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Il Venezia Fc vince e ritorna in serie A

E anche 15 mostre collaterali da vedere a Venezia durante e oltre la Biennale Arte 2026

Geschrieben von Ritamorena Zotti il 13 Mai 2026

Il Venezia Fc, gli arancioneverdi, ha vinto ed è risalito in serie A. Meglio di qualunque vernissage con le sue migliaia di persone in Piazza San Marco e la squadra che sfila con il corteo sul Canal Grande. Qualcosa di vero. Pope! Oeh! Pope! Oeh!
Venezia, adoratissima Venezia. Peccato per i turisti, anche se lo siamo tuttə. Tuttə che corriamo verso qualcosa ma senza una meta precisa. Tuttə che scalciamo e protestiamo per qualcosa che non appartiene a Venezia in senso stretto. Ecco la nostra posizione: qui, tra queste righe, incarniamo i turisti dell’arte, quelli che a Venezia ci vanno per la Biennale Arte e scelgono di spostarsi sul versante mostre collaterali (anche se abbiamo sbavato sulla potenza emotiva del corteo dei tifosi).
In primis dobbiamo ammettere che i palazzi veneziani pronti ad accogliere le suddette mostre sembrano moltiplicarsi per partenogenesi curatoriale e ogni inaugurazione promette, con diversi livelli di sincerità, di dire qualcosa sul nostro tempo. Anche se poi nessuno legge il comunicato stampa. Quindi che cosa significhi esattamente “il nostro tempo” resta una questione aperta. Spesso è una formula elegante per dire collasso, visibilità, trauma, algoritmo, mercato, identità, energia, oppure tutto insieme, possibilmente in una chiesa sconsacrata.

Vi portiamo una rosa di mostre collaterali – le più riuscite secondo noi – che seducono con una precisione quasi chirurgica, altre irritano moltissimo e altre ancora sembrano nate per verificare quanto siamo ancora disposti a prendere sul serio parole ormai consumate dall’uso:  “presenza”, “trasformazione”, “pratica”, “energia”. 

Attraversarle significa accettare Venezia per quello che è: non un fondale fragile e innocente ma una macchina antica di potere, desiderio, teatro, negoziazione. Con l’anima arancioneverde.

Buona guida!

Anish Kapoor

Anish Kapoor — Palazzo Manfrin — 6 maggio / 8 agosto 2026

A Palazzo Manfrin (6 maggio – 8 agosto 2026), Anish Kapoor riapre le porte della sua fondazione, chiusa dal 2022, con una mostra che evita le grandi sculture pubbliche per concentrarsi sull’archivio progettuale. Il percorso espone circa 100 modelli che coprono 40 anni di carriera: idee visionarie, esperimenti in cera e progetti mai realizzati che l’artista definisce la parte „non in vendita“ della sua ricerca. Non mancano comunque i lavori iconici, come Descent into Limbo (che diventerà permanente) e At the Edge of the World, riproposta in un „nero cupo“ che sfida la percezione dello spazio. Nonostante la retorica della sperimentazione fuori dal mercato, l’operazione resta una mossa perfettamente calibrata sui tempi della Biennale. Kapoor trasforma il palazzo in un laboratorio di „pitture immersive“ e vuoti fisici, ricordandoci che a Venezia lo spettacolo e l’indagine concettuale viaggiano sempre sullo stesso binario.

Saville, Ca Pesaro, 2026. Ph Irene Fanizza

Jenny Saville — Ca’ Pesaro — 28 marzo / 22 novembre 2026

A Ca’ Pesaro, dal 28 marzo al 22 novembre 2026, Jenny Saville rimette il corpo dove oggi dà più fastidio: davanti agli occhi. Non lo alleggerisce, non lo rende carino, non lo fa diventare una questione di empowerment ma lo dipinge grande, pesante, vivo, pieno di carne e di attrito. Saville lascia tutto troppo vicino, troppo presente, troppo umano.

Helter Skelter, Arthur Jafa and Richard Prince, Fondazione Prada Venezia

Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince — Fondazione Prada Venezia — 9 maggio / 23 novembre 2026

A Fondazione Prada Venezia, dal 9 maggio al 23 novembre 2026, Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Princemette insieme due artisti che con le immagini hanno sempre avuto un rapporto poco pulito ed è questo che li rende interessanti. Arthur Jafa lavora con la cultura visiva nera, la musica, la storia, la violenza, il desiderio. Richard Princeprende l’America, la copia, la ricopia, la svuota e la rimette in circolo. Insieme non promettono una mostra gentile e a noi piace.

