Tre giornate di performance, musica e pratiche artistiche negli spazi di Wunderkammer a Ferrara a cura di Basso Profilo che inaugurano il percorso di Paludicola, progetto biennale che mette al centro il paesaggio palustre portando arte, ricerca e pratiche culturali tra Ferrara e le zone umide del Po di Primaro e delle valli di Campotto.
Appaludare inaugura venerdì 27 marzo con la presentazione pubblica del progetto e un primo momento di confronto sul tema dei centri culturali ibridi e delle loro responsabilità ecologiche. In serata il programma performativo prende forma con il live dell’austriaco Fennesz, figura di riferimento internazionale della musica elettronica sperimentale, seguito dal dj set della producer Katatonic Silentio.
La giornata di sabato 28 marzo è invece dedicata alle Cartografie Sonore, una ricerca artistica sul paesaggio attraverso un laboratorio del musicista Glauco Salvo con le classi del liceo artistico Dosso Dossi di Ferrara e un workshop di lettura e sonificazione delle mappe storiche e contemporanee del territorio condotto da Andrea Bruera, ricercatore e musicista del Max Planck Institute di Lipsia. Il lavoro prende forma a partire da materiali cartografici, fotografie e documenti raccolti con enti di ricerca, consorzi di bonifica e istituzioni locali, restituendo in forma sonora la stratigrafia memoriale delle trasformazioni fluviali e palustri.
L’esito del workshop confluisce nel programma serale, che prosegue con il live del compositore Glauco Salvo, la cui pratica sonora indaga il rapporto tra ascolto, ambiente e territorio, insieme a ulteriori dj set e performance elettroniche.
Parallelamente, Appaludare / Farsi Palude introduce una riflessione aperta sui modelli di governance dei centri culturali contemporanei. Durante la giornata di domenica 29 marzo sarà discusso pubblicamente un processo di revisione degli strumenti organizzativi del Consorzio Wunderkammer, orientato a includere metodologie capaci di riconoscere il ruolo degli ecosistemi non umani nei processi decisionali. In questa prospettiva “farsi palude” significa assumere il paesaggio e i suoi abitanti come attori a pieno titolo, sperimentando pratiche ispirate anche al modello Zoöp sviluppato dal Nieuwe Instituut di Rotterdam, che propone forme di cooperazione tra istituzioni e sistemi viventi, oppure organizzando assemblee interspecie (Interspecies Council) per rispondere alle sfide globali del cambiamento climatico.
La tre-giorni si conclude con un dialogo tra la ricercatrice e curatrice Sara Alberani e l’artista Adelita Husni-Bey, entrambe impegnate in ricerche che indagano le relazioni tra territorio, storia materiale e trasformazioni ambientali. Il confronto prenderà avvio da progetti sviluppati tra il nord-est italiano e il bacino ferrarese, affrontando temi come la tossicità legata alla modernità fossile, le eredità dell’industrializzazione e il rapporto tra lavoro, paesaggio e crisi ecologica. Attraverso pratiche artistiche, dispositivi pedagogici e letture critiche del territorio, il confronto esplorerà il ruolo dei corpi d’acqua come agenti storici e politici, aprendo nuove prospettive sull’immaginazione paesaggistica e sulle forme di consapevolezza ambientale contemporanea.
Geschrieben von LR