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POST-IT di gennaio: cosa vedere a teatro a Bologna

Written by Valentina Scocca il 7 January 2026

Muta Imago - Atomica. Foto di Eleonora Mattozzi.

L’anno nuovo si apre con una programmazione densa ed eclettica, dalla vocazione all’impegno civile e sociale, che si muove con disinvoltura tra performance, arti visive, drammaturgia contemporanea, teatro carcere e di ricerca – uno sguardo aperto e interessato a ciò che accade nel mondo, con un’attenzione particolare alla contemporaneità.
Ecco alcuni consigli su cosa andare a vedere a teatro questo mese.

 

Da sabato 7 a mercoledì 11 gennaio, Arena del Sole
La Voliera
di Paolo Billi, Teatro del Pratello
PRIMA ASSOLUTA

La compagnia Teatro del Pratello presenta in prima assoluta il nuovo spettacolo, La voliera, esito di un anno di attività con i minori e i giovani adulti dell’Istituto Penale Minorile di Bologna e dell’area penale esterna/USSM Emilia Romagna. Tratta da Il verbo degli uccelli di Attar, un classico della letteratura medievale, la vicenda narra di uno stormo di uccelli, tutti chiusi in una voliera: alcuni sono nati liberi, altri sono cresciuti in cattività, prigionieri in gabbie, in catene o incappucciati. Con una drammaturgia composta da testi elaborati nell’ambito del Laboratorio di scrittura permanente nell’IPM, lo spettacolo, tra musica, immagini e coreografie, è dedicato alla tragica e dolorosa difficoltà di sentirsi liberi quando la reclusione finisce.

 

Martedì 13 e mercoledì 14 gennaio, Teatro Duse
Accabadora
di Michela Murgia, regia Veronica Cruciani


Accabadora, il celebre romanzo di Michela Murgia, vincitore del Premio Campiello 2010, torna in scena nell’interpretazione intensa ed elegante di Anna Della Rosa, diretta da Veronica Cruciani.
Nella drammaturgia firmata da Carlotta Corradi, il romanzo è stato trasformato in un monologo potente e vibrante. La protagonista di questo crudo e affascinante ritratto è Maria, la figlia di Bonaria Urrai, una sarta che all’occasione fa l’accabadora, termine sardo derivante dallo spagnolo “acabar”, ossia finire, uccidere.
Bonaria aiuta le persone a lasciare la vita. Accabadora è uno spettacolo intenso, doloroso e necessario, una riflessione profonda sul significato della maternità, dell’identità, del diritto alla fine e alla rinascita.

 

Lunedì 16 e martedì 17 dicembre, Arena del Sole
Atomica
di Muta Imago

Atomica, firmato da Muta Imago, è uno spettacolo che esplora il tema della responsabilità individuale di fronte a eventi storici di portata collettiva e delle conseguenze che un evento straordinario può avere nella vita di un semplice individuo. Lo spettacolo è costruito su una drammaturgia originale ispirata allo scambio epistolare avvenuto tra il filosofo tedesco Günther Anders e Claude Eatherly, giovane metereologo e aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba atomica su Hiroshima nel 1945.
In Atomica la compagnia Muta Imago insieme agli attori Alessandro Berti e Gabriele Portoghese porta in scena lo scambio tra due esseri umani fragili e impauriti che si interrogano sul nostro ruolo nel mondo, su una natura umana sospesa tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto.
Atomica è una storia di fantasmi, che ci parla dal cuore del ‘900 per ricordare a noi stessi la nostra natura più profonda.

 

Da martedì 20 a domenica 1 febbraio, Arena del Sole
Orgasmo, prosa dispiaciuta sulla fine del sesso
di e con Niccolò Fettarappa
PRIMA ASSOLUTA

L’ultimo orgasmo avrà luogo sulla Terra a settembre del 2030 – a stabilirlo è l’agenda politica dell’Unione Europea. Che cosa è successo, a questo nostro mondo, se ovunque dilaga la crisi del desiderio? La risposta è nell’ultimo spettacolo di Niccolò Fettarappa, Orgasmo, che debutta in prima assoluta a Bologna.
Nella sua nuova creazione Fettarappa si interroga su questo «annientamento erotico dell’individuo», che sembra essere ormai sostituito da un altro piacere: la produttività lavorativa – di fatto l’ufficio ha preso il posto dell’orgasmo e l’unico piacere ammesso è quello lavorativo.
Una satira surreale sulla fine dell’eros e sull’impoverimento emotivo di una società iper-performativa.

 

Giovedì 22 gennaio, Ateliersì
La Buca
di Nerval Taetro

La Buca è un gioco teatrale tra improvvisazione, spontaneità e consapevolezza scenica, denso di sorprese e inventiva: è una progettualità teatrale che ha come protagonista Maurizio Lupinelli e Carlo De Leonardo, attore diversamente abile, che restituiscono l’essenza stralunata e surreale dei personaggi beckettiani attingendo alle opere Aspettando Godot, Finale di partita, Giorni felici e L’ultimo nastro di Krapp.
Nerval Teatro ha dedicato un lungo percorso di studio e avvicinamento all’opera di Samuel Beckett con le attrici e gli attori del Laboratorio Permanente, costruendo un metodo di lavoro volto a stimolare l’autorialità delle attrici e degli attori coinvolti a ricreare e reinventare situazioni e frammenti testuali ispirati alle atmosfere beckettiane. L’inaspettata e profonda aderenza ai personaggi ha reso il processo profondamente generativo, aprendo una riflessione su temi fondanti dell’esperienza umana: tempo, silenzio, morte e transitorietà.