Erwin Wurm, Fortuny, ph.Markus Gradwohl

Erwin Wurm. Dreamers — Museo Fortuny — 6 maggio / 22 novembre 2026

Al Museo Fortuny, dal 6 maggio al 22 novembre 2026, Erwin Wurm presenta Dreamers. Wurm fa ridere, ma non nel modo innocuo in cui si ride davanti a qualcosa di buffo. Le sue sculture, i suoi corpi storti, gli oggetti gonfiati, le posture assurde sembrano scherzi finché non ti accorgi che lo scherzo sei anche tu. Parla di corpo, consumo, peso, vergogna, desiderio di stare dentro una forma accettabile.

RAGE BAIT, EVA E FRANCO MATTES

Eva & Franco Mattes. RAGE BAIT — Palazzo Franchetti / Le Cabanon — 6 maggio / 30 giugno 2026

Tra Palazzo Franchetti e Le Cabanon, dal 6 maggio al 30 giugno 2026 con Le Cabanon fino al 31 maggio, Eva & Franco Mattes presentano RAGE BAIT. Titolo perfetto, purtroppo. Non serve tradurlo ma basta aprire qualsiasi social per capirlo. I Mattes parlano di internet, intelligenza artificiale, rabbia, attenzione, reazioni eccessive e gatti maledetti. Non trattano la rete come un posto separato dalla vita reale, perché ormai quella fantasia è morta da un pezzo. La mostra dice una cosa semplice e poco piacevole, il futuro non sta arrivando.

Natasha Tontey, The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs © 2026 Natasha-Tontey.

Natasha Tontey. The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs — Ateneo Veneto — 9 maggio / 25 ottobre 2026

All’Ateneo Veneto, dal 9 maggio al 25 ottobre 2026, Natasha Tontey presenta The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs. Il titolo è lunghissimo e anarchico, esattamente come la mostra. Tontey lavora su corpi, riti, tecnologia, resistenza, organi dislocati. C’è qualcosa di volutamente strano nel suo modo di costruire immagini e storie, inoltre non cerca di rendersi facile per piacere al pubblico europeo, e per fortuna. In mezzo a tante mostre educatissime, questa ha ancora il gusto di non comportarsi bene.

Who’s a good boy?? – Contemporary Forces: Kelterborn Collection, Giudecca

Who’s a good boy?? — Contemporary Forces / Kelterborn Collection, Giudecca — 7 maggio / 27 settembre 2026

Alla Giudecca, dal 7 maggio al 27 settembre 2026, Contemporary Forces presenta Who’s a good boy?? con la Kelterborn Collection. Il titolo sembra una battuta, ma funziona perché apre una domanda secca: chi è il bravo? Chi obbedisce? Chi ha il comportamento giusto per piacere al mercato, all’istituzione, al pubblico?

Sandretto, Huff and a Puff, Hugh Hayden

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo — Isola di San Giacomo a Venezia — 7 maggio / 12 settembre 2026

Sull’Isola di San Giacomo, dal 7 maggio 2026, la nuova sede veneziana della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è una delle aperture più importanti della stagione. E naturalmente è su un’isola, perché a Venezia anche la logistica deve avere un certo senso del dramma. Il programma inaugurale, con Matt Copson, opere della collezione e interventi pensati per il luogo, costruisce una nuova destinazione fuori dai percorsi più ovvi.

Marina Abramović. Transforming Energy, Gallerie dell’Accademia

Marina Abramović. Transforming Energy — Gallerie dell’Accademia — 6 maggio / 18 ottobre 2026

Dal 6 maggio al 18 ottobre 2026, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano Transforming Energy, retrospettiva che celebra gli 80 anni di Marina Abramović. Per la prima volta, un’artista donna vivente integra le sue opere nel cuore della collezione permanente rinascimentale. Il percorso affianca performance storiche, come Rhythm 0 e Balkan Baroque, a nuove produzioni incentrate su resistenza e vulnerabilità. I visitatori sono invitati a interagire con i „Transitory Objects“ in pietra e cristalli per attivare uno scambio energetico. Si tratta di una sfida inedita che porta l’arte del corpo e dell’effimero dentro un’istituzione storica dedicata alla pittura e alla scultura.

Michael Armitage. The Promise of Change, Palazzo Grassi

Michael Armitage. The Promise of Change — Palazzo Grassi — 29 marzo 2026 / 10 gennaio 2027

Dal 29 marzo 2026, Palazzo Grassi ospita The Promise of Change di Michael Armitage. Mentre tutti vendono cambiamenti facili, Armitage usa la pittura per complicare le cose: nei suoi lavori la cronaca, la memoria coloniale e la violenza quotidiana si mescolano senza fornire risposte pronte. Un’estetica torbida e stratificata che rende il presente difficile da sintetizzare, figuriamoci da risolvere.

