Ad could not be loaded.

Fr 20.03 2026 – So 22.03 2026

Ashkan Khatibi: Lui

Wo

Teatri di Vita
Via Emilia Ponente 485, 40132 Bologna

Wann

Freitag 20 März 2026 – Sonntag 22 März 2026

Wie viel

€ 15-9

Dal 20 al 22 marzo Teatri di Vita ospita “Lui” dell’artista iraniano Ashkan Khatibi, che racconta la sua vicenda giudiziaria, il dolore della repressione subita: una testimonianza e un atto d’accusa.

L’artista, già due volte condannato a morte, dopo l’arresto e la violenza subita nelle carceri iraniane, ha lasciato il suo Paese, la famiglia e i suoi allievi e ora porta in scena la sua storia: “Ho scritto un’opera su di me: torture, abusi, incubi. Ma può̀ essere la storia di ogni artista che difende i diritti del proprio popolo”.

“Lui” è un dramma in lingua farsi con sovra-titoli in italiano, un racconto essenziale, aderente alla realtà, che dà voce ad un dolore profondo e antico, che trascende le barriere geografiche e linguistiche.
Lo spettacolo, composta da 13 scene, racconta la vita di scrittori e artisti che operano all’ombra della censura e della dittatura. In ognuna di queste scene, l’attore interpreta un personaggio che subisce violenza fisica e psicologica: emerge prepotentemente l’indifferenza del potere verso l’essere umano.

“Lui” è sia un atto di denuncia che una testimonianza, è una lettera aperta al mondo libero, al centro della quale vi è la lotta per non farsi divorare dall’oscurità dei regimi totalitari oppressivi. Il “mostro” è la dittatura e il protagonista cerca in maniera disperata di non trasformarsi in esso, perché crede che anche una sola candela possa illuminare l’oscurità.
Lo spettacolo è un grido per richiamare l’attenzione di coloro che non hanno mai conosciuto la censura e la repressione come parte inseparabile del loro corpo, della loro anima e della loro opera.
Il grido di
Ashkan Khatibi è quello di un intero popolo, di tutta l’umanità privata delle libertà da un regime totalitario e oppressivo. In primo luogo della libertà di vivere, come è successo a Yalda Aqafazli, Majidreza Rahnavard, Hadis Najafi, Sarina Esmailzadeh (citati nello spettacolo) – erano tutti giovani, alcuni persino minorenni, uccisi nel corso delle proteste rivoluzionarie “Donna, vita, libertà”. “Lui” parla anche per loro, testimoniando così la potenza del teatro come forma di resistenza e denuncia sociale.

Khatibi, classe ’79, è drammaturgo, attore, cantante, musicista e produttore iraniano, dopo l’uccisione di Mahsa Amini, si è distinto come una delle voci più vicine alle istanze popolari ostili alla Repubblica Islamica. Dopo essere stato arrestato e brutalmente interrogato dall’intelligence iraniana, è fuggito dal suo paese ed è arrivato in Italia, dove ha continuato il suo lavoro artistico, mettendo in scena lavori che raccontano di sofferenza e dolore.
Sono storie nelle quali non esiste la possibilità di redenzione dal male, che presentano il regime della Repubblica Islamica, per la sua essenza violenta, repressiva, fanatica: un sistema di vita che opprime le persone, che le elimina o le spinge ad uccidersi.

ORARI: venerdì 20 marzo alle ore 21, sabato 21 marzo alle ore 20 e domenica 22 marzo alle ore 17.

Geschrieben von Valentina Scocca