Sensing the Climate torna dentro serra madre con la sua seconda edizione, dal 7 al 12 ottobre 2026, dopo l’anteprima del 26 settembre. Il Festival of Ecological Imagination, curato da Nicoletta Tranquillo, Nina Hall, Pierluigi Musarò e Valentina Cappi, mette in relazione ricerca artistica, scientifica e umanistica per interrogare il modo in cui percepiamo la crisi ecologica e immaginiamo il futuro. Un programma fatto di performance, installazioni, concerti, laboratori e conversazioni, costruito attorno all’idea che per comprendere il clima non basti accumulare dati, ma sia necessario anche «sentirlo».
Il programma si articola in quattro filoni: Entangled Bodies, dedicato a interdipendenza, vulnerabilità e rapporto tra umano e non umano; Listening as Method, che esplora l’ascolto e il paesaggio sonoro come strumenti di conoscenza; Mediated Sensing, sui dispositivi che mediano la nostra relazione con il reale; e Practicing Utopia, dedicato a esperienze e pratiche che sperimentano altri modi di vivere insieme e di rapportarsi ai territori.
Tra gli incontri, il festival affronta il rapporto tra clima, immagini e disuguaglianze con il fotografo Michele Lapini, Eleonora Cogo e Nicola Flaminghi, a partire dal progetto Climate Divide. Sul fronte dell’ascolto, il sound artist kenyota KMRU presenta NEAR SILENCE, progetto curato da ALMARE sui paesaggi sonori, le quiet areas e il rumore come forma di inquinamento. Il programma attraversa poi ecologia e conoscenza con il seminario Poetic Ecologies, salute e ambiente con Ilaria Capua, la politica dello sguardo a partire dalla fotografia Earthrise con Joanne Yao, e le pratiche di trasformazione territoriale con Paolo Bosca, autore di Fare Utopia. Giovedì 8 ottobre, inoltre, Simone Pieranni e Mattia Salvia saranno protagonisti di Per immagini: inizi, nuovo format realizzato con Iconografie e Pandora Rivista, che attraversa per immagini cambiamento climatico, robotica, guerra e media, leggendo i paradossi di un’epoca segnata da crisi e nuovi inizi.

Non mancano le arti visive e performative: dal film-installazione La palude siderale di Post Disaster e Antonio Stea, ambientato nel paesaggio industriale di Taranto, alla performance EDONICA, che usa il cibo per interrogare consumo, piacere e mercato. Sabato 10 ottobre Mostr(uos)a Botanica trasforma invece serra madre in un museo immaginario di creature ibride tra umano e vegetale, seguito dal Botanical Party.
Una parte consistente del festival è dedicata alla pratica. I workshop spaziano dalla fotografia partecipativa di Atlante dei sintomi climatici alle pratiche corporee di Corpi selvatici, fino a Drifts into Memory, che intreccia osservazione, immagini satellitari e conoscenza del territorio. Ci sono poi Yoga against climate change, Danzare la rete della vita e The Smelling Brain, laboratorio sull’olfatto tra memoria, emozione e ambiente. A questi si aggiungono le attività rivolte agli studenti di Università di Bologna e Johns Hopkins SAIS Europe, tra cui Hidden Landscapes e Fields of Evidence.
Domenica 11 ottobre il programma affronta anche il rapporto tra giustizia ambientale, territorio e conflitto con It Takes a Village to Scorch The Earth, proiezione seguita dal talk con Taylor Miller, Francesco Orsini e Laila Hassan. L’incontro prende in esame i diritti sulla terra, la sovranità alimentare e le forme di interconnessione tra ambiente e complesso militare-frontaliero, concentrandosi sulla Palestina del ’48, sulla Cisgiordania e su Gaza e sulle pratiche di occupazione, espulsione e allontanamento forzato.
Il festival si chiude con Lines made by listening. In ascolto di mappe sonore, performance di Valerio Maiolo costruita a partire dai suoni raccolti durante l’anteprima del 26 settembre, quando il workshop Mappe sonore. Lines made by listening attraverserà Bologna lungo tre linee per costruire una mappa acustica e affettiva della città. Lunedì 12 ottobre, infine, il programma si sposta tra Università di Bologna e Johns Hopkins SAIS Europe per due seminari dedicati ai commons e alla cooperazione internazionale sul clima, con Frans Timmermans e Valeria Zanini.