Le ragazze di eLaSTiCo faART

Lo spazio dedicato a grafica, fumetto, illustrazione, concerti e tanto altro riparte in Bolognina sabato 17 dicembre. Nella nuova squadra: Sonia Piedad Marinangeli ed Elisa Placucci (già TO/LET), la cantautrice Marzia Stano e Ilaria Mancosu

Written by Salvatore Papa il 14 December 2016
Aggiornato il 16 February 2017

Foto di Roberta Sardi / www.studiowood.it

Uno spazio di due piani in via dell’Arcoveggio, lontano da quelli che furono in centro (prima in via de’ Facchini, poi via Portanova). Il nuovo eLaSTiCo è una piccola “Bauhaus” di mattoni rossi alle pendici della Bolognina, atelier di ceramica, grafica, pittura, fumetto e illustrazione, sala concerti ed esposizioni, piccola area relax e spazio verde. Inaugura sabato 17 dicembre, quindi ne abbiamo approfittato per parlare con la sua nuova squadra composta da Sonia Piedad Marinangeli ed Elisa Placucci (già TO/LET), la cantautrice Marzia Stano e Ilaria Mancosu.

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Come sarà il nuovo eLaSTiCo?

eLaSTiCo da quando è nato è stato un contenitore che ha promosso lo sviluppo e la diffusione di pratiche culturali e artistiche contemporanee a 360 gradi. In tutti gli spazi attraversati in questi anni abbiamo organizzato e dato visibilità a progetti di giovani artisti, attivi in diversi ambiti creativi: dall’arte figurativa alla performance, dalla fotografia al fumetto, dall’illustrazione alla musica, dalla scultura alle installazioni, fino ad arrivare al video, ai reading e alla presentazione di libri.
In questa nuova sede fuori dal centro storico stiamo finalmente realizzando, anche grazie alle nuove persone con cui collaboriamo (Marzia Stano e Ilaria Mancosu, ma ci presenteremo poi nelle domande successive) il sogno di adibire spazi a laboratori/atelier residenti, con una condivisione reale di esperienze e professionalità diverse, un aspetto che ci è sempre mancato tanto, oltre a continuare ad organizzare eventi culturali come mostre e piccoli show case.
Dopo aver fatto passare circa due anni ripartiamo in questo nuovo viaggio, in una casa / laboratorio dell’arte più grande dei precedenti che si sviluppa su due piani con laboratori/atelier residenti, spazio mostre ed eventi.
Ci sentiamo pronte per mettere a disposizione il nostro “know how” esperienziale, sia in campo artistico che musicale, offrendo supporto, attrezzature e strumenti per dare una vetrina a giovani artisti e musicisti. Attueremo delle residenze artistiche e progetti formativi in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e perché no con il quartiere o il comune. Proprio con un progetto formativo legato all’Accademia, avremo dall’apertura un giovane artista ospite, che oltre ad aiutarci nel lavoro di laboratorio, potrà in parallelo produrre materiale per la sua ricerca e progetto di tesi.

Qualche anticipazione/nome?

È stato quasi impossibile resistere alla tentazione di chiamarci eLaSTiCo faART! (“fart” in inglese è “scoreggia”). Perché sappiamo chi siamo ma amiamo anche prenderci molto in giro, perché siamo massa informe di materia creativa, liberatoria e provocatoria, ed eLaSTiCo è uno spazio di emissione ironica, irriverente e rumorosa. E poi F(a)ART, può essere letto anche l’incontro tra “fa”, nota musicale, e arte. È infine un’esortazione a fare, ad agire, a non trattenersi, soprattutto perché rispetto al progetto che abbiamo in testa, questa è soltanto l’inizio di qualcosa di molto più “grande”.

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Chi siete e cosa fate?

Siamo prima di tutto quattro amiche, ci conosciamo da tempo e siamo unite dall’affetto oltre che dalla stima reciproca in campo artistico, musicale e umano.
Troverete ad accogliervi nel nuovo spazio: Sonia Piedad Marinangeli ed Elisa Placucci per la cura delle mostre, Marzia Stano per la parte musicale, Ilaria Mancosu per comunicazione e ufficio stampa, ma amiamo condividere ogni proposta e scelta dei rispettivi ambiti. Nella vita facciamo anche altro in parallelo: disegniamo, dipingiamo, cantiamo, scriviamo, suoniamo, rispondiamo al telefono, andiamo a ballare, dormiamo, sorridiamo, scoreggiamo…ci esprimiamo.

Come vi siete conosciute?

TO/LET (Elisa e Sonia): ci siamo conosciute all’Accademia di Belle Arti a Bologna, e iniziato a collaborare nel 2005 come TO/LET.
Abbiamo conosciuto Marzia in quel periodo ritrovandoci vicine nei collettivi di antagonismo, Atlantide, XM 24, Betty&books, La Roboterie, movimenti e progetti culturali, queer, attivi a Bologna e non.
Ilaria l’abbiamo conosciuta perché frequentava eLaSTiCo in Vicolo de’ Facchini. Anche con lei abbiamo condiviso la partecipazione a collettivi e spazi sociali vicini a noi.
La sintonia c’è stata subito, i punti in comune sono tanti, la sensibilità e l’energia di entrambe ci ha portato ad essere qui ora, a condividere con loro questo nuovo progetto.

