Le meglio mostre del Fuorisalone

Ancora una volta, un consiglio su dove trascinare le nostre stanche membra durante l'evento degli eventi milanese

Scritto da Lucia Tozzi il 2 aprile 2019
Aggiornato il 15 aprile 2019

Diamo priorità alle esigenze più importanti: al Salone e ancor più al Fuorisalone si beve, e quindi bisogna disfarsi dell’eccesso di liquidi in modo civile e furbo. Martina Di Iorio ha scritto la bibbia della minzione clandestina (leggete sotto).

Consapevoli di queste nuove possibilità, potete gettarvi nella mischia. L’evento di apertura ufficiale è il nuovo Museo del design italiano in Triennale, di Joseph Grima, su cui si dibatte accanitamente da mesi ma al riparo dalla stampa, perché nessuno si vuole esporre mai. Finalmente qualcosa che suscita un brivido di aspettativa. Trovandosi, naturalmente, a chi non l’ha vista ancora tocca farsi un giro per la XXII Triennale di Paola Antonelli, anch’essa discussa in segreto. Su temi affini apre (f)Acts On Climate Change da OneWorks, anche per ricordarci come dice Antonelli che la Sesta estinzione è vicina e ineluttabile e che il resto è fuffa.

Tuttavia ci sono mostre già aperte da prima, tra tutte African Speculations al Politecnico e una mostra che sarebbe d’arte ma non ha nulla da invidiare a certo design, per esempio a Martino Gamper o a Nacho Carbonell: quella di Atelier Van Lieshout da Giò Marconi, Renegade, interamente fatta di lampade speciali.

Alcova si presenta sdoppiato: per una seconda e ultima volta a NoLo ma anche all’Isola, in via Sassetti. Sempre a cura di Studio Vedèt c’è la nuova versione del Nilufar Depot, FAR.

A 5vie non va persa Human Code di Roberto Sironi, a cura di Annalisa Rosso, mentre tra il Bar Basso e Lambrate segnaliamo: Insecure: Public Space in the Age of Big Data allo Studio Park Associati, Six Tableaux di Studio Binocle (e trovandovi andate a vedere la nuova sede di Massimo De Carlo restaurata da Lorenzo Bini, di Portaluppi), Cittàstudio al Mercato coperto di piazza della Fusina, e naturalmente Politics da Subalterno1. Molto più a sud, invece, in Cascina Cuccagna, un’altra mostra politica: Design Collisions di Laura Traldi.

In Bovisa quest’anno c’è la Repubblica del design, diffusa su tutta l’area fino a Dergano con epicentro in via Cosenz, mentre a Brera bisogna andare in massa alla mostra dei disegni di 2A+P/A dalla Jannone.

Tortona rediviva: ci siamo già pronunciati contro la odiosa richiesta di denaro da parte di Ventura Future, giustificata con l’improbabile esigenza di selezione del pubblico e qualità (puro prodotto dello spirito commerciale coloniale dutch, sul quale bisogna allinearsi subito al giudizio espresso da Houellebecq nell’ultimo romanzo Serotonina). A parte questo, il protagonista da Armani Silos è Tadao Ando, mentre al Mudec potrete ammirare la nuova caffettiera con coperchio piatto di Alessi, con Moka Bar annesso.