Thais Montessori Brandao

La stylist dei Navigli

quartiere Navigli

Scritto da Giada Biaggi il 6 ottobre 2020
Aggiornato il 15 ottobre 2020

Dietro lo styling di stelle del pop italiano come Cosmo e Levante c’è lei. Stiamo parlando di Thais Montessori Brandao; una vera e propria leggenda (e garanzia per gli addetti ai lavori) della moda meneghina. Chi la conosce bene però ne apprezza anche le doti ballerine e il suo avere idee chiarissime in materia di girl-power e black-lives. Di origine brasiliana da parte di padre, ma born&raised in Milano Thais è il punto di vista hype al punto giusto per farvi scoprire dei Navigli un po’ più vicini alla cintura dell’equatore.

Sei cresciuta praticamente sui navigli vero?

Sono nata e cresciuta in zona Navigli, la prima volta che ho traslocato non sono andata molto lontano, mi sono spostata di un solo civico, dal 43 al 45 di via Giuseppe Meda… pensa che vedo ancora il balcone della mia prima casa dal salotto di casa dei miei genitori. 

Negli anni hai visto cambiare questo luogo in meglio o in peggio?

Ho visto cambiare la zona insieme a me, la gentrificazione è stata molto veloce, gli affitti si sono alzati alle stelle, i piccoli negozi di alimentari come la latteria e l’ortolano all’angolo hanno chiuso annientati dalla grande distribuzione. Tutta quell’allure autentica della vecchia Milano fatta di gossip bisbigliati tra i ballatoi delle case di ringhiera e di anziani signori dispotici che bevono caffè corretti alle 8 del mattino sta un po’ scomparendo purtroppo. E sì, ammetto che un po’ mi dispiace. 

Quali sono i tuoi spot imperdibili di questa zona soprattutto, visto il tuo lavoro, in fatto di moda, ma anche, dai, in fatto di food & beverage?

Ho un rapporto di amore profondo con Corso di Porta Ticinese e le Colonne di San Lorenzo; sono stati i primi posti in cui ho iniziato a bazzicare con le amiche durante l’adolescenza, prime sbronze con vodka alla pesca scadente acquistata al minimarket cinese in Sant’Eustorgio e, mea culpa, primi agghiaccianti outfit nei quali mi sentivo super cool e all’avanguardia. In Vicolo Calusca, invece, si radunavano sempre i punk, la prima volta che ne ho visto uno è successo lì, era bellissimo passare in quel vicolo e vedere quelle creste e quei Tiger-tartan di tutti i colori. Invece, per quanto riguarda il food uno dei miei posti preferiti in zona è il brutto anatroccolo, se sei un nostalgico della Milano autentica come me e sei freelance nel tuo periodo di povertà è perfetto; mentre  Bebop in viale col di lana è un po’ posh ma buonissimo. Per il beverage non ho molte pretese, ma, anche se non dico niente di nuovo lo ribadisco: i cocktail del Rita sono spaziali.

L'oggetto più pazzo che hai acquistato al mercatino dell'antiquariato della domenica?

Una Peacock chair che troneggia ormai da anni  sul mio terrazzo (ride).

Hai mai fatto dei lavori che usavano i navigli come set?

Yes! Tantissimi devo dire; specialmente spot pubblicitari. Quando dici Milano, soprattutto nei lavori commerciali, vedi Navigli! 

Se i Navigli fossero un capo cosa sarebbero?

Probabilmente una camicia da notte ricamata, bianca in cotone grezzo e spesso come quelle che usava mia nonna, come quelle che lavavano le lavandaie al Vicolo Lavandaie, per l’appunto.

Come ti immagini lo street-style tra dieci anni? Mi spiego meglio; secondo te il cambiamento delle nostre abitudini di vita che stiamo esperendo, porterà anche a un cambiamento del modo in cui ci vestiamo e banalmente scendiamo per strada?

Non riesco a prevedere come sarà lo street style tra 10 anni, la moda è un fenomeno sociale così mutevole che ho serie difficoltà anche a fantasticare su un possibile scenario futuro. Solo pochi mesi fa non ci saremmo mai immaginati di trovarci in mezzo ad una pandemia di misura globale, questo a cambiato un po’ di carte in tavola e lascerà un evidente segno anche nel modo in cui viviamo, comunichiamo e percepiamo la moda. In generale penso che la cultura di internet e la tecnologia faranno sempre più parte del nostro approccio alla moda e al modo di vivere le nostre città e dunque sì, anche allo street-style.