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Le rovine dell’ex chiesa di San Nicolò ospitano una collettiva di Serendippo

Geschrieben von La Redazione il 19 Januar 2026

L‘ex chiesa di San Nicolò di via San Felice, chiusa da moltissimi anni, riapre eccezionalmente in occasione di ART CITY per una mostra curata da Serendippo. Dal 3 all’8 febbraio 2026, le rovine dello spazio che guardano direttamente il cielo ospitano GAP, una collettiva composta di installazioni, performance e interventi visivi che si inseriscono nel progetto di arte contemporanea diffusa pubbliCITTÀ> che l’associazione porta avanti da diversi anni.

GAP si colloca intenzionalmente in questa fase intermedia e sospesa della vita dell’edificio che nel futuro prossimo sarà trasformato in Rione San Nicolò, nuovo progetto dell’imprenditore Renato Lideo e soci (Borgo Mameli e altri) che dovrebbe partire nella prossima primavera.

Situata all’incrocio tra via San Felice e via dell’Abbadia, l’ex chiesa è ciò che resta di uno dei più antichi complessi monastici della Bologna cristiana. Nel corso dei secoli ha attraversato ampliamenti, rifacimenti e cambi di funzione, fino alle soppressioni ecclesiastiche e alla perdita del ruolo parrocchiale. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale viene definitivamente dismessa come luogo di culto, utilizzata temporaneamente come palestra e infine abbandonata. Oggi si presenta come una rovina urbana aperta, priva di copertura, attraversata dalla vegetazione con facciata, abside, cripta e murature che convivono con un grande vuoto centrale.

«Il progetto – ci tiene a sottolineare Serendippo – non rappresenta la futura destinazione dell’edificio, né si inscrive in una logica di attivazione, rigenerazione o valorizzazione permanente dello spazio. GAP assume l’ex chiesa nella sua condizione attuale di rovina aperta, vuoto, stratificazione e incompiutezza, lavorando sul tempo del prima e del durante. La mostra si configura, quindi, come esperienza temporanea e autonoma, sul piano curatoriale, linguistico e concettuale. Le opere non occupano San Nicolò come contenitore neutro, ma dialogano con la sua storia, con il vuoto e con l’idea di cantiere come condizione, più che come passaggio verso una forma definita. »

Tutti i singoli interventi artistici attraversano temi come memoria collettiva, attesa, perdita, trasformazione e possibilità di interrogare criticamente lo spazio urbano.

La performance Kore precipita di Greta Affanni rielabora la figura mitologica di Kore–Persefone come metafora del passaggio e della trasformazione, abitandone lo spazio attraverso la voce e la recitazione di poesie d’artista. Con Ricochets, Lou Nugues ed Elena Menini trasformano le pietre fluviali dell’ex edificio in supporti per immagini fotografiche e interventi pittorici, evocando la Bologna delle Acque e una memoria che riaffiora per stratificazioni successive. Uscita di emergenza di Guglielmo Onofri inserisce una cianotipia su plexiglas retroilluminato che trasforma l’immagine della Luna in un segnale simbolico di orientamento e contemplazione. In Flow State, Lorenzo Crosti (SATOЯ) propone un ambiente visivo generativo fondato su un flusso continuo di trasformazioni regolato da algoritmi non basati su intelligenza artificiale. L’installazione site-specific di Vantees, Nossa Senhora das coisas impossíveis que procuramos em vão, popola lo spazio con le sue tipiche sagome tratte da fotografie di passanti bolognesi. Maria Paola Landini presenta invece Carriole, una serie fotografica dedicata alla carriola come oggetto minimo e necessario del cantiere urbano, segni silenziosi del lavoro e della trasformazione della città. L’intervento dialoga con le immagini del cantiere del tram di Bologna ospitate nelle pensiline TPER di Piazza Medaglie d’Oro, riflettendo sul cantiere come condizione permanente dello spazio urbano.

Oltre all’ex chiesa di San Nicolò e a Piazza Medaglie d’Oro, pubbliCITTÀ> 2026 comprende anche una mostra collettiva con tutti gli artisti coinvolti al 5C Lab (Vicolo de’ Facchini 5/C). Durante l’ART CITY White Night, sabato 7 febbraio dalle 19, San Nicolò ospiterà inoltre uno Speed Date per professioni creative, in collaborazione con l’associazione Frattale, come momento di incontro informale tra operatori e professionisti dei settori culturali e creativi.

Il progetto di installazione e light design è a cura dell’architetto Pierluigi Molteni.
Orari:

martedì 3 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 21)
mercoledì 4 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 18 + 21)
giovedì 5 febbraio h 17.00 – 22.30 (performance h 21)
venerdì 6 febbraio h 17.00 – 24.00 (performance h 21)
White Night: sabato 7 febbraio h 17.00 – 24.00 (performance h 21 + 23 + 00)
domenica 8 febbraio h 12.00 – 21.00