Marco Russo

"Sono felice che ci sia un bel fermento a Milano, sono convinto che più aprono posti validi più il grande pubblico può capire che è meglio un drink di grande qualità che due fatti di merda"

Scritto da Simone Muzza il 2 dicembre 2014
Aggiornato il 2 marzo 2017

Marco Russo è il braccio, Flavio Angiolillo la mente. Insieme, oltre al Mag, hanno lanciato il primo speakeasy milanese, il 1930, e il #Backdoor43, cocktail bar “da asporto” che nasconde il locale più piccolo del mondo, per sole due persone. Abbiamo fatto una chiacchierata con Marco.

Puoi presentarti e raccontarci il tuo percorso professionale?

Mi chiamo Marco Russo e sono nato a Milano nel 1985. Mi sono avvicinato al bar a 17 anni, lavavo i bicchieri in un bar di Trezzano Rosa, un paesino vicino a Trezzo sull’Adda. Fu molto importante perché mi resi conto che mi divertiva stare dietro un bancone e oltretutto iniziai a prendere le prime lezioni di vita, i miei primi veri cazziatoni. Fino ai 20-21 anni facevo serate un po’ in giro soprattutto, ma senza realmente qualcosa di concreto. Quando decisi che il bar era la mia professione cercai lavoro a Monza e a Milano.
Nei vari locali che girai conobbi Luciana dal Forno che fu una delle figure più importanti con cui lavorai, mi fece capire quanta dedizione e sacrificio ci vogliono in questo mestiere. Aveva davvero una grande pazienza a sopportarmi, mi ha fatto crescere tanto a suon di cazziatoni e pacche sulla spalla.

Ti ricordi il primo cocktail che hai miscelato? Com’era?

Non ricordo il primo drink che ho miscelato, ma sicuramente l’ospite che l’ha bevuto non sarà più tornato al bar in vita sua :-)

Come sei arrivato ad aprire il 1930? Perché uno speakeasy?

Conobbi Flavio al Fashion Cafe di Milano e lavorammo insieme per circa un anno; poi io tornai per la seconda volta al Tea Rose ma mi tolsero la patente, così lavorai per un anno al Reefeel ma appena mi ridiedero la patente parlai con Flavio e iniziammo a lavorare al Nero Fondente che aveva in gestione. Mi fece un training a grandi linee su come dovevo gestire un locale e ammetto che non è stato facile, essendo stato sempre abituato a essere dipendente e barman. Flavio voleva ristrutturare il Nero Fondente con una mia ipotetica collaborazione ma gli alzarono troppo l’affitto e decise di andarsene. Intanto si stava liberando il Mag e decidemmo di prenderlo insieme. Le cose andavano bene e così pensammo di aprire un locale che permettesse di continuare a coccolare i nostri amici, il 1930. Un locale nascosto.

1930_bar_secret_speak_easyMarco_Russo

Puoi parlarci della linea del 1930? A distanza di più di un anno dall’apertura, puoi farci un bilancio dell’esperienza speakeasy?

Il 1930 per me è un luogo magico, entri dentro e sembra di respirare un’altra aria, un’altra era: si blocca il tempo. A distanza di un anno posso dire che ogni volta che ci entro l’emozione è sempre come se fosse la prima volta che vidi il bar finito. La linea del 1930 si basa sul rapporto umano: ci piace “vivere” i nostri ospiti. Sulla miscelazione cerchiamo di ricreare le nostre emozioni usando tecniche classiche, nuove e di cucina. Non ho delle bottiglie preferite, uso gli spirits in base alle idee e concetti che stiamo sviluppando.

Qual è il cocktail che hai bevuto che ti è piaciuto di più? Dove l’hai bevuto? Tu cosa bevi di solito?

Nell’ultimo periodo il drink che mi e piaciuto di più l’ho bevuto al Nightjar di Londra e si chiama “The Name of Samurai”: Nikka Whisky from the Barrel, Umeshu, Akashi Tai Sake, popcorn tea, lime, Rice & Mirin Syrup, smoked sakura. Di solito comunque bevo birra e vino.

È un periodo di grande fermento a Milano per l’apertura di nuovi cocktail bar. Qual è il tuo punto di vista? Pensi che il grande pubblico sia pronto o che i bevitori che preferiscono la qualità alla quantità siano comunque una nicchia?

Sono felice che ci sia un bel fermento a Milano, sono convinto che più aprono posti validi più il grande pubblico può capire che è meglio un drink di grande qualità che due fatti di merda.

Puoi consigliarci un tuo drink?

Sicuramente il Martesana: ho voluto dedicare un cocktail a questo Naviglio e al suo percorso, che ho seguito anche io per arrivare a Milano. Ovviamente non poteva mancare il gorgonzola, che ho distillato a bassa pressione.

1930_bar_secret_speak_easyMarco_Russo

Quali sono i tuoi bar e ristoranti preferiti a Milano?

Trussardi, Al Mercato, Al Pont de Ferr; come locali Pinch, Lacerba, Dry.

Qual è il rimedio per una sbronza?

Bere quello che hai bevuto la sera prima :-) Seriamente bere tanta acqua per reidratare il corpo e fare una colazione veramente sana.