Il 12 marzo, sarà di scena ad AngelicA un doppio concerto: il chitarrista Enzo Rocco presenta SCRAPS, il disco uscito per l’etichetta discografica Setola di Maiale a fine 2024 costituito tra l’altro da una raccolta di assoli estemporanei, una serie di brevi studi figli dei giorni del lockdown del 2020, brani improvvisati, esplorazioni dello strumento ed esercizi di stile dedicati ad amici chitarristi. Il secondo set vedrà sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna un altro chitarrista, Leonardo Melchionda, compositore, ricercatore e docente, attivo nella musica classica, contemporanea e sperimentale. Melchionda presenterà il suo disco di debutto 998, uscito il 23 gennaio per Setola di Maiale, liberamente ispirato a un capolavoro della musica strumentale, Preludio, Fuga, Allegro (BWV 998), scritto dal grande compositore J.S. Bach, reiventandolo con la chitarra elettrica, attraverso droni, delay, progressioni atonali e sonorità che spaziano dall’avanguardia al post-rock.
SCRAPS
Inizialmente legato all’ambiente jazzistico, nei primi anni ’90 Enzo Rocco inizia a frequentare ambiti quali la musica di scena per il teatro, la canzone d’autore, gli happenings di teatro-musica e di teatro-danza. Da sempre interessato alla free music, è soprattutto in queste situazioni che il chitarrista può maggiormente approfondire la propria attitudine all’improvvisazione, abbandonando le forme jazzistiche più canoniche per liberare nella propria ricerca – consciamente o meno – le remote influenze adolescenziali (opera lirica, musica folk, “creative music”), nonché l’attitudine a una visione “teatrale” dell’atto musicale. Il tutto sia attraverso l’esplorazione sonora estemporanea, sia attraverso la ricerca e l’elaborazione di pure strutture formali idonee a guidare e stimolare l’improvvisazione, sia attraverso la pratica compositiva vera e propria. Pur frequentando da anni dal vivo la pratica dell’improvvisazione solistica, solo nel 2024 esce su cd una raccolta di registrazioni dedicate alla sola chitarra: Scraps – [very] old and [almost] new solo guitar pieces (Setola di maiale) altro non è se non una raccolta di assoli estemporanei, alcuni recenti, altri meno, un paio addirittura antichi. Da una serie di brevi studi figli dei giorni del lockdown del 2020, a un brano improvvisato ma in qualche modo “ispirato” alla figura di Frank Zappa (dietro sollecitazione dell’indimenticato Roberto Masotti per il milanese Guitar Fest nel 2020); da esplorazioni dello strumento a partire da veri e propri – pur inventati autonomamente – esercizi di tecnica chitarristica, a un paio di omaggi ad amici chitarristi (particolarmente caro all’autore quello in ironica quanto commossa risposta allo stile dell’allora da poco scomparso John Russell); da astrattissime improvvisazioni su spunti ricavati da dialoghi con musicisti di blues e con suonatori di musica folklorica argentina, fino a meditazioni indotte dalla affezionata frequentazione di un personaggio come Lol Coxhill. Sulla falsariga del disco dunque, assai probabilmente, il repertorio del concerto bolognese vedrà improvvisazioni totali oppure improvvisazioni “atmosferiche” – nascenti da spunti tematici nascosti o dalla indagine estemporanea di particolari tecniche esecutive o, ancora, prodotte a partire da particolari climi espressivi o sulla traccia di strutture sotterranee prestabilite, ma non totalmente vincolanti.
998
Un viaggio fuori dalla realtà attraverso la lente di un caleidoscopio per riscoprire un capolavoro della musica strumentale: Preludio, Fuga, Allegro in mi♭ maggiore (BWV 998), scritto dal grande compositore J.S. Bach. Il materiale compositivo dell’opera, originariamente scritta per lautenwerk – strumento a tastiera simile al clavicembalo ma dal timbro affine all’