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Addio a La Leonarda, il negozio dell’usato di Piazza Grande

Written by La Redazione il 5 February 2026

La Leonarda saluta Bologna. Dopo undici anni di attività, il negozio dell’usato di Piazza Grande in via San Vitale, a pochi passi dalle Due Torri, abbasserà definitivamente la saracinesca venerdì 28 febbraio 2026. Una chiusura annunciata con amarezza ma «con lucidità, non con leggerezza», come sottolinea l’associazione, che parla apertamente di condizioni diventate ormai insostenibili.

Nata nel 2015 in via San Leonardo e trasferitasi nell’attuale sede nel 2023, La Leonarda è stata per oltre un decennio un punto di riferimento cittadino per il riuso e l’inclusione lavorativa. Un luogo in cui abiti e oggetti donati trovavano nuova vita e dove si costruivano opportunità professionali, soprattutto per donne, all’interno di un modello che univa economia circolare e impatto sociale.

A pesare sulla decisione è stato soprattutto il contesto degli ultimi anni. «La Leonarda – spiega Ilaria Avoni, presidente di Piazza Grande – è stata per undici anni un presidio di economia circolare e inclusione lavorativa, basato sul riuso e sulla valorizzazione delle competenze delle lavoratrici. Ma l’assenza di agevolazioni fiscali o sostegni specifici per chi opera nel riuso, a fronte di un mercato del fast fashion in crescita, ha reso insostenibile proseguire l’attività in quella sede».

Determinante anche il calo di passaggio legato alla chiusura al traffico di via San Vitale, necessaria per la messa in sicurezza della Torre Garisenda. Una trasformazione urbana che ha inciso direttamente su accessibilità e visibilità, elementi fondamentali per un’iniziativa sociale che vive anche del rapporto diretto con il quartiere e con chi lo attraversa ogni giorno.

La chiusura della Leonarda non segna però la fine dell’impegno di Piazza Grande nel campo del riuso. Resta attivo lo storico Mercato di Piazza Grande in via Stalingrado e l’associazione guarda già a nuove possibilità. «È una scelta necessaria, non desiderata. Crediamo fermamente che il riuso sia una risposta concreta alla crisi ambientale e sociale e continueremo a esplorare nuove forme e opportunità in questa direzione», conclude Avoni.