Gabrielle Goliath. Elegy, Chiesa di Sant’Antonin

Gabrielle Goliath. Elegy — Chiesa di Sant’Antonin — 5 maggio / 31 luglio 2026

Il Sudafrica chiude il Padiglione nazionale, Gabrielle Goliath riapre in chiesa. Dopo il veto del ministro Gayton McKenzie, che ha bollato come «divisiva» l’opera Elegy chiedendo invano di modificarla, l’artista si sposta a Sant’Antonin dal 5 maggio al 31 luglio. Mentre Buttafuoco e Giuli discutono sulla Russia, il governo sudafricano sceglie direttamente il lucchetto. Ma l’“elegia” non si ferma: una sequenza di voci operistiche commemorerà le vittime del colonialismo tedesco e la poetessa palestinese Hiba Abu Nada, uccisa a Gaza. In attesa di Venezia, Goliath sarà anche a Milano da Raffaella Cortese il 16 aprile con Bearing, un’indagine intima sull’erotismo queer e brown. Niente padiglione ufficiale, dunque, ma molta più libertà.

Canicula

Canicula — Complesso dell’Ospedaletto — 6 maggio / 22 novembre 2026

Dal 6 maggio al 22 novembre 2026, il Complesso dell’Ospedaletto ospita Canicula, l’atto finale della „Trilogia delle incertezze“ di Fondazione In Between Art Film. Dopo il buio e la nebbia dei capitoli precedenti, la collettiva esplora l’eccesso di luce: quel calore torrido che acceca la vista e deforma il reale. Attraverso otto installazioni video site-specific, artisti internazionali analizzano il sovraccarico di immagini e pressioni politiche che spingono la società verso il collasso. Canicula impone un clima di stasi febbrile e rallentamento forzato e ci invita a sostare sotto una luce fortissima e poco rassicurante.

Ca Dora*, Fondamenta San Biagio 796

Ca‘ Dora* — Fondamenta San Biagio 796 — 5 maggio / 22 novembre 2026

Dal 5 maggio al 22 novembre 2026, in Fondamenta San Biagio 796, Dora Fiammetta Perini presenta Ca‘ Dora, a cura di Charlotte Laubard. L’accesso è esclusivamente su appuntamento: una scelta che trasforma la visita in un atto privato, lontano dai grandi flussi della Biennale. Niente architetture monumentali o apparati muscolari; l’opera è rappresentata da una casa di stoffa cucita, simbolo di una fragilità che si tiene insieme per pura ostinazione. Mentre Venezia tenta di apparire enorme, Ca‘ Dora sceglie la scala ridotta e il silenzio del lavoro manuale. Un’indagine sull’abitare che, nel minimalismo della sua dimensione, riesce a essere più rumorosa delle grandi installazioni circostanti.

(*non ne parla ancora nessuno ma è davvero cool)

One touch of nature makes the whole world kin, ph Veronica Gelati and Rubina Stradella. Courtesy School for Curatorial Studies Venice

one touch of nature makes the whole world kin — Scuola Secondaria di I grado P. F. Calvi, Istituto Comprensivo Dante Alighieri — 23 aprile / 23 maggio 2026

Dal 23 aprile, la School for Curatorial Studies Venice presenta one touch of nature makes the whole world kin all’interno della scuola media, Scuola Secondaria P. F. Calvi, tra Arsenale e Giardini.  Il titolo shakespeariano introduce una riflessione su natura, legami e comunità. Una vera e propria indagine sul contatto che riporta l’arte a una dimensione di vicinanza, lontano dalle retoriche muscolari del settore.

The Shape of the Self : La forma del Sé, Ca’ Riviera, Mira

The Shape of the Self / La forma del Sé — Ca’ Riviera, Mira — dal 9 maggio 2026

Con The Shape of the Self / La forma del Sé, Ca’ Riviera inaugura un nuovo spazio espositivo sulla Riviera del Brenta, Mira. Parlare di identità oggi è un rischio: il confine tra indagine artistica e diario personale travestito da mostra è sottilissimo. Qui però il senso sta nel gesto politico dello spostamento: uscire dal perimetro della Venezia monumentale e dai suoi flussi turistici per testare se il discorso regge anche altrove. Forse la cosa più interessante è proprio prendere un po’ di distanza.

Venezia 2026 non è una lista della spesa: attraversatela con cura, lasciate che sia lei a consumare voi.