Dal 23 al 27 settembre torna a Modena DIG Festival, il festival europeo dedicato al giornalismo investigativo, giunto alla dodicesima edizione. Il titolo di quest’anno, «Bella Ciao», prende in prestito il canto partigiano per riflettere sulla compressione del dibattito democratico e sul rapporto tra giornalismo, potere e grandi piattaforme tecnologiche. Oltre cento appuntamenti tra proiezioni, talk, conferenze, lezioni, performance, concerti e mostre affronteranno temi come nuovi fascismi, diritti civili e sociali, crisi climatica, criminalità organizzata, povertà e guerra.
Al centro del programma cinematografico ci sono i 25 documentari finalisti dei DIG Awards 2026, selezionati tra oltre 300 candidature internazionali. A presiedere la giuria sarà il regista croato Igor Bezinović, autore di Fiume o morte!, mentre tra i giurati figurano Manisha Ganguly, Hoda Osman, Axel Björklund, Gabi Manuli e Brigitte Alfter. La giuria assegnerà anche il DIG Pitch «Matteo Scanni», premio fino a 15mila euro destinato a un documentario d’inchiesta in fase di sviluppo o produzione.
Sono 30 i talk pubblici in programma, con ospiti italiani e internazionali. Tra questi Anna Foa, Marco D’Eramo, Paola Caridi, Andrea Fabozzi, Christian Raimo, Veronica Raimo, Wu Ming 1, Eva Galperin, Francesca Albanese, Joanna Kao, Marco Travaglio, Stefano Feltri, Giorgio Mottola, Federica Tourn, Valerio Renzi, Elisabetta Tola, Christian Elia, Paolo Mondani, Lorenzo Bagnoli, Alessandra Algostino, Angelo Boccato, Giulia Siviero, Chiara Alessi, Ilaria Favretto, Valerio Monteventi, Daniel Adamson, Gian Gaetano Bellavia, Daniel Howden, Leila Belhadj Mohamed, Laura Silvia Battaglia, Emanuele Giordana, Giuliano Battiston e Adam Becker. Alcuni incontri sono realizzati in collaborazione con realtà internazionali come BBC e Journalismfund.
Accanto agli incontri torna la DIG Academy, programma gratuito di alta formazione accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, con dodici workshop, mentre il programma dedicato ai podcast presenta panel e i sei finalisti della categoria Audio dei DIG Awards, valutati da una giuria coordinata da Angelo Miotto e composta da Adèle Humbert, Giulia Nucci e Jonathan Zenti.
Il cinema torna nelle sale del Cinema Astra, con i documentari in concorso e diverse proiezioni fuori concorso. Tra le anteprime nazionali ci sono Ghost in the Machine di Valerie Veatch, sul rapporto tra intelligenza artificiale, razzismo, eugenetica e potere, e 80 Angry Journalists di András Földes e Anna Kis, dedicato alle dimissioni di massa dei giornalisti della testata indipendente ungherese Index.hu.
Per le arti performative, al Centro Culturale Giacomo Alberione va in scena The Game della compagnia svizzera Trickster-p, realizzato con il Collettivo Amigdala e sostenuto da Pro Helvetia.
Tre le serate musicali alla Chiesa di San Carlo: venerdì 25 con Laura Agnusdei, Krano e Mai Mai Mai, progetto di Toni Cutrone; sabato 26 con Lisel e una composizione del Maestro Mauro Montalbetti, nell’ambito della collaborazione con il Modena Belcanto Festival; domenica 27 con il concerto del trio L’Antidote, tra jazz contemporaneo, musiche mediterranee e scrittura d’autore.
Torna anche DIG at School, con tre mattinate di proiezioni e incontri rivolte agli studenti delle scuole superiori di Modena e Bologna. Il progetto ha già raccolto oltre 1200 adesioni per l’edizione 2026.
Infine, tre mostre completano il programma: la personale di Mad Meg, autrice del DIG Watchdog 2026, alla Chiesa del Complesso San Paolo; «Testimoni/02», curata da Stefano Ricci e realizzata con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna; e un’anteprima di tavole tratte dal graphic novel Falasteen, in uscita nel 2027 per Round Robin, realizzato da sette illustratori internazionali a partire dal lavoro della Relatrice Speciale ONU sui territori palestinesi occupati.
Written by LR