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ROBOT17, quando il presente va in errore

Geschrieben von La Redazione il 21 September 2026

Leggere il presente è sempre più difficile. I codici si moltiplicano, si sovrappongono, smettono di comunicare tra loro e, mentre le coordinate con cui proviamo a interpretare quello che ci circonda diventano sempre meno stabili, anche l’errore può smettere di essere qualcosa da correggere e diventare, piuttosto, un modo per guardare le cose. È da qui che parte ROBOT17, in programma a Bologna dall’8 al 10 ottobre 2026, con il tema Syntax Error.

Il festival attraversa ancora una volta luoghi e linguaggi diversi della musica elettronica, dalla ricerca al clubbing, mettendo insieme Autechre, Moodymann, Boys Noize, Blawan, Actress, Mace, Marina Herlop, Mykki Blanco, Space Afrika, DJ Stingray e Lawrence English, accanto a una scena italiana che come sempre ha un ruolo tutt’altro che ornamentale. Molti gli spazi coinvolti: DumBO, Ex Ospedale dei Bastardini, MAST, Parco Archeologico di Marzabotto, Palazzo Re Enzo, TEST ed Estragon.

Prima delle tre giornate di ottobre, però, c’è ancora un appuntamento. Venerdì 25 settembre la consueta anteprima a Palazzo Re Enzo tiene insieme elettronica, ambient, jazz, disco e sperimentazione. Carla dal Forno arriva per la prima volta al festival con la premiere italiana di Confession, il nuovo lavoro sospeso tra scrittura intima e paesaggi sonori stranieri. Con lei Ana Roxanne, statunitense di origini filippine, che presenta Poem 1, uscito nel maggio 2026, dove jazz, canto corale e musica hindustani confluiscono nell’ambient. La parte più danzante della serata è affidata a Sam Ruffillo, dj e produttore bolognese che attraversa Italo Disco, house anni Novanta e funk, e a Memoryman aka Uovo, alias di Cristiano Rinaldi, storico componente dei Pastaboys e fondatore della label Paradise Pizza. Nella Sala Re Enzo Kratu, progetto di Serena Dibiase, presenta Luteotropina, lavoro costruito a partire da field recording e voci raccolte con un approccio quasi etnografico, mentre nella Sala degli Atti URË propone un’installazione partecipativa realizzata attraverso trenta radio FM e materiali sonori raccolti nelle comunità arbëreshe di Abruzzo e Molise. Il pubblico, in questo caso, non è semplicemente spettatore: deve muoversi tra le frequenze per incontrare i performer, contribuendo a una composizione che cambia ogni volta.

Poi, dall’8 ottobre, il festival entra nel vivo. Nel rinnovato ex Ospedale dei Bastardini, fresco di nuova gestione, ROBOT apre il suo lato più legato alla ricerca con Lawrence English, in premiere italiana con The Rest Is My Ghost, un lavoro che mette in discussione quella che l’artista definisce Acid Nostalgia: una nostalgia capace di trasformare il passato in una superficie semplificata, fino a cancellare la possibilità di immaginare il futuro. Con lui feeo, mentre la serata si apre con Suz e Giuseppe Franchellucci e Tremulous Things, incontro tra la voce della musicista bolognese e il violoncello del compositore marchigiano, e si chiude con il dj set di Filibalou.

I Bastardini ospiteranno anche il ritorno del Baronato Quattro Bellezze, progetto romano nomade e site-specific nato attorno allo spazio storico fondato da Dominot e diventato nel tempo un laboratorio di improvvisazione dove dub, elettronica, stornello romano e kraut-psichedelia convivono senza una formazione fissa. Qui sarà presentato anche il live A/V Nessun cielo è senza luce di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana, sette capitoli che intrecciano canti gregoriani, field recording, strumenti analogici e processi di intelligenza artificiale.

Al DumBO, invece, ROBOT mette in campo due notti in cui storia del club e nuove traiettorie si incontrano. Venerdì 9 ottobre arrivano Blawan, con il live di SickElixir, Boys Noize, Mykki Blanco, che presenta in anteprima italiana Cafe Paradiso, e gli Space Afrika, per la prima volta al festival con il nuovo album. Insieme a loro upsammy & Valentina Magaletti, con Seismo, e il b2b tra Batu e CEM.

Sabato 10 ottobre all’Estragon gli attesissimi Autechre, nella loro unica esibizione in un festival italiano nel 2026. Il loro live, costruito attraverso suoni digitali generati in tempo reale e un impianto scenico immerso nel buio, sembra quasi la traduzione letterale di Syntax Error: perdere i riferimenti, lasciare che il codice si scomponga e provare a capire cosa emerge dall’errore.

Prima di loro salirà sul palco Bochum Welt, alias di Gianluigi Di Costanzo, artista italiano che Aphex Twin inserì nel catalogo Rephlex nel 1994 e che negli anni ha costruito una traiettoria personale tra elettronica e sperimentazione. In consolle ci sarà anche MDX, alias di Andy Maddocks, fondatore della Skam Records di Manchester.

Gli spazi del DumBO si concentreranno invece su Detroit. Moodymann, alias Kenny Dixon Jr., torna a ROBOT per un dj set costruito sulla sua personale fusione di techno, house, funk e jazz. Accanto a lui DJ Stingray, storico protagonista dell’electro detroitiana, in b2b con Mell G. Actress presenta Radical Frame, live audio/video che a ROBOT17 trova la sua unica data italiana di presentazione nel 2026, mentre Marina Herlop porta in anteprima italiana Dja Dja. La notte prosegue con Exuvie di Noémi Büchi e si chiude con Mace, che torna al dj set dopo una lunga attività come produttore e autore.

Continuano, infine, presso TEST – Nuovo Prototipo Urbano le attività di ROBOT Kids per bambini e ragazzi, volte a sviluppare l’approccio e la conoscenza delle tecnologie digitali in chiave artistica, e la sezione ROBOT Learn con un workshop condotto da Lawrence English presso Ostello Bello.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO