Tra centro e periferia, il nuovo corso del Link

Written by Federico Vaglio il 3 June 2019

Come già detto, dopo un periodo di grande incertezza, il Link ha ottenuto una nuova concessione per l’immobile di via Fantoni 21, dove ormai svolge attività da più di 15 anni. Al bando, oltre all’associazione Link 2.0 hanno partecipato anche AICS, Shape (ovvero ROBOT Festival) ed Eden (ossia l’ex OZ di via Stalingrado). Si prospetta, quindi, un nuovo inizio con molte novità, ma c’è ancora qualche nodo tecnico da sciogliere.
Nel frattempo venerdì 7 giugno riparte la rassegna Link Back in Town, con alcuni appuntamenti tra Baraccano e Giardini Margherita. Ne abbiamo parlato con Gianluca Giangiobbe, vice-presidente dell’associazione.

 

A fine aprile doveva esserci l’ultima festa, poi è arrivato l’esito positivo del bando che vi consente di rimare dentro al Link. Quali saranno quindi le novità di questo nuovo corso? In questo nuovo inizio sarete accompagnati da altre associazioni…

L’esito purtroppo è arrivato tardi, ma alla fine è stato positivo, siamo ancora in definizione dal punto di vista tecnico, ma l’immobile è stato affidato alla LINK 2.0, un’associazione formatasi da soci e frequentanti del vecchio link.
Le novità saranno tante, sicuramente un attenzione maggiore alle attività istituzionali e al quartiere, spesso e volentieri lasciato abbandonato a se stesso. Dobbiamo fare rete e integrazione per fornire servizi socialmente utili ai nostri associati, che non siano solo finalizzati alla musica elettronica e alle sperimentazioni visive, ma che trattino altri temi legati all’arte o il teatro, e attività socio educative come interventi sulla ludopatia, sull’abuso di sostanze stupefacenti e alcol, sull’integrazione sociale. In alcuni nostri appuntamenti invernali con il Back In Town abbiamo collaborato con Open Group e la cooperativa Carovana , fornendo infomazioni e svolgendo test istantanei e anonimi sull’HIV e HCV. Vorremmo continuare a sviluppare questo lato sociale della nostra associazione. Con il nuovo bando ci sarà un comitato di gestione composto da aics, Shape e Oz , che implementeranno le nostre attività e vigileranno sulla buona riuscita del progetto.

Immagino che avevate anche preso in considerazione un esito negativo, in quel caso c’era un piano B? Cosa avreste fatto? Voglio dire: un’associazione come la vostra poteva continuare a fare attività anche in altri luoghi?

Non avevamo nessun piano in caso negativo, quello è il posto che è stato assegnato al movimento culturale LINK ed è lì che abbiamo sempre svolto le nostre attività. D’altra non ci aspettavamo certo una grande concorrenza per il bando, poiché lo stabile è oggettivamente poco appetibile per moltissimi, in quanto non è collegato con i mezzi pubblici, anche se ora i nostri vicini di FICO hanno portato un po’ di luce sulla zona. Detto questo, un’associazione come la nostra può svolgere attività in qualsiasi luogo in quanto abbiamo un grande numero di associati (circa 10000), ma – come dicevo – stiamo bene lì.

Ripercorriamo un po’ la storia dal principio: perché il Link fu spostato in via Fantoni?

Fu spostato in via Fantoni perché nella vecchia sede di via Fioravanti fu costruito il nuovo Comune di Bologna, e per rispettare le politiche di decentramento tanto in voga in quegli anni…anche se il tempo ha poi dimostrato che siamo stati gli unici ad andar via dal centro.

Quali furono all’inizio gli accordi con il Comune?

Io in quel periodo non facevo parte di quel collettivo, ma sappiamo che la sede era completamente inadeguata: mancavano l’impianto elettrico, il bar, la recinzione, ecc. Non era possibile svolgere alcun tipo di attività. A spese del Link abbiamo realizzato l’insonorizzazione e tutto quello che serviva (palco, impianto etc..)
In più abbiamo stipulato un contratto di sorveglianza vigilata e creato un sistema di telecamere a circuito chiuso, oltre ad esserci dissanguati con Hera per un sistema di riscaldamento in voga all’epoca chiamato teleriscaldamento, una genialata tipo il Civis, che era funzionale per un grande centro abitato, ma per noi che siamo soli nell’area è stato un disastro.

Poi cos’è successo e com’è cambiato il Link nel frattempo? E oggi chi sono le persone che compongono l’associazione?

È successo che il Link ha continuato a vivere fuori dalla città, continuando a portare contenuti all’avanguardia e restando un punto di riferimento per altre realtà, nonostante la posizione. Al momento l’associazione Link 2.0 vanta quasi 10000 associati, siamo affiliati all’ente di promozione nazionale Aics, con cui abbiamo ottimi rapporti e veniamo sostenuti nelle nostre iniziative istituzionali.

Quanto influisce sulle vostre attività la lontananza dal centro?

La lontananza dal centro influisce tantissimo sulle nostre attività, soprattutto perché il Comune da 10 anni a questa parte ha invertito rotta: tutto si svolge in centro e altre realtà simili e più “comode” della nostra operano e hanno la loro sede appena fuori porta se non proprio nello stesso centro storico.

Da qualche tempo avete inaugurato il nuovo format Back in Town. C’è la necessità di riconnettersi con la città?

Quel format l’abbiamo inaugurato lo scorso anno. Ci sentivamo tagliati fuori dal tessuto cittadino e abbiamo deciso che era arrivato il momento di tornare dove eravamo nati tanti anni fa, dentro la città.
Il format ha poche pretese: valorizzazione delle attività artistiche degli associati, location suggestive e trasversali e rigorosamente ingresso gratuito. Ci sentiamo un po’ l’antitesi di tanti progetti commerciali che si basano sulla selezione delle persone in base all’abbigliamento e la pubblicità di beni di consumo: noi vogliamo essere proprio il contrario di tutto questo, non ci interessa come ti vesti o che macchina usi, vogliamo solo fare divertire le persone e se è possibile dare sempre un valore culturale alle nostre attività.

Ci racconti quello che succederà, quindi, quest’estate? E se ci sono novità per l'autunno?

Link Back in Town è inserito nel cartellone di Bologna Estate. Inauguriamo il 7 giugno al Baraccano (gestito da Aics, nostra associazione di riferimento e partner del nuovo bando) con la mostra Bolowood e i nostri resident Soul Boy, Max Miranda, gAs e Roger. Successivamente ci spostiamo ai Giardini Margherita con una special guest: Cirillo, storico dj riccionese e nostro amico da sempre, anche in questo caso sarà ingresso gratuito. Insomma, ne vedremo delle belle.
Riguardo all’autunno al momento purtroppo non ci sono novità perché c’è un nodo tecnico da sciogliere relativo alla messa in sicurezza di alcune casette che sono vicino all’ingresso del Link. Siamo comunque positivi, poiché il Comune – come promesso in fase di progettazione – ci ha assegnato uno spazio che deve essere funzionante. Siamo, insomma, nelle loro mani.