Ilariaho conosciuto Sonia ed Elisa frequentando lo spazio eLaSTiCo sin da Vicolo de’ Facchini, ero un’abitué, presenziavo a molti degli eventi che organizzavano. Dapprima per l’offerta culturale che ho sempre apprezzato. In seguito ci siamo conosciute più approfonditamente per interessi comuni e per un’intensa vita notturna passata insieme. Marzia la conoscevo come cantante Jolaurlo e UNA. L’estate 2015 sono stata in Puglia per qualche giorno di vacanza e ci siamo trovate lì, insieme in quella bellissima lingua di terra.

Marzia: conosco Elisa e Sonia dai tempi dell’Accademia e ci siamo sempre annusate, respirate e aiutate nei nostri percorsi. Oltre e volere loro un gran bene, nutro per entrambe un’immensa stima, sia perché lavorano in campo artistico da anni e mi riconosco nel loro segno, sia perché conoscendo le difficoltà di questo delicatissimo settore, apprezzo la loro tenacia e forza nel superare ogni difficoltà. Ilaria invece è per me una nuova e bellissima scoperta, una persona molto affidabile, capace di mettersi in gioco e contemporaneamente di relazionarsi con pazienza e delicatezza a tre artiste squinternate come noi.

In via Portanova
In via Portanova

 

Perché lasciaste lo spazio di via Porta Nova?

Ci mancava ancora qualcosa, desideravamo e immaginavamo uno spazio in cui arte e vita non fossero più separate da una serranda o da un portone chiusi, ma che ci permettesse di dare libero sfogo a idee e progetti nel quotidiano. La parentesi di attività di eLaSTiCo in via Portanova, nonostante lo spazio fosse indubbiamente bello, è stata breve perché in effetti non ci bastava essere solo una “galleria”, non lo siamo mai state.

La scelta della nuova zona è un caso o ha un significato? Avrete dei “vicini” che varrebbe la pena conoscere e frequentare?

La scelta è stata dettata un po’ dalla struttura laboratoriale che avevamo in mente per il nuovo eLaSTiCo, un po’ perché stanche di tutto questo centralismo modaiolo e convinte che uno spazio culturale, per essere tale, non possa solo ed esclusivamente creare arte ma debba creare anche socialità, vada quindi inserito in contesti in cui possa esserci il bisogno.
Pensiamo che la Bolognina, dalla grande storia ed enormi potenzialità, abbia bisogno di forze giovani. Come è successo al quartiere di Berlino Kreuzberg, un tempo quartiere operaio che oggi si è trasformato in una delle zone più multietniche ed effervescenti della città, un quartiere che ha puntato tanto sulle politiche sociali facendolo diventare luogo di ritrovo di artisti e intellettuali provenienti da tutto il mondo. Nel quartiere Bolognina/Navile sono già presenti realtà con progetti artistici e socialmente impegnati e pensiamo possa offrirci (e noi offrire in contraccambio) terreno fertile per nuove attività artistiche e culturali.
Alcuni esempi? XM 24, il centro sociale forse più storico di Bologna, Bolognina Basement, On The Move e Corte Tre, BAUM, IQBAL, Associazione Ottomani, Alchemica, Crash!, e piano piano conosceremo anche nuovi vicini.

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La vecchia sede in Vicolo de’ Facchini con le saracinesche disegnate da Cristina Portolano

 

Siete anche parte del progetto CHEAP. In che modo incrocerà eLaSTiCo?

Sì, due di noi fanno anche parte del progetto Cheap. eLaSTiCo e Cheap si sono già incrociati in passato, alla nascita di Cheap e poi in seguito, nella seconda edizione del festival. Fino a quando in pratica abbiamo avuto una sede fisica in città. Entrambi i progetti per loro natura, sono molto aperti a collaborazioni, ci sarà sicuramente l’occasione di farli incrociare nuovamente.

Com’è messa l’arte “visiva” secondo voi a Bologna?

La scena dell’arte visiva si è sicuramente rinvigorita e rianimata da qualche anno a questa parte e questo è indubbiamente un buon segno, per una città come Bologna.
In questi tre anni di pausa abbiamo piacevolmente notato che sono aumentate le gallerie e, ancora più interessante, che spazi di attività diciamo più commerciali, quando ne hanno la possibilità ospitano sovente al loro interno eventi legati all’arte in tutte le sue forme. Questa cosa è molto interessante perché dimostra che l’arte davvero smuove e riceve attenzioni.
Poi, per chi lavora solo con la cultura come fare a campare, beh… questo è un altro discorso, servirebbe un’altra domanda.