Il 20 e 21 giugno a Villa Davia, Teatrino Giullare presenta due lavori che, pur muovendosi in territori apparentemente lontani – la fiaba e la tragedia –, condividono una stessa tensione: interrogare il presente attraverso forme antiche, mettendo in gioco la relazione tra parola, immagine, suono e presenza.
Gli appuntamenti fanno parte del progetto GIORNATE TEATRALI DI COLLE AMENO 2026, cantiere di teatro contemporaneo inaugurato il 12 giugno e dedicato a ricerca, formazione e innovazione teatrale con la Direzione Artistica di Teatrino Giullare.
Il primo incontro è previsto venerdì 20 giugno alle ore 20 con TURANDOT. UNA FIABA, progetto di e con Angela Malfitano, Francesca Mazza e Teatrino Giullare, con suoni a cura di Guido Sodo.
Nel centenario della prima rappresentazione della Turandot di Giacomo Puccini, lo spettacolo si addentra nelle stratificazioni del racconto che ha dato origine all’opera, attraversandone le molteplici riscritture e i passaggi tra culture, lingue e immaginari. Più che una celebrazione, Turandot. Una fiaba è un attraversamento: una pratica del racconto che restituisce al mito la sua natura mobile e cangiante, facendo emergere le domande che ancora oggi abitano la figura enigmatica della principessa cinese.
Il progetto è realizzato da Teatrino Giullare e Tra un atto e l’altro con il sostegno del Comune di Bologna.
Posti limitati. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria scrivendo a: info.giullare@gmail.com
Il giorno successivo, sabato 21 giugno dalle ore 17, Teatrino Giullare presenta DRONE TRAGICO. Un volo sull’Orestea, progetto multimediale che prende avvio dalla trilogia di Eschilo e dalle traduzioni di Pier Paolo Pasolini per costruire un dispositivo scenico in cui convivono teatro, cinema dal vivo e installazione audiovisiva.
Una videocamera a 360 gradi, un drone e le maschere diventano strumenti per ridefinire il punto di vista dello spettatore e interrogare la possibilità stessa della rappresentazione. Gli attori guidano una proiezione mentre producono dal vivo suoni, rumori e voci, dando vita a uno spazio instabile in cui immagini filmate e oggetti reali, presenza e mediazione tecnologica, scena e schermo si rincorrono e si contaminano.
L’Orestea si trasforma così in un campo di forze in cui il tragico non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il nostro sguardo: chi osserva? Da quale altezza? Con quale distanza?
Le musiche sono dei Cleaning Women, band finlandese nota per la costruzione artigianale dei propri strumenti musicali e per la ricerca che intreccia suono, immagine e performance.
A seguire si terrà THE SELF-MADE SOUND OF CLEANING WOMEN, incontro con la band dedicato al loro lavoro artistico. Introduce e coordina Riccardo Tesorini.
La giornata si concluderà con un brindisi finale aperto al pubblico.
Geschrieben von LR