Bedrich Morel

"Dopo tanti anni credo ancora che questo sia il lavoro più bello del mondo"

Foto di Dominga Rosati

Scritto da Simone Muzza il 16 dicembre 2014
Aggiornato il 23 gennaio 2017

Bedrich Morel (per tutti Federico, 1980, Gent) ci apre le porte del Ginger, uno dei pochi locali sul Naviglio Pavese dove ci si può abbandonare sereni tra le mani dei barman. Ecco l’intervista di Zero.

Come ti sei avvicinato al bar? Ci puoi raccontare la tua storia professionale fino alla decisione di aprire il Ginger?

Federico: Sono cresciuto in cucina con mia madre che era cuoca, già da piccolo le davo una mano, poi da giovane ho cominciato a lavorare nella ristorazione per pagare i miei studi. Grazie a degli amici di famiglia che avevano un cocktail bar caraibico ho cominciato dietro il banco quando avevo 16 anni.

Ti ricordi il primo cocktail che hai miscelato? Com’era?

Si chiamava Dynamite… Era un caipirissima con simple syrup alla vaniglia e cannella con Trois Rivières (rum bianco caraibico over proofed), una vera bomba.

Ginger_Cocktail_Lab_milano_navigli_bar

È difficile lavorare bene sul Naviglio Pavese?

Difficile ma non impossibile, è una zona di movida, di passaggio, ma se si mantiene una linea alla lunga gli sforzi vengono ripagati da tante soddisfazioni.

Qual è l’oggetto al quale non rinunceresti mai mentre lavori e perché?

La fantasia… senza quella non riuscirei a fare quello che faccio adesso.

Qual è il cocktail che hai bevuto che ti è piaciuto di più? Dove l’hai bevuto?

Nottingham Forest; Dario Comini è uno dei barman che stimo di più per la sua creatività e la sua capacità di creare un’esperienza invece di una semplice bevuta. Il cocktail preferito dipende dal momento in cui mi trovo lì.

Ginger_Cocktail_Lab_milano_navigli_bar

Tu cosa bevi di solito?

Birra, son pur sempre belga! A voi di Zero ho preparato un mio drink, il Ginger symphony.

È un periodo di grande fermento a Milano per l’apertura di nuovi cocktail bar. Qual è il tuo punto di vista? Pensi che il grande pubblico sia pronto o che i bevitori che preferiscono la qualità alla quantità siano comunque una nicchia?

La nicchia non potrà essere mai quantità, sto vedendo sempre di più che è diventato una moda, e stimo i cocktail bar storici tipo Rita, Pravda, Nottingham Forest… Che hanno iniziato ad aprire i occhi dei consumatori.

Nottingham a parte, quali sono i tuoi bar e ristoranti preferiti a Milano?

Difficile da dire, ogni momento e ogni mood richiede una situazione diversa. Poi ci sono così tanti locali e ristoranti a Milano… Provo sempre a scoprirne altri.

Qual è il rimedio per una sbronza?

Il Bloody Mary o per chi ha lo stomaco forte il Red Eye. Il migliore ovviamente è non esagerare la sera prima.