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Sa 24.01 2026 – Mi 01.04 2026

Giuseppe Pietroniro: …dove tu stai, anche io sarò.

Wo

Labs Gallery
Via Santo Stefano 38, Bologna

Wann

Samstag 24 Januar 2026 – Mittwoch 01 April 2026

Wie viel

free

Sabato 24 gennaio 2026 a partire dalle ore 17.00, LABS Contemporary Art inaugura la mostra …dove tu stai, anche io sarò di Giuseppe Pietroniro, a cura di Giuliana Benassi. Si tratta della prima personale dell’artista presso la galleria bolognese, e presenta un corpus di opere inedite che si inseriscono nello spazio della galleria come un unico intervento corale pensato appositamente per il luogo.

La ricerca di Giuseppe Pietroniro si è da sempre distinta come una costante pratica di riconfigurazione dello spazio e di sovversione delle coordinate prospettiche classiche. Sin dagli anni ‘90 l’artista ha sperimentato l’utilizzo di diversi medium – fotografia, disegno, installazione e scultura – come strumenti di indagine dello spazio.

In questa occasione espositiva, l’artista ha costruito la mostra approcciandosi allo spazio della galleria come a un contesto narrativo, in cui i concetti di spazio scenico e spazio testuale si fondono. Pietroniro utilizza le pareti come fogli di carta, affidando alla linea sottile della grafite il compito di intessere il filo logico della presunta trama. L’opera Tutti in uno (2026) si configura come un disegno in larga scala e sfondamento delle coordinate ambientali. Di contro, nei disegni su carta cotone, compie concettualmente una “fotocopia” a mano di collage da lui realizzati e basati sulla costruzione di ambienti surreali e incoerenti, eppure esistenti nella visione dell’opera. Spesso l’artista nel suo lavoro compie un’indagine sulla percezione prospettica, sulla creazione di nuovi punti di vista e sull’utilizzo “archeologico” di collage fatti di stratificazioni o giustapposizioni di immagini. Lo stesso accade con il mezzo pittorico – nelle opere Modulo pinto (2026) – che si configurano come ulteriori dispositivi di spargimento delle traiettorie spaziali: le campiture di colore seguono le partiture geometriche per alludere a possibili ambienti “sghembi”. In questo sfalsamento di prospettiva è racchiuso il quid del plot: la tensione tra utopia e distopia e la sospensione per un successivo discernimento.

Ad abitare questi ambienti asettici, accenni di presenze, nelle opere dal titolo Anvil (2026) e Codirosso (2026), l’aspetto figurativo si fa carnale. Una farfalla e un uccellino (quest’ultimo imbalsamato) sono volo in potenza, presenze simboliche che evidenziano uno stato di fragilità, ma anche di resilienza. Un gioco di illusioni e allusioni che sconfinano nella possibilità di riscrivere ogni volta la trama della storia. Lungo tutto lo spazio della galleria corre il testo a firma della curatrice, un misterioso estratto da una raccolta di racconti dal titolo Sibillina, un meta-testo che vuole evidenziare la possibile apertura di nuovi scorci, dove ognuno è invitato a proiettare le proprie asserzioni e i propri punti di vista.

Tutta la mostra cuce opere di vari materiali e proporzioni, ciascuna partecipando al gioco di ambiguità di percezione innescato con il luogo. Come un’unica messa in scena, gli interventi “recitanti” danno luce a visioni ubique attraverso contrastanti fragilità e seduzioni prospettiche.

Orari: Martedì-sabato: h. 10-13 e 15-19 o su appuntamento

Geschrieben von LR