Ad could not be loaded.

Make Some Noise: Seeyousound risuona ancora sotto alla Mole

Torna l'iconico festival sabaudo che mostra la musica come immagine.

Geschrieben von Raffaele Pignataro il 19 Februar 2026

Una cosa che mi ha colpito subito di Seeyousound di quest’anno è il messaggio scelto per accompagnare questa dodicesima edizione: MAKE SOME NOISE. Di solito il cinema è un posto dove si fa silenzio, ci si siede al buio e con religiosa attesa si aspetta che le luci si spengano, che scompaia quel chiacchiericcio rimasto di sottofondo, per poi dare spazio e orecchie solo a quello che accade sul grande schermo davanti a noi. L’unico festival in Italia interamente dedicato al cinema a tema musicale invita tutte e tutti a Torino dal 3 all’8 marzo per fare rumore e rompere gli schemi, in un periodo storico dove chi fa rumore attraverso l’arte, le parole o anche con il proprio corpo manifestando viene schiacciato da una repressione assordante.

Quest’anno, come negli anni passati, Seeyousound porta in città un programma ricco e trasversale dove al centro c’è sempre la musica e la sua forza narrativa, sensoriale e politica. Quella musica che abbraccia e arriva a tutti, dalla house al funk, dal jazz all’elettronica, dalle controculture alle icone pop: funziona perché soddisfa tutti i palati e
soprattutto celebra il potere e l’impatto che il suono ha avuto e ha ancora sulla vita della collettività.

Tra i film più attesi, la prima internazionale di Bowie: The Final Act di Jonathan Stiasny, che sarà presente in sala per condividere con il pubblico il lavoro dedicato al testamento artistico del visionario londinese. Sempre come anteprima assoluta verrà proiettato Micah P. Hinson – The Tomorrow Man di Lina Sanabria: alla proiezione parteciperà Micah P. Hinson in persona, che concluderà l’evento con un live esclusivo.
Il cartellone propone anche diverse prime italiane: Herbie di Patrick Savey, tributo a Herbie Hancock, tra le figure più innovative e versatili della musica contemporanea; Butthole Surfers: The Hole Truth and Nothing Butt di Tom J. Stern, un ritratto visionario e senza filtri di una delle band più provocatorie e influenti dell’underground statunitense; Wolves di Jonas Ulrich, racconto di formazione ambientato ai margini della scena black metal europea; Rave On di Nikias Chryssos e Viktor Jakovleski, immersione cinematografica nella notte berlinese dove realtà e finzione si intrecciano; e infine Sun Ra: Do The Impossible, presentato al Tribeca Film Festival di New York, dedicato alla filosofia e all’eredità del visionario musicista, poeta e pioniere dell’ Afrofuturismo.

Ma la musica non troverà spazio solo attraverso le proiezioni: anche in questa edizione ci saranno degli eventi dal vivo di assoluta qualità come il live inedito dei Casino Royale per l’Opening Night, il concerto di Micah P. Hinson già citato sopra e la performance sonora firmata da Giorgio Li Calzi e Stefano Risso a partire da LANDED, un delicato cortometraggio di videodanza. In collaborazione con il collettivo sabaudo sound-oriented ALMARE il festival porterà anche il progetto audiovisivo Kitbashing di ABADIR con Nicolò Cervello proposto dalla sezione Soundies; le performance di Francesco Corvi e Jolanda Moletta per la sezione Frequencies; e l’official party Rising Sound POST FUNK From Screen to Dancefloor con le dj Lavalamp e Catu Diosis.

Menzione speciale per i due set dedicati agli ultimi quarant’anni della scena torinese con ospiti a sorpresa legati ai film Nostra Torino Oscura e Falene. Il primo, in collaborazione con il party local TUM, propone uno sguardo su Torino da un non torinese, libero dai classici stereotipi e mosso esclusivamente da curiosità, seguendo tre giovani figure immerse nella scena underground torinese, tra punk, garage, lo-fi, sperimentazione e disco, restituendo l’immagine di una città notturna e creativa, messa però a dura prova dalla speculazione immobiliare e dalla progressiva scomparsa degli spazi indipendenti (ve la ricordate la repressione di cui parlavo all’inizio?!?). Falene del local Ivan Cazzola, invece, ripercorre la storia della città attraverso la nascita e lo sviluppo della club culture torinese dagli anni ’80 ai primi Duemila grazie ad un sacco di materiali d’archivio inediti, testimonianze e repertori, per ricostruire il ruolo di DJ, club, radio indipendenti e collettivi che hanno fatto della notte un luogo di inclusione, libertà e sperimentazione, contribuendo a proiettare Torino sulla scena internazionale della musica elettronica.

Sembrano tanti, ma sono solo alcuni dei motivi per i quali dovreste guardarvi l’intero programma di Seeyousound, comprare dei biglietti, o l’intero abbonamento, e sedervi in sala per fare rumore, ascoltare il rumore che gli altri hanno deciso di fare e scrollarvi di dosso l’idea che rimanere in silenzio possa fare in qualche modo una differenza. Ci sentiamo in sala, a voce alta.