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Il primo archivio di comunità dell’Emilia-Romagna

Geschrieben von La Redazione il 13 Oktober 2026

Fotografie di famiglia, lettere, documenti, video, registrazioni audio e testimonianze per raccontare un territorio attraverso i ricordi di chi lo abita. A Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, nasce Memorabilia, un archivio di comunità che trasforma le memorie private in un patrimonio condiviso, accessibile gratuitamente online e aperto a nuovi contributi. Ideato e coordinato da Riverrun, centro di ideazione e progettazione culturale specializzato in processi partecipativi e innovazione sociale, il progetto è stato realizzato insieme al Comune di Quattro Castella e alla Biblioteca Comunale Carlo Levi, con il contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della legge regionale sulla Memoria del Novecento.

L’idea nasce dall’esperienza di Sconfinamenti. Arte e natura nelle Terre Matildiche e dalla necessità di creare connessioni tra le diverse comunità che compongono il comune: Montecavolo, Puianello, Salvarano, Rubbianino, Roncolo e il capoluogo. Realtà vicine dal punto di vista geografico e amministrativo, ma con storie, tradizioni e identità differenti, che Memorabilia prova a ricomporre in una narrazione corale, capace di restituire la pluralità del territorio senza appiattirne le differenze.

Per dodici mesi l’archivio è stato costruito dal basso, attraverso incontri, laboratori partecipativi e momenti di raccolta organizzati nelle diverse frazioni. I tour sul territorio hanno permesso di incontrare gli abitanti e raccogliere materiali, mentre in biblioteca sono stati attivati punti di raccolta permanenti, pensati per continuare ad accogliere documenti e testimonianze anche dopo la presentazione pubblica del progetto. Un percorso che ha coinvolto associazioni e realtà locali, ma anche diverse generazioni di cittadini.

Memorabilia si definisce un «archivio emozionale»: non soltanto una raccolta di documenti da conservare, ma uno strumento per riattivare relazioni, ricordi e legami con i luoghi. Le fotografie e le testimonianze non vengono considerate esclusivamente per il loro valore storico, ma anche per la capacità di far emergere esperienze personali, abitudini e rituali collettivi che difficilmente troverebbero spazio nelle narrazioni ufficiali. La memoria, in questa prospettiva, non appartiene soltanto a chi l’ha vissuta o alle istituzioni che la custodiscono, ma può diventare un terreno di confronto e costruzione comune.

Come spiega Lorenzo Mori, direttore di Riverrun, il valore di un archivio di comunità non si esaurisce nella conservazione dei materiali, ma sta soprattutto nelle relazioni che riesce ad attivare: «Una fotografia esce dal cassetto, smette di essere soltanto un bene privato e diventa un bene comune. E la cosa bella è che non si perde niente: al contrario, quella memoria si moltiplica, perché altre persone possono riconoscersi, aggiungere pezzi, persino contraddirla. La memoria privata conserva. La memoria condivisa può agire».

Accanto all‘archivio digitale, consultabile gratuitamente, il progetto prevede anche una presenza fisica nei luoghi del territorio. Nelle diverse frazioni sono stati installati QR code permanenti, realizzati in tessere di marmo con la tecnica del mosaico romano durante laboratori condotti con i bambini da La Musa Mosaici di Castel Gandolfo. Inquadrandoli con lo smartphone è possibile accedere ai contenuti legati a ciascun luogo, intrecciando memoria, paesaggio e tecnologia.

L’obiettivo è contrastare la dispersione degli archivi familiari, favorire il dialogo tra generazioni e costruire un bene comune a partire da materiali spesso dimenticati nei cassetti o destinati a scomparire. Perché il progetto non si considera concluso con la sua apertura: l’archivio è pensato come un processo in continua evoluzione, alimentato dai contributi di chi conserva un legame con Quattro Castella, anche se oggi vive altrove.

Memorabilia Quattro Castella sarà presentato ufficialmente mercoledì 21 ottobre 2026, alle 19.30, con una festa aperta alla cittadinanza alla Birreria Corte Mancina. Chiunque possieda fotografie, lettere, documenti, video, registrazioni o semplicemente ricordi legati al territorio può contribuire alla raccolta, caricando i propri materiali sulla piattaforma o rivolgendosi ai punti di raccolta in biblioteca.

L’archivio è consultabile sul sito memorabilia.digital.