Attraverso un folto nucleo di opere, molte delle quali inedite, costituito da sculture, installazioni, stampe digitali fotografiche e su seta, Sergia Avveduti pone in connessione l’attività di tutela e conservazione svolta dall’istituzione museale e la funzione sociale di protezione ed educazione assolta dalle Opere Pie e dai “Conservatori per cittelle” accomunate da fragilità e una precaria condizione economica, istituiti a Bologna tra XVI e XVII secolo. Un’attività, questa, svolta in maniera attiva e positiva, ma anche con una forma di sobrietà e discrezione, quasi nell’ombra.
L’ispirazione per l’artista nasce dalla presenza nelle eterogenee collezioni permanenti del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, situato al piano terra di Palazzo Davia Bargellini ancora oggi di proprietà della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini, di alcuni esemplari delle straordinarie opere ricamate prodotte dalle fanciulle ospiti del Conservatorio delle Putte di Santa Marta, il più antico istituto di educazione femminile esistente a Bologna, fondato nel 1505 da Carlo Duosi per fanciulle orfane appartenenti a buone famiglie cadute in disgrazia come emanazione dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi.
L’istituzione educativa assistenziale del Conservatorio accoglieva giovani donne a rischio, le putte, che vivevano isolate dal mondo esterno e venivano educate all’arte del ricamo: un’attività che univa formazione, disciplina e creatività, trasformando il lavoro manuale in un gesto di cura, emancipazione e trasmissione culturale.
Durante la loro permanenza, le putte non avevano contatti con il mondo esterno, vivendo in un ambiente protetto ma isolato, che le avviava a vari mestieri. Tra questi, il ricamo, spesso realizzato con filati di seta a “punto pittura”, rappresentava un vero e proprio strumento di sostentamento e di autonomia futura. Le loro opere – copie di stampe o di dipinti celebri – erano infatti richieste per rivestire tessili d’arredo o per essere esposte come “quadri di seta”, contribuendo a garantire una dote o un supporto materiale per il loro futuro.
Punteggiando lo spazio e le collezioni con le sue opere, l’artista vuole quindi rievocare queste anonime pittrici dell’ago mettendo in luce il legame tra protezione, formazione e creatività artigianale nel contesto bolognese, e restituire dignità e memoria a queste donne a partire da quel concetto di cura che ha attraversato il tempo permettendo oggi al pubblico di visitare la raccolta Davia Bargellini.
La mostra inoltre crea un dialogo ideale tra il patrimonio storico di dipinti, arazzi e oggetti antichi, e quello evocato dai lavori di Sergia Avveduti, che alludono al passato e all’universo della citazione.
Durante il periodo di apertura della mostra sono proposte attività di mediazione per il pubblico adulto e dei più piccoli a partecipazione gratuita.
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Il progetto espositivo a cura di Elena Forin rientra nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2026 (5 – 8 febbraio), il palinsesto di mostre, eventi e iniziative promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere in occasione di Arte Fiera.
L’inaugurazione è prevista per mercoledì 14 gennaio 2026 alle ore 17.00.
PROGRAMMA
Domenica 25 gennaio 2026 ore 16.00
Gioca la tua carta!
Laboratorio per bambine e bambini 6 – 10 anni
A cura di RTI Senza titolo s.r.l., ASTER s.r.l. e Tecnoscienza
Sabato 7 febbraio 2026 ore 19.00
Visita guidata a cura di Sergia Avveduti
In occasione di ART CITY White Night orario di apertura prolungato fino alle ore 22.00 (ultimo ingresso ore 21.30)
Domenica 15 febbraio 2026 ore 16.00
Visita guidata a cura di Sergia Avveduti
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Orari di apertura
Martedì, mercoledì, giovedì 10.00 – 15.00
Venerdì 14.00 – 18.00
Sabato, domenica, festivi 10.00 – 18.30
Chiuso lunedì non festivi
Sabato 7 febbraio 2026 (ART CITY Bologna White Night) 10.00 – 22.00
Written by LR