Holly Herndon: pop ad alta definizione

La nuova Bjork dell'era post digitale presenta al roBOt l'ultimo, chiacchieratissimo album Platform

Scritto da La Redazione il 25 giugno 2015
Aggiornato il 12 ottobre 2017

Essere sulla bocca di tutti – dove per tutti si intendono le nicchie d’ascolto ma pure i pareri “che contano”, come quelli di The Guardian, Wire e Pitchfork, per mantenerci su un profilo internazionale – è un merito relativo. Se questo viene però conquistato attraverso un’estetica contemporanea e un ricco bagaglio concettuale, la questione si fa un po’ diversa. Nella fattispecie Holly Herndon ha pubblicato per 4AD il disco che dall’etichetta non ci si sarebbe mai aspettati e che in molti considerano tra i più “importanti” usciti finora quest’anno: pop ad alta definizione, Bjork se fosse nata nel 2015 e indagine sulla complessità del rapporto tra mondo digitale ed essere umano. James Ferraro ci provò a rendere interessanti i suoni di Skype, Holly ci riesce. Big up per lei e per roBOt Festival che è riuscito a portarla a Bologna. Pare che siamo nel 2015, lei l’ha codificato.