In Mestre we trust

Quattro atelier una sola direzione, un viaggio (di ritorno) dall'isola alla terraferma, lungo le rotte dell'arte contemporanea, tra studi, palazzoni e un'urbanità da riscoprire

Geschrieben von Samantha Chia il 28 April 2021

Kadabra Studio

Mestre è grigia e triste, Venezia è colorata e luminosa. Mestre è disgregata, Venezia è compatta. Mestre è il parcheggio e il ripiego di Venezia. Mestre è periferia -se non addirittura campagna- Venezia è centro.

Questo è quello che è emerso quando ho chiesto un aggettivo che potesse definire Mestre in relazione a Venezia, a chi da sempre, o da qualche anno, vive il territorio. Sembra essere una sentenza definitiva senza possibili ricorsi quella contro Mestre, ovvero quella di luogo in cui ci si trasferisce solo perché costretti e mai per scelta. Quasi assurdo sostenere il contrario. Se non fosse per il fatto che il contrario esiste. Se è vero che la declinazione in chiave negativa sembra andare per la maggiore, è anche vero che qualche voce fuori dal coro esiste e riscuote un maggiore impatto e spunti di riflessione.

Mestre è dinamica e imprevedibile, Venezia è immobilizzata e prevedibile. Mestre è autentica e vitale, Venezia è il fantasma di sé stessa.

Negli ultimi anni molti giovani artisti, soprattutto pittori, che si sono fermati a Venezia hanno deciso di trovare, o trasferire, il loro studio a Mestre. La mancanza di spazi adeguati e il costo degli affitti ha portato a un naturale spostamento verso la terraferma, che permette di avere studi ampi e luminosi, di lavorare su grandi dimensioni e di avere tutte le comodità di trasporto delle città “normali”. Le ragioni principali per la maggior parte di loro sono sicuramente di natura economica e pratica. Ma non sono le uniche, non tutti vivono il trasferimento come una costrizione dettata da circostanze esterne.

Studio Condominio Cappuccina
Via Cappuccina 73, Venezia Mestre
IG: condominiocappuccina

Per alcuni è una scelta. Sorge spontaneo chiedersi quali possano essere le ragioni  che spingono un artista a muoversi volontariamente verso un luogo che, secondo molti, non ha “né arte né parte”. La risposta può essere semplice: il fatto che Mestre non ha nulla di speciale, non ha la responsabilità della storia ed è libera da un’eredità culturale che può risultare soffocante e pretenziosa. Ammesso (e non concesso) che sia vero che Mestre non ha nulla di speciale, perché allora dovremmo condannarla a rimanere sempre uguale a sé stessa?

La “periferia” di Venezia è un posto reale, vissuto, che ha dei vuoti e delle esigenze che possono essere colmati e che non sono necessariamente in antitesi con quelli della città lagunare, come il bisogno di creare e condividere i propri linguaggi artistici.

Casablanca Studio
Via Roma 55, Venezia Mestre
IG: casablanca_studio_

Condominio Cappuccina, Casablanca studio, Kadabra studio e Zolforosso (che ha uno spazio anche a Venezia) sono alcuni degli studi che hanno aperto in questi ultimi due anni e hanno invaso Mestre. Un pomeriggio dei primi di marzo ho fatto visita agli studi, che sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici e, in parte, a piedi. Durante i miei giri ho avuto la possibilità di parlare con gli artisti, vedere i materiali e le tecniche che utilizzano, osservare i lavori da vicino e addirittura toccarli. Portare l’arte in città attraverso gli studi è molto diverso dal farlo per mezzo di istituzioni museali o gallerie proprio perché lo studio permette un contatto e uno scambio diretto con gli artisti, incontrandoli dove lavorano si crea un diverso tipo di rapporto con l’opera d’arte, che è più concreto e tangibile.
Questi studi condividono obiettivi comuni, come la volontà di continuare a produrre sul territorio dove si sono formati e trovare una modalità per fare rete tra loro senza annullare l’identità di ogni singolo spazio, continuando un discorso artistico iniziato in isola ed estendendolo in terraferma.

Zolforosso
Sestiere Santa Croce, Ramo II Carminati 1894, Venezia
Viale San Marco 96i, Venezia Mestre
IG: zolforossovenezia
www.zolforosso.weebly.com

Lo studio non deve per forza essere solo luogo di produzione, ma anche di fruizione. Creare degli itinerari possibili in questi spazi potrebbe contribuire a dare loro visibilità e a creare nuovi centri artistici “decentrati” rispetto a quelli lagunari, ma in continuità con essi, superando i ruoli prestabiliti attribuiti alle due città, Venezia-vetrina e Mestre-centro di produzione.
Oggi trovare a Venezia chi concede uno spazio che non sia per uso commerciale o turistico è diventato molto difficile. Ci si augura che le cose possano cambiare nuovamente ed avere condizioni facilitate per i giovani artisti emergenti che desiderano continuare la ricerca in laguna. Allo stesso tempo, ora che un nucleo si è creato “oltre il ponte” va mantenuto, promosso e fatto conoscere. La realtà artistica di Venezia e quella di Mestre sono la stessa realtà, una non esclude l’altra, l’isola non esclude la terraferma.

Kadabra Studio
Via Giuseppe Verdi 57, Venezia Mestre
IG: kadabra_studio