július Koller, Rudolf Sikora.

Sabato 2 aprile

Ad aprire il sipario su Milano città supercontemporanea è la Triennale che spalanca le porte di sabato per la XXI Triennale Esposizione Internazionale Milano 2016. L’evento, che riprende vita dopo vent’anni di assenza, sarà diffuso per tutta la città e anche fuori. I luoghi da visitare – abbiamo tempo fino al 20 settembre 2016 – sono lo storico Palazzo dell’arte di Giovanni Muzio, tappa di partenza, Fabbrica del Vapore, Pirelli HangarBicocca, MUDEC, Museo Diocesano, Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Palazzo della Permanente, Politecnico di Milano, Campus Leonardo e Bovisa, BASE – via Tortona, Università IULM, Villa Reale di Monza – prima sede storica della Triennale – ed Area Expo.

Tappa importante – ora che Expo è finita e ci si può godere quello spazio libero – sono i padiglioni realizzati da Bros, bellissimi e visibili anche dall’autostrada: due big boxes realizzate dall’artista milanese creando due scale cromatiche sull’azzurro e sul rosso magenta. Da vedere.
Sempre il 2 aprile inaugura uno degli spazi che Zero ama di più: Fantaspazio, fondato e gestito dai tre giovani Alessio Baldissera, Gloria De Risi e Alberto Zenere. Dopo le due mostre dedicate a Lisa Dalfino e a Beatrice Marchi – che ha chiamato le sue brave amiche artiste a creare una mostra in relazione al disegno erotico – i fantaragazzi hanno chiamato, dopo un viaggio a New York e tanto minuzioso studio, l’artista eclettica Wynne Greenwood – artista visiva, musicista polifunzionale, super femminista – finalmente in Italia. Da non perdere!

Lunedì 4 aprile

In una situazione ancora relativamente tranquilla, buttatevi ad Armada per la mostra Where Wild Flowers Grow

Ma anche da Bianconi per Cinque Verdi urbani di Ugo La Pietra

Martedì 5 aprile

Il tour artistico prosegue con un maestro milanese: Arnaldo Pomodoro che, nella sede della Fondazione accanto al suo storico studio, inaugura il 5 l’esposizione La matrice di tutti i segreti a cura di Federico Giani. Una buona occasione per farsi un giro in via Vigevano, passare per la galleria Otto Zoo che, fino al 9 aprile, ospita la personale di Davide D’Elia, fare due passi in porta Genova e bersi un drink sui Navigli, da Ugo, al Rita o al Pinch, che male non fa.

Sempre il 5 aprile inaugurano la recente e raffinata Fondazione Carriero con una bipersonale classica firmata Fontana e Leoncillo, forma della materia, a cura di Francesco Stocchi e poi a Palazzo Reale inaugura una bella esposizione. Perché bella? Perché contemporanea e realizzata da un gruppo che amiamo molto, Studio Azzurro. Il Palazzo Reale di Milano avrà i biglietti a prezzo ridotto e sarà aperto fino alle 22.30.

Prima di passare a Palazzo Reale farei un giro all’isola all’opening del bravo Giulio Zanet a Circoloquadro, così ci si beve un drink al Deus – si, tanti hipster, ma drink buoni – o, con due passi in più, al Botanical di via Pastrengo, con la bravissima Katerina Longinova.

Mercoledì 6 aprile

C’è la super apertura di Hangar Bicocca: la grande esposizione di Carsten Höller dal titolo Doubt a cura del mitico Vicente Todolì.

Trattasi di una mostra in stile Hangar: grandi dimensioni e con partecipazione attiva degli spettatori, che questa volta sceglieranno quale percorso intraprendere tra quelli sviluppati dall’artista ex scienziato belga e che in Italia lavora con il “nostro” Massimo De Carlo che, tra l’apertura a Hong Kong, la nuova sede in centro a Milano (Piazza Belgioioso) che inaugura proprio oggi con Rudolf Stingel ma solo per i vippissimi, e la recente mostra di Tony Lewis al Museo Marino Marini di Firenze, non si ferma mai.
Oltre a lui aprono anche Giò Marconi con Günther Förg e Nico Vascellari per Case Chiuse #3 a casa Bonacossa in via Necchi 4.

