Portare l’arte contemporanea dentro la cooperazione internazionale, e la cooperazione internazionale dentro la produzione culturale. È la direzione in cui si muove da anni Möninga, associazione di Modena nata nel 2015 dopo un viaggio di volontariato nella Repubblica Democratica del Congo e oggi impegnata con diversi progetti sul territorio.
La storia di Möninga comincia nell’estate del 2014, quando un gruppo di giovani volontari italiani arrivò alla pediatria di Kimbondo, una struttura nata come orfanotrofio per accogliere bambini di strada, disabili e malati. Al ritorno in Italia, quell’esperienza è diventata il punto di partenza per costruire qualcosa che non si limitasse al volontariato occasionale, ma andasse molto oltre.
Fin dall’inizio Möninga ha scelto così di utilizzare la cultura e la musica come strumenti per raccogliere risorse e mantenere aperto il rapporto con il territorio congolese. Nei primi cinque anni, attraverso gli eventi organizzati dall’associazione, sono stati destinati più di 100.000 euro alla pediatria di Kimbondo. Tra le iniziative che nel tempo hanno consolidato questo modello c’è, ad esempio, il Moninga Open Air Festival, appuntamento musicale organizzato a Formigine, in provincia di Modena, che unisce programmazione artistica e raccolta fondi a sostegno dei progetti in Africa.
L‘evento culturale in questo caso non è più soltanto un’occasione per parlare di cooperazione, ma diventa uno strumento attraverso cui sostenerla concretamente e creare relazioni. Ed è proprio da questa esperienza che prende forma anche il progetto che Möninga presenta quest’anno al festivalfilosofia.
Dal 18 al 20 settembre, a Modena, l’associazione porta infatti KINACT. Out of Control, un progetto dedicato al collettivo artistico e performativo fondato a Kinshasa nel 2015 da Eddy Ekete e Aude Bertrand. Parate urbane, sculture indossabili, maschere, costumi e pratiche sonore sono gli strumenti con cui KINACT interviene nello spazio pubblico, trasformandolo temporaneamente in un luogo di espressione e partecipazione.
A Studio Tape, in via Carteria 60, sarà allestita una mostra fotografica curata da Chiara Ascari e con allestimento di Vuoto, dedicata alle parate urbane e alle opere del collettivo, realizzate anche attraverso materiali di recupero come bottiglie, pneumatici, fili metallici, plastica e detriti.
La mostra non rimarrà però confinata allo spazio espositivo. Sabato 19 settembre alle 19, Studio Tape sarà il punto di partenza di una parata urbana curata da Möninga insieme ad AKWABA Festival, che attraverserà il centro storico di Modena passando per via Emilia e Piazza Grande, prima di tornare alla sede della mostra. Percussioni, canti, poliritmie africane e le selezioni di DJ Vanesss accompagneranno i ballerini di Akwaba, che indosseranno costumi upcycled realizzati da Daliora.
Il programma comprende inoltre la proiezione di un documentario dedicato a KINACT e una listening session dell’album Kinshasa in Action, pubblicato da Nyege Nyege Tapes.
Oggi tra le attività di Möninga c’è anche il lavoro nel quartiere di Masina, a Kinshasa, con progetti rivolti all’infanzia, all’educazione e allo sviluppo della comunità. Ed è lì che torneranno anche i ricavi di Out of Control in un processo di crescita e contaminazione reciproca che è sempre l’elemento che caratterizza i progetti culturali migliori.












