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La storica neon riapre in San Donato: uno spazio senza opere, solo parole

quartiere San Donato

Geschrieben von Salvatore Papa il 4 Februar 2026

In occasione di Arte Fiera, dal 6 febbraio in via San Donato 24/B riapre neon, uno dei progetti più radicali e anomali della storia recente dell’arte a Bologna. Ma non sarà una galleria e nemmeno come spazio espositivo nel senso tradizionale del termine.

A spiegare il senso di questa riapertura è Gino Gianuizzi, il fondatore, in un testo che accompagna l’apertura e che è già una dichiarazione di posizione. neon – scrive – „riprende la sua attività in uno spazio fisico anche se la sua attività non credo non sia mai cessata, in altre forme, in altri luoghi, in altri modi“. Il nuovo spazio non avrà una programmazione predefinita e non conterrà opere: sarà piuttosto un luogo in cui mettere in atto progetti condivisi e, soprattutto, uno spazio fatto di parole.

La scelta è esplicitamente critica nei confronti del sistema dell’arte contemporanea. In un contesto segnato da opening, fiere e rituali sempre più autoreferenziali, Gianuizzi parla di un’arte „afona“, incapace di produrre pensiero e di elaborare alternative. „Penso – aggiunge che già da molti anni l’arte sia divenuta parte del sistema dell’intrattenimento, sistema funzionale e necessario al mantenimento della struttura e della forma politica e sociale che domina e regola la nostra esistenza e l’esistenza di tutti gli esseri viventi e non viventi che abitano il pianeta“.

Nata nel 1981 nella Bologna post ’77 e fondata in via Solferino da un gruppo di amici e studenti del DAMS neon aprì „senza un progetto, senza strategia, senza budget e senza obiettivi predeterminati“ ed è stata per trent’anni un laboratorio permanente, una comunità di artisti, critici e curatori, e un luogo di formazione informale ma decisivo per molte persone che l’hanno attraversata. Dopo le sedi di via Avesella e via Bersaglieri, l’esperienza si è conclusa nel 2011 negli spazi di via Zanardi.

Oggi, in coincidenza con Arte Fiera, neon riapre senza nostalgia e senza celebrare se stessa. Non per produrre oggetti, ma per creare uno spazio di ascolto e di riflessione.

ORARI: venerdì 6 febbraio 18-22 / sabato 7 febbraio 18-22


Le parole saranno di: Aurelio Andrighetto, Arpo Angeli, Patrick Anguet, Emanuela Ascari, Massimo Bartolini, Dario Bellini, Franco Berardi, Filippo Jamez Bertoni, Ivo Bonacorsi, Pino Boresta, Lorenzo Bruni, Domenica Bucalo, Leonardo Caffo, Nino Caltabiano, Angelo Candiano, Caretto Spagna, Silvia Cini, Gianluca Codeghini + Elio Grazioli, Collettivo CON, Daniela Comani, Ermanno Cristini, Cuoghi Corsello, Valentina D’Accardi, Marco Dalpane, Rossella De Fazio, Anna de Manincor, ZimmerFrei, Vanessa Di Lodovico, Nico Dockx, Enecsbus, Fabrizio Basso + Bartolomeo Migliore, Matteo Manfrini, Emilio Fantin, Anita Ferrari + Wolfgang Weileder, Dino Ferruzzi, Andrea Garbuglia, Patrizia Giambi, Lorenzo Guccione, Gian Paolo Guerini, Matteo Guidi, Barbara Holub, Miri Kim, Gaetano Lo Rosa, Galleria La Veronica, M+M, Daniela Manzolli, Maurizio Matrane, Gioele Melandri, Maurizio Mercuri, Fabiola Naldi, Maurizio Nannucci, Santa Nastro, Stephanie Nava, Cinzia Ortali, Cesare Pietroiusti, Paola Pietronave, Premiata Ditta, Sergio Racanati, Anteo Radovan, Pedro Riz à Porto, Christian Rizzi, Mili Romano, Andrea Rossetti, Antonio Rovaldi, Paolo Sabatti Bassini, Eva Sauer, Valentina Serra, Serz, Giorgia Soncin, Daniela Spagna Musso, Sandro Sproccati, Tommasina Bianca Squadrdito, Enzo Umbaca, Enrico Vezzi, Francesco Voltolini, Alberto Zannazzo.