Giovedì 7 aprile

La vera novità per Milano è il nuovissimo FM Centro per l’Arte Contemporanea che inaugura sempre il 7, in contemporanea con Miart, ai Frigoriferi Milanesi. Il direttore è il bravo Marco Scotini che, insieme a un board curatoriale internazionale, dedicherà a Milano progetti di mostre storiche di collezioni private alternandole a mostre di gallerie. In occasione dell’apertura la prima esposizione è L’Inarchiviabile/The Unarchivable, sugli anni ‘70 in Italia, a cura dello stesso Scotini in collaborazione con Lorenzo Paini.

La sera comincia la tre giorni del #C2CMLN, dai Magazzini Generali, con, tra gli altri, gli Animal Collective.

Venerdì 8 aprile

L’8 le porte della storica fiera campionaria di viale Scarampo si apriranno per dare il via ufficiale a Miart 2016. E, senza concedervi alcuna tregua, lo stesso giorno c’è INNAMEMORABILIAMUMBUM la super mostra di Fondazione Trussardi – lo so, meno male che Beatrice Trussardi e Massimiliano Gioni perseverano su Milano facendoci riscoprire luoghi e artisti preziosi – che invita Sarah Lucas a ribaltare, attraverso le sue opere forti e controverse, quel luogo magico che è l’Albergo diurno in Porta Venezia che ahimè il FAI non era ancora riuscito a portare ai suoi antichi splendori. La Lucas non sarà un’artista nuova, ma dopo la Biennale di quest’anno, la Grande Madre a Palazzo Reale e la sua presenza a Fondazione Prada, come dire: “sti cazzi” che c’è.

Nel frattempo, per i non vip o coloro che non lavorano in quel girone infernale che è il sistema dell’arte contemporanea, che quindi non dovranno scarpinare per il salone della fiera sorridendo e parlando con i colleghi, nella giornata dell’8 aprile si può fare un salto da Miuccia che, in occasione della fiera, ha deciso di aprire uno dei nostri luoghi preferiti in Italia, la raffinata Fondazione Prada, dalle 19 alle 24 gratuitamente al pubblico, che potrà così visitare l’imponente personale di Goshka Macuga e le più recente, bella e complessa, L’image voleé curata da Thomas Demand.

Alla Cascina Cuccagna il gruppo Raumplan cura una interessante mostra di design sui progetti falliti:

Che cosa sono gli oggetti? è il titolo di una mostra con Enrico Boccioletti curata da Giovanni Copelli al centro Tian Qi in via privata Bastia 5 (una palestra) che inaugura alle 6, mentre Careof e Kunstverein con Martina Angelotti hanno organizzato una quasi 24 ore (dalle 20 dell’8 alle 20 del 9 aprile, con breve pausa notturna) di performance ed eventi in una fabbrica di bigiotteria a poche ore dalla sua demolizione, la ex Guarmet) con tutti i nostri artisti preferiti, da Davide Savorani ad Alterazioni Video a Parasite2.0:

Sempre in questa giornata inaugura (ma bisogna avere l’invito) alla ex scuola Montessori di via Porpora e poi in Bocconi Adelita Husni-Bey, che presenta, con la curatela di Paola Nicolin, delle opere e un seminario. Anche per lei, dopo l’invito a realizzare una delle sculture per Artline, il giardino di sculture di City Life, questo è un buon anno milanese.

In fiera invece trovate Hans Ulrich Obrist in conversazione con il coreografo e ballerino Virgilio Sieni che ci raccontano della commistione tra le arti. Già nell’intervista a Vincenzo De Bellis abbiamo avvisato che per noi i Miartalks sono dei “dates” fissi.

La notte, oltre che per la seconda serata di Club to Club alla Buka, si anima con la festa Vans.

Sabato 9 aprile

Il Palazzo Reale di Milano avrà i biglietti a prezzo ridotto e sarà aperto fino alle 22.30.
Oltre a Studio Azzurro offre una mostra sul Simbolismo e una rassegna dedicata a Boccioni – altro grande “milanese” alla quale la città dedica un’esposizione, toccata l’anno scorso, in occasione di Expo 2015, a Leonardo. Strano che, tra le opere di Boccioni più belle, molte siano state prelevate dal Museo del Novecento, pochi metri più in la dal Palazzo. Qui al Museo vale comunque la pena passare perché c’è Bora, un progetto di video/scultura di Yuri Ancarani in occasione della terza edizione di Museo chiama artista organizzata da AMACI e Mibact. E a Zero Yuri piace molto, infatti lo seguiremo anche durante il Miartalk in fiera dell’8 aprile alle 14.00 sul tema Mind the Gap: Documentary, Fiction, and Artist’s Film.

