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Bologna si stringe per Fakir: «vogliamo verità e giustizia»

Written by La Redazione il 21 July 2026

Foto di Riccardo Giori

Migliaia di persone si sono ritrovate ieri sera, lunedì 20 luglio, in piazza del Nettuno per chiedere «verità e giustizia» per Abderrahim Fakir, il 42enne bolognese morto domenica durante un’operazione di polizia al Pilastro. «Non siamo qui per chiedere odio, non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia e dignità. Continueremo a batterci perché nessuno debba vivere quello che ha vissuto lui», ha detto Yossra Fakir, nipote di Abderrahim. Poco prima del suo discorso, la sorella della vittima si è sentita male ed è stata soccorsa dal personale sanitario, che l’ha trasportata in ambulanza.

Come è emerso dalla segnalazione al 118 andata in onda sul Tg1, l’uomo aveva chiesto aiuto perché, in preda a un forte stato d’ansia, credeva che qualcuno volesse ammazzarlo. Nel video che ormai tutti conoscono si vedono infine due poliziotti che lo tengono fermo pancia a terra, aiutati da una terza persona. Fakir si lamenta, chiede ancora aiuto circondato dal personale sanitario, fino a quando però smette di respirare e muore.

«La cosa più difficile da accettare – ha spiegato la famiglia alla piazza – è pensare che in un momento di sofferenza e fragilità, quando una persona chiede aiuto, qualcuno possa non essere riuscito a proteggerla. E oggi noi chiediamo risposte. Chiediamo che venga fatta piena luce su ogni momento di questa vicenda: su chi era presente, su chi aveva il compito di intervenire, su chi aveva la responsabilità di tutelare una vita».

Terminata la manifestazione, una parte dei partecipanti ha dato vita a un corteo diretto verso la Prefettura dove sono stati accolti con lacrimogeni e idranti. Gli scontri sono poi proseguiti fino a tarda sera lungo via Ugo Bassi.

Ecco le foto di Riccardo Giori.

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