Sa 02.10 2021 – So 24.10 2021

Stefano W. Pasquini: Where does your memory go?

Wo

Casa Morandi
Via Fondazza 36, Bologna

Wann

Samstag 02 Oktober 2021 – Sonntag 24 Oktober 2021

Wie viel

free

Come suggerisce il titolo, il cuore del progetto, ospitato in quella che fu la dimora-studio di Giorgio Morandi, è una riflessione condivisa, fra artista e spettatore, su quanto realmente rimane nella nostra memoria, delle cose e delle persone che incontriamo nella vita.

Allo stesso tempo ci s’interroga anche sull’aura di taluni oggetti e manufatti, più specificatamente sul valore delle opere d’arte, capaci di raccontare l’identità di chi li ha posseduti, come nel caso di Giorgio Morandi, la cui esperienza di visita alla casa permette di coglierne con maggiore acume la personalità. Infatti, entrando a Casa Morandi e avvicinandoci fisicamente ai suoi oggetti quotidiani, abbiamo come la percezione di cominciare a conoscere e carpire talune sue piccole ossessioni, tuttavia, cosa sappiamo davvero di Giorgio Morandi? Quanto, della memoria di chi l’ha frequentato personalmente, è riuscito a sopravvivere? Se da un lato, queste domande, poiché riferite a una personalità nodale alla comprensione dei linguaggi dell’arte d’inizio Novecento, traghettano l’osservatore in una narrazione dove la Storia assorbe il personale, dall’altro esse rimbalzano all’oggi e verso di noi, lasciando emergere quanto quei tratti individuali siano importanti alla costruzione dei grandi accadimenti. Per questo motivo chiedersi cosa sappiamo davvero delle persone a noi care e dove va la nostra memoria è importante tanto per la nostra individualità quanto per la collettività e la rappresentazione della società.

All’interno di Casa Morandi Pasquini ha installato alcune opere pittoriche di grandi dimensioni, per rammentare come la pittura, per quanto possa sembrare anacronistica, rimanga fondamentale per l’essere umano. Alcuni oggetti poi, della memoria familiare dell’artista, si troveranno inseriti all’interno dello studio di Morandi in un contesto leggermente straniante e dal carattere quasi metafisico, con l’intenzione di instillare un dubbio verso la fedeltà stessa della nostra memoria.

In occasione della mostra l’artista ha pubblicato il numero 36 di Obsolete Shit, una zine collaborativa che raccoglie in modo orizzontale le espressioni creative di artisti e non artisti, mettendo in discussione il valore stesso dell’immagine nella nostra contemporaneità.

Geschrieben von L.R.