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mer 18.02 2026

Sarah Tardino + Fabio Tricomi / Vita Sabato Forestiere

Dove

Centro di Ricerca Musicale - Teatro San Leonardo
Via San Vitale 63, 40125 Bologna

Quando

mercoledì 18 febbraio 2026
H 19:30

Quanto

€ 7/5

Il doppio appuntamento della Stagione di AngelicA del 18 febbraio al Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo, vedrà di scena il duo formato da Sarah Tardino e Fabio Tricomi, e il trio Vita Sabato Forestiere. Sarah Tardino e Fabio Tricomi presenteranno in prima assoluta INNI SACRI E BALLATE PROFANE, spaziando dal poema epico Bradamante, ispirato dalla dolorosa condizione delle donne che vivono eroicamente situazioni esistenziali a limite, dall’Afganistan alla Siria, Al Darfour, agli Inni sacri, una composizione propriamente di musica sacra e poesia mistica. Il secondo concerto in programma ha per titolo XENIA e vedrà il trio Vita Sabato Forestiere proporre brani dal loro repertorio ispirati al legame che unisce l’ospite al padrone di casa introdotti dai versi tratti dalla raccolta omonima di Eugenio Montale, sul tema della transitorietà dei rapporti umani.

INNI SACRI E BALLATE PROFANE è un progetto di Sarah Tardino e Fabio Tricomi, due artisti che hanno fatto della ricerca filologica nella letteratura e nella musica “alta” la cifra del loro operare. L’intento sapienziale che Tardino e Tricomi lasciano spirare nel loro lavoro non è sterile erudizione, ma ricerca di mediazione simbolica fra il pensiero e gesto magico dell’arte. Le precedenti collaborazioni del musicista e della poetessa hanno spaziato nell’ambito dell’epica cavalleresca moderna. Questo nuovo progetto ha preso forma dall’esigenza di dare voce anche al bisogno di spiritualità che l’uomo contemporaneo ha soffocato. E lo hanno fatto sempre negli stilemi formali della composizione antica, rinnovando i contenuti. Bradamante è propriamente il personaggio di un poema epico, ispirato dalla dolorosa condizione delle donne che vivono, eroicamente, situazioni esistenziali limite in troppe parti del mondo, dall’Afghanistan alla Siria al Darfur, nella quasi totale indifferenza del mondo occidentale.

XENIA, dal greco phōnē, lega il padrone di casa al proprio ospite in maniera sì profonda, ma temporanea. La dimensione di questo legame si trova nel regalo di addio dato all’ospite nel momento dei saluti, simbolo dell’onore avuto della compagnia. Eugenio Montale, nell’omonima raccolta dedicata alla moglie Drusilla Tanzi, la sua Mosca scomparsa nel 1963, la omaggia come un’ospite che ha appena salutato i commensali. Xenia I e II (1964) sono quindi il punto di partenza perfetto per i set di improvvisazione vocale e strumentale di Xenia: dalle parole di Montale, enunciate all’inizio di ogni brano, prende vita un dialogo tra gli interpreti che tornano alla phōnē e rielaborano un tema importante come quello della transitorietà dei rapporti umani.

Scritto da LR