È morto all’età di 87 anni Fabio Roversi Monaco, protagonista della vita politica, accademica e culturale bolognese. Magnifico rettore dell’Università di Bologna dal 1985 al 2000 – il più lungo rettorato nella storia dell’ateneo – e a capo di aziende, banche e istituzioni culturali, Roversi Monaco ha esercitato un’influenza capillare sulla trasformazione urbana e simbolica della città.
Alla guida della Fondazione Carisbo, tra il 2001 e il 2013, ha promosso il progetto Genus Bononiae – Musei nella città, un circuito diffuso ospitato in palazzi storici restaurati e destinato a ridefinire l’offerta culturale. Un’operazione ambiziosa e costosa che per anni ha assorbito una quota rilevante delle erogazioni della Fondazione fino alla crisi del circuito museale e alla sua esternalizzazione nel 2024 alla società Opera Laboratori.
In questo quadro si è collocata anche la stagione delle grandi mostre-evento a Palazzo Fava, tra cui soprattutto quella dedicata alla Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer che contribuì alla nuova stagione del turismo internazionale in città.
Tra le operazioni simbolicamente più rilevanti della stagione di Genus Bononiae va ricordato anche il complesso intervento sul cosiddetto Polittico Griffoni, il celebre capolavoro rinascimentale smembrato tra musei di mezzo mondo e temporaneamente ricomposto a Bologna. Ed è, ovviamente, impossibile da dimenticare la mostra Street Art – Banksy& Co. L’arte allo stato urbano a Palazzo Pepoli che ebbe come principale conseguenza la cancellazione di tutte le opere di Blu a Bologna per mano dell’artista stesso.
Amato, discusso, spesso contestato, Fabio „il Magnifico“ lascia una città segnata in modo visibile dalle sue scelte. Targhe, restauri, istituzioni e circuiti culturali continueranno a raccontare a lungo la storia di un uomo che ha fatto del potere culturale uno degli strumenti principali per incidere sul destino di Bologna.