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La festa come sospensione dell’ordinario e cambio di regime: il nuovo progetto di Xing

Geschrieben von La Redazione il 9 April 2026

foto Michele Rizzo - Prospect <E V A> - foto Luca Ghedini, courtesy Xing

Xing presenta FESTA, un nuovo progetto diffuso che attraverserà il 2026 e il 2027, toccando Bologna, Torino, Cesena, Riola, Firenze e Milano. Non un festival, né una rassegna, ma una costellazione di eventi performativi gratuiti e commissionati ad artisti invitati a ripensare radicalmente il concetto di „festa“.

Il progetto prende avvio da un riferimento storico mai realizzato: una „mostra di eventi“ immaginata nel 1976 dal critico Alberto Boatto per la GAM di Bologna. In quell’intuizione, l’arte veniva chiamata a sottrarsi all’utilità immediata per abitare uno spazio di libertà individuale, fertile e irriducibile. È proprio da questa tensione che nasce FESTA, come dispositivo di ricerca più che come programma celebrativo.

La domanda è semplice: esiste all’interno della nostra contemporaneità, un uso o per lo meno un’idea della ‚festa‘?
Dalla pausa lavorativa della feria alle derive del party contemporaneo, dalle parate istituzionali ai rituali spontanei di protesta, dalle sagre ai rave, FESTA non prova a definire una risposta univoca, ma convoca una serie di esperimenti. Non occasioni di svago, bensì situazioni di sospensione, cambi temporanei di regime, in cui il tempo ordinario viene temporaneamente disattivato.

Gli artisti coinvolti – Simon Vincenzi, Riccardo Benassi, Claudia Castellucci, Michele Rizzo, Mårten Spångberg, Ashes Withyman, Cristina Kristal Rizzo – sono chiamati a ideare ciascuno un prototipo di evento “festivo”, concepito come esperienza situata, non replicabile e non funzionale.

Il programma si inserisce nel percorso ventennale di Xing nell’ambito delle live arts, un campo che intreccia corpi, suoni, movimenti e pensiero in una dimensione estesa, dove lo spettatore diventa parte attiva dell’accadimento.

Con FESTA, Xing amplia scala e geografia del proprio intervento, coinvolgendo nuovi contesti e partner per costruire un calendario diffuso ispirato al Calendario Repubblicano Francese, esperimento radicale che ridefiniva il tempo secondo nuovi valori civici: un modello evocato per immaginare nuove ricorrenze e nuovi ritmi.

CALENDARIO 2026

  • 10 maggio, Parcheggio della Fiera – Bologna – addio alle carni
    Simon Vincenzi, In The Carnival Of The Void
  • 18 settembre, Fondazione Merz – Torino – tecnosistemix
    Riccardo Benassi, Le ultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi…
  • 11 dicembre, Centro Comandini – Cesena – convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte
    Claudia Castellucci, Senz’Arte