Il Sorì

Zero qui: beve vino insieme a Pasquale Livieri.

Contatti

Il Sorì Via dei Volsci, 51
Roma

Orari

  • lunedi 18–02
  • martedi 18–02
  • mercoledi 18–02
  • giovedi 18–02
  • venerdi 18–02
  • sabato 18–02
  • domenica chiuso

Si prega di verificare sempre
l'attendibilità delle informazioni fornite.

Prezzo

«Il Sorì nasce come ditta individuale e io sono l’individuo. Vien da se che mi occupo a 360° di quanto viene proposto». Un uomo suolo al comando quindi, Pasquale, con una passione ventennale per il vino, tramutatasi in locale via inserzione “cedesi attività”. Si trova a San Lorenzo, situazione apprezzata anche per un curioso – e per me nobile – motivo formativo, quello di educare enogastronomicamente lo studentato della vicina Sapienza, ché si sa quanto lo scolaro medio sia pigro, affezionato a precotti, surgelati e junk food. Tornado al Sorì, si tratta di un piccolo posticino su via de volsci con un bancone, un altissima scaffalatura piena di bottiglie, tavolini sgabellati e una lavagna che segna le mescite – ci trovate il Nero di Cà di Frara, l’Aglianico del Cancelliere, il Montefalco Dionigi, il rosato di Calabria Marinetto, Fiano della Cantina del Barone e anche bollicine come il prosecco Colfondo Bele Casel, champagne Comte de Montaigne, Franciacorta di Vignenote. Poi una lunga lista di bottiglie che prende tutta Italia fino alla Sicilia, da dove proviene, ad esempio, l’etneo Gaio Gaio da uve biologiche di Nerello Mascalese che ci è capitato di provare qualche volta. Questi, invece, sono consigli di Pasquale in persona: «Consiglio ai curiosi e ai francofoni di degustare un buon calice di Le P’tit Domaine di Richard Deouche, un Cabernet franc in purezza della Loira o anche un Cuvée 737 di Jacquesson. Per rimanere in Italia, su tutti, in vista di giornate fredde, il Boca di Silvia Barbaglia, il Refosco vinificato in rosa di Denis Montanar, i Lambrusco di Denny Bini, il Vino Nobile di Montepulciano di Andrea Contucci e il Brunetto Bramante di Luciano Ciolfi, l’Aglianico campano de “Il Cancelliere” e quello lucano di Sara Carbone. Tra i vini del Lazio: «L’Aleatico di Gradoli e il Cesanese di Olevano di Damiano Ciolli». Per il cibo la sua scelta ricade sul polpo alla gallega, tra i piatti provati noi promuoviamo a pieni voti il cinghiale in dolceforte, insaporito con la cannella.