Dal 4 al 6 giugno, Rimini ospita la terza edizione di un evento che è insieme atto politico, spazio di comunità e vetrina per artist* palestinesi e arabo-discendenti. Il titolo, in arabo, significa “la chiave”: quella del ritorno, della memoria, della narrazione contesa.
Il collettivo Rimini con Gaza – lo stesso che da mesi mobilità piazze e presidi – ha scelto di allargare il festival a tre luoghi diversi: dalla periferia al centro, per portare il discorso decoloniale laddove spesso il razzismo si annida nelle micro-dinamiche quotidiane. Perché sì, anche a Rimini l’islamofobia esiste, e si vede: nelle polemiche sulla moschea, nelle segnalazioni agli iftar, negli sguardi su chi “non è conforme agli stereotipi occidentali”.
Si parte giovedì 4 giugno al Teatro del Castoro con Khalil Khalil, spettacolo autobiografico dell’artista cisgiordano Khalil Al Batran, che mescola memorie della seconda Intifada, fantasmi del passato e ricerca di sé sotto occupazione. A seguire, un talk con l’attore e il regista Bilal Alkhatib.
Venerdì 5 ci si sposta all’ex Oratorio della Crocina: al mattino laboratorio di Keffiyeh Project con Milena Rossignoli e Nemo Omen (aka Samira Allaouat) per realizzare collettivamente versioni oversize del tradizionale copricapo levantino. Nel pomeriggio, proiezioni in loop di Witness – 13 videoartwork nati nel campo profughi di Jenin – e poi il film With Hasan in Gaza di Kamal Aljafari, costruito interamente su immagini d’archivio di un viaggio a Gaza alla ricerca di un ex compagno di prigionia.
Sabato 6 giugno gran finale a Casa Madiba Network: dalle 15 due workshop – dabka per i più piccoli (con Bologna x Gaza e famiglie gazawi) e cucina palestinese con Fida Abu Rashid. Nel pomeriggio spazio Al Miftah Kids con letture, collage e stencil. Poi la presentazione del libro Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese di Fidaa Abuhamdiya, la performance Revisiting: Resisting Turbulence dell’artista libanese Nour Sokhon e infine due live: Asifeh/Stormtrap e Khalil Glitch a chiudere.
Per tutti e tre i giorni, chef Ali Sheabat cucina piatti della tradizione palestinese. E ci sarà un mercatino solidale con la libreria Book Room di Santarcangelo e i Giovani Palestinesi di Bologna, che terranno anche un workshop di serigrafia.
Written by LR