Un’altra giornata dedicata al compositore contemporaneo americano Tristan Perich che da metà degli anni 2000, utilizza le forme più primitive di informatica per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari.
Oggi la prima italiana di Infinity Gradient, l’opera più ambiziosa di Tristan Perich, nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher: una sinfonia di un’ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.
Written by LR