Sa 20.06 2020 – Mo 23.11 2020

Piranesi Roma Basilico

Wo

Palazzo Cini
Campo San Vio (Dorsoduro) 864, Venezia

Wann

Samstag 20 Juni 2020 – Montag 23 November 2020
H 12:00 - 20:00

Wie viel

€ 10

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Sito web

Veranstalter

Fondazione Cini

1-3 minuti è il tempo medio impiegato per scattare e postare una foto su Instagram. 5-6 settimane, con una frequenza di passaggio dalle 10 alle 23 volte al giorno, è il lasso trascorso per rendermi conto che la pietra d’angolo esterna della Basilica di San Marco è il monumento ai Tetrarchi. I vedutisti veneziani, capofila Canaletto, rischierebbero di trasalire alla velocità con cui oggi catturiamo un istante di vita. Ieri i grandi maestri possedevano la camera ottica, oggi la camera dello smartphone. I tempi e la tecnologia sono diventati i nostri acerrimi nemici, una continua sfida che neppure il velocista Usain Bolt vincerebbe.

Siamo residenti alieni del luogo che dovremmo conoscere meglio delle nostre tasche e posticci turisti ridotti a osservatori distratti, incapaci ormai di emozionarci.Di certo non occorreva una pandemia mondiale, eppure tra le atmosfere delle periferie milanesi alla Sironi e gli spazi vuoti di de Chirico portare a spasso il cane o andare al supermercato non è mai stato così entusiasmante, le uniche occasioni concesse per fermarci, perdere tempo e scandagliare ogni angolo della via prima di far ritorno a casa.

È stata questa l’opportunità per gli abitanti di Venezia di vedere affisse per le calli la singolare serie di manifesti che anticipa l’affascinante dialogo visivo tra le incisioni di Giambattista Piranesi (1720 – 1778) e le fotografie contemporanee di Gabriele Basilico (1944 – 2013), in mostra dal 20 giugno nella sede di Palazzo Cini.
Un invito unico, ideato da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, rivolto ai veneziani che, in assenza delle orde di turisti, si riappropriano della città per godere dell’arte che travalica le barriere dei musei stessi.

Ispirato alle celebrazioni per i trecento anni dalla nascita dell’incisore, Piranesi Roma Basilico è la mostra che, in assenza di Biennale Architettura, celebra l’eternità della città di Roma attraverso un incontro-confronto del tutto personale che due artisti, trascendendo i limiti del tempo e delle tecniche utilizzate, hanno instaurato nella documentazione dell’intricato tessuto dell’Urbe.
I visitatori potranno ammirare i luoghi simbolici della città eterna rappresentati dalle 25 stampe originali dell’incisore veneziano e dalle 26 vedute di Roma, di cui 12 mai esposte, che il fotografo milanese ha realizzato con le stesse angolazioni restituendone la straordinaria modernità.

Giambattista Piranesi, disegnatore, antiquario e architetto, è l’ultimo grande esponente dell’incisione veneta del Settecento. Un veneziano ossessionato dalle rovine di Roma, le cui raffigurazioni finirono nei salotti d’Europa come souvenir dei giovani di ritorno dal Grand Tour, viaggio di formazione dei rampolli della buona società dell’epoca.

«Quando mi accorsi che a Roma la maggior parte dei monumenti antichi giacevano abbandonati nei campi, oppure servivano da cava per nuove costruzioni, decisi di preservare il ricordo con le mie incisioni. Ho cercato di mettervi la più grande esattezza possibile».

Le parlanti ruine costituiscono così uno straordinario deposito di immagini della Città Eterna caratterizzate da un singolare intreccio di scienza e invenzione, precisione e “capriccio” della ragione.

Gabriele Basilico è il primo grande fotografo di spazi architettonici, una figura fino a quel momento mai esistita. L’architettura delle aree urbane e le trasformazioni del paesaggio contemporaneo sono oggetto della sua particolare ricerca fotografica.

«Mi ero dato una specie di missione: testimoniare come lo spazio urbano si modifica. Oggi lo fanno in tanti, negli ultimi dieci anni è stato considerato il lavoro più artistico che ci sia, e non c’è città al mondo che non venga fotografata».

Fotografare gli spazi urbani significa trovare un proprio ordine al caos della città, e nonostante i tempi chiedano una fotografia moderna e veloce, Basilico, usando la camera con cavalletto, stabilisce con la realtà circostante un rapporto di lentezza dello sguardo e di attenzione al tessuto sociale in evoluzione.

Geschrieben von Antonella Breci