Il 31 luglio il Diagonal, locale simbolo di Forlì, abbasserà definitivamente la serranda. Non per una crisi di pubblico o per una scelta dei gestori, ma perché gli edifici che lo ospitano, all’ingresso di Porta Schiavonia, saranno demoliti per fare spazio a una nuova struttura commerciale con un punto vendita Despar. La chiamano „riqualificazione“ ed è l’ultimo capitolo di una trasformazione urbana avviata con il via libera della giunta comunale a un progetto che interesserà tutta l’area. Al posto dei due fabbricati presenti sorgerà un unico edificio di circa 1.500 metri quadrati, con parcheggi interrati e una nuova sistemazione della viabilità. Per il Diagonal, però, significa la fine della corsa, senza alcuna prospettiva di trasferimento in un’altra sede.
Una chiusura che va oltre il destino di un singolo locale. Nato nel 1995 dall’intreccio di vedute di collettivi presenti in città e associazionismo vario, il Diagonal ha attraversato trent’anni di musica indipendente e cultura dal vivo diventando uno dei pochi spazi romagnoli capaci di costruire una programmazione riconoscibile anche fuori provincia. Sul suo palco sono passati decine di artisti italiani e internazionali, mentre negli anni il calendario si è allargato agli incontri con gli autori, alla stand-up comedy e ad altri appuntamenti culturali.

Più che un club, il Diagonal è stato un punto di riferimento per una comunità cresciuta attorno ai concerti del mercoledì e a una proposta lontana dai circuiti più prevedibili. Un ruolo che è emerso anche durante l’alluvione del 2023, quando il locale si trasformò in uno spazio di accoglienza per i volontari impegnati nell’emergenza.
Prima della chiusura definitiva ci sarà però ancora il tempo per un ultimo saluto. Dal 27 al 30 luglio saranno messi in vendita arredi, insegne e oggetti del locale a prezzi simbolici, mentre venerdì 31 luglio andrà in scena Applausi, la festa finale a ingresso libero che riporterà in consolle molti dei dj che hanno segnato la storia del Diagonal. Poi arriveranno le ruspe. E con loro scomparirà un altro di quei luoghi che racchiudono un pezzo della storia musicale e culturale italiana.