La fotografia come memoria, i flaconi di ossicodone riversi sul pavimento di un museo per protesta, i luccichii delle feste della famiglia elettiva di Nan Goldin e una stanza da cui rileggere oggi la sua storia. La giornalista Sofia Mattioli in dialogo con Antonia Caruso presenta il suo libro inserito nella collana degli Oilà curata da Chiara Alessi, è un montaggio di scene che fanno su e giù tra l’infanzia di Nan Goldin, il lutto, le inconsapevoli anticipazioni di snapshot, i rapporti di sopraffazione che si annidano nelle pieghe, dove l’arte è sempre presente, fuori o dentro l’inquadratura, come credo militante.
Geschrieben von LR