Siamo di parte, e ne abbiamo scritto già bene, ma, una volta in piazza del Duomo, fate due passi verso via San Maurilio, la zona delle 5vie, e andate da BeatTricks dove è in mostra Skin Tales, la prima personale di Lady Tarin, la fotografa che ha dedicato il suo progetto artistico personale interamente alle donne.

A quel punto, c’è Palazzo della Ragione con un’apertura speciale per la mostra di Herb Ritts a cura di Alessandro Mauro. È sempre un bel posto da visitare, passeggiando per via Dante e giungendo fino al Parco Sempione. Speriamo ci sia il sole.

Anche la Fondazione delle Stelline in corso Magenta – non so voi, ma ogni volta che passo li davanti è d’obbligo una passeggiata nel chiostro di Santa Maria delle Grazie. Fatelo! – dedica ai milanesi un momento speciale con la visita guidata del curatore Luigi Sansone che racconta Gallerie milanesi tra le due guerre, un percorso di cento opere sulla storia di Milano.
Sempre l’8 e il 9 c’è un evento importante, che voglio segnalare: trattasi di Stage as a Social Platform – Jérôme Bel, Alexis Blake, Luigi Coppola, Christian Nyampeta -, un progetto multidisciplinare che si svolge sul suggestivo Teatro Continuo di Burri e ripristinato l’anno scorso nella sua sede d’origine, al Parco Sempione. È un progetto di nctm e l’arte sviluppato nell’ambito della XXI Triennale di Milano con la curatela di Simone Frangi e Tommaso Sacchi con l’aiuto di Giovanna Manzotti. C’è anche un workshop organizzato da Viafarini alla Fabbrica del Vapore.

Ancora 9 aprile: l’avvocato Giuseppe Iannaccone – tra i più importanti collezionisti di arte moderna e contemporanea in Italia – apre per la seconda volta le porte del suo studio, scrigno di una grande e rara collezione che spazia da Marc Quinn, a Shirin Neshat, da Luigi Ontani e Natalie Djurberg – giusto per citare qualche nome “easy” – per un evento speciale: Iannaccone ha invitato un giovane artista italiano, Luca De Leva, a interagire con lo spazio, non semplice da allestire essendo uno studio vissuto quotidianamente da persone che lavorano negli uffici, e con la collezione di grande maestri. Il progetto di Luca, brillante e sempre un po’ spiazzante, si intitola Cavalli e madonne. Sentimentalmente ispirato a Arnaldo Badodi e fa appunto parte di In pratica, un ciclo di mostre private all’interno della Collezione Iannaccone.

Il 9 aprile è poi l’ultimo giorno per visitare (su appuntamento) la mostra a Dimora Artica dal titolo La nuova concezione artistica – bipersonale di Francesco Fossati + Stefano Spera

La notte del 9 pone il disgraziato art-addicted di fronte a un doloroso bivio: Santeria per #C2CMLN o il carnevale di Le Dictateur a Base? Perché per il decimo anniversario dell’impresa Pepe-Ferrari-Cattelan, e per la 5a edizione del raffinato tomo, è prevista una festa grandiosa nel nuovo epicentro di Tortona.

Domenica 10 aprile

Per domenica poi Zero consiglia, per chi si è già fatto il giro in Fiera e ha potuto godere della presenza di Tim Etchells in conversazione con Chris Dearcon, direttore della Tate Modern di Londra alle 12.30, una gita fuori porta. E di cose ce ne sono da vedere: a Nova Milanese inaugura la mostra della raccolta Luigi Rossi e un’installazione realizzata da Bros sulla rotonda per entrare in città. Dalle 17.00 a Bergamo alla Gamec ci sono tre mostre belle: Aldo Rossi, Ryan McGinley e Rashid Johnson. E, sempre per la gita fuori porta, a Varese gli spazi indipendenti Surplace Artspace, Risse e Yellow hanno in mostra Marco Salvetti, Sergio Limonta con una mostra molto densa di opere importanti e il sud-coreano T-yong Chung che espone, per la prima volta insieme, le sue raffinate opere in cemento in relazione con la sacralità del tempo nel tentativo di fermarlo.

Tante cose. E, spero, molte interessanti. Il consiglio è di dormire un giorno intero perché poi arriva il Salone del Mobile, e li siamo spacciati di nuovo.