 

Da giovedì 22 a domenica 25 gennaio, Arena del Sole
Metadietro

di RezzaMastrella

Ironici, caustici, irriverenti: il duo RezzaMastrella torna a Bologna con la nuova, irresistibile creazione, Metadietro, in cui affronta le contraddizioni del nostro mondo.
In scena, un ammiraglio vestito di blu è alle prese con il salvataggio della sua nave, ma deve fare i conti con l’equipaggio che lo accompagna, accecato da logiche di mercato e interessi individuali. Nessuno è colpevole, ma il divario nel loro modo di stare al mondo risulta insanabile.
I Leoni d’Oro 2018 Antonio Rezza e Flavia Mastrella con la loro graffiante e acuta ironia affrontano il presente ponendo al pubblico interrogativi etici.

 

Venerdì 23 e sabato 24 gennaio, Teatro delle Moline
Sport+Camera 2046
di gruppo Nanou

Sport e Camera 2046 sono due assoli firmati gruppo Nanou: un’atleta si prepara nell’intimità del suo allenamento, l’intreccio di coreografia e cinema che trasforma il gesto danzato in visione.
Sport è un assolo storico di Nanou, un lavoro che ha contribuito a definire l’identità della compagnia, una delle prime tappe della ricerca sulla presenza, sul gesto e sulla costruzione del linguaggio scenico, guidata dal rigore del lavoro di Rhuena Bracci.
Camera 2046 è il nuovo solo in divenire creato per Marina Bertoni, un percorso che interroga il corpo attraverso luce, spazio e dispositivo, muovendosi tra apparizione e scomparsa: un’esplorazione coreografica tra intimità, memoria e percezione.

 

Sabato 24 gennaio, Teatro dell’Argine
Abracadabra

di Babilonia Teatri

Abracadabra, il nuovo lavoro dei Babilonia Teatri, è uno spettacolo di magia, che unisce due realtà distanti, la morte e la magia, dove la morte è un’illusione e la vita è un gioco di prestigio.
La magia di Abracadabra va oltre l’illusione, è un viaggio poetico e struggente tra vita e morte, dove i trucchi diventano racconto e la scena si trasforma in rito.
Lo spettacolo nasce dall’incontro tra Babilonia Teatri e il prestigiatore Francesco Scimemi e combina dolore e meraviglia, trasformando la magia in linguaggio per dire l’indicibile. Un attraversamento tra luce e ombra, dove il reale e l’onirico si intrecciano con ironia, dolcezza e vertigine emotiva.

 

Da venerdì 30 gennaio e domenica 1 febbraio, Teatro Duse
Riccardo III 

di Antonio Latella

Antonio Latella torna di nuovo a Shakespeare, portando in scena la cupa parabola del sovrano disposto a tutto pur di conquistare il trono d’Inghilterra, tradizionalmente rappresentato – e così descritto dal suo autore – come tanto mostruoso nell’animo, quanto difforme nel corpo.
«È ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo?».
Se forse Shakespeare se ne era servito per giustificare tutte le malefatte del protagonista, con un approccio rivoluzionario Latella compie un ribaltamento di prospettiva e rovescia le nostre convinzioni sull’idea stessa di malvagità, perché il male che interessa al regista «è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell’Eden». Latella affronta la celebre opera di Shakespeare scegliendo come arma la parola, che diventa seduzione pura: forza che incanta e inganna, ricordandoci che a tradire il Paradiso fu l’angelo più bello.
Vinicio Marchioni è il malvagio protagonista del Riccardo III, un uomo che più che verso il trono, lotta contro il femminile, ed è proprio una donna a infliggergli la sconfitta definitiva.

 

Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, Teatro dell’Argine
Sonate Bach | Di fronte al dolore degli altri

di Virgilio Sieni

Undici coreografie ispirate a tragedie contemporanee – da Sarajevo a Gaza, dal Rwanda a Tel Aviv – danno forma ad una cerimonia danzata sul dolore civile nei conflitti.
11 date emblematiche raccolte intorno agli 11 brani che compongono le 3 Sonate di J.S.Bach, che accompagnano un gesto che diventa memoria, compassione e resistenza, intrecciando danza, fotografia e corpo. La danza afferma lo sforzo di evocare da queste macerie di esistenza una bellezza impossibile e paradossale, da cesellare con lo strumento etico e politico per eccellenza: il gesto. L’attenzione torna alla questione del corpo, al suo significato, alla sua complessità e attualità.
Per la prima volta all’ITC Teatro, un’opera di Virgilio Sieni che sublima la tragedia attraverso l’arte e ne fa esperienza condivisa, sospesa tra l’umano e il sacro.