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La band americana Earth non vuole la bandiera palestinese e il TPO annulla il live

Geschrieben von La Redazione il 28 Januar 2026
Aggiornato il 29 Januar 2026

Foto di Alarico Mantovani

Il concerto degli Earth, previsto martedì 27 gennaio al TPO e organizzato da Freakout, è stato annullato poco prima dell’inizio nonostante la sala fosse già piena. Alla base della decisione ci sarebbe uno scontro avvenuto nel backstage tra Dylan Carlson, leader della storica band statunitense fondata nei primi anni ’90 a Olympia (Washington) e nota per il suo peculiare stile di ambient metal, e gli attivisti e le attiviste del municipio sociale, in merito alla presenza di una bandiera palestinese affissa sul lato del palco.

Secondo quanto emerso, per tale motivo Carlson avrebbe rifiutato di esibirsi, portando il TPO a decidere per l’annullamento dell’evento. Alcuni attivisti hanno comunicato la decisione sul palco intorno alle 22, promettendo al pubblico di farsi carico del rimborso dei biglietti.

Il musicista ha affidato il suo commento a Instagram: «Mi scuso con chi sperava di vedere un po’ di musica a Bologna stasera, ma il TPO di Bologna ha messo la politica davanti alla musica e ha cancellato il concerto degli Earth; né gli Earth né il Freakout hanno avuto nulla a che fare con questa decisione.»

«Per il TPO – spiega in questo pezzo Flavia Tommasini, attivista del municipio sociale – quella bandiera non è un elemento negoziabile, perché parte della sua storia e del suo agire. La decisione di annullare il concerto ha avuto un costo economico ma anche relazionale. Non per censura, ma perché prendere posizione oggi ha sempre un prezzo. Ed è qui che si misura la differenza tra spazi e contenitori. La risposta non è stata il silenzio o il ripiegamento. In meno di ventiquattro ore, il crowdfunding attivato per sostenere lo spazio ha raccolto quasi 3.000 euro. Non un gesto caritatevole, ma una presa di responsabilità collettiva. La dimostrazione che questi luoghi esistono perché esistono comunità che li attraversano e li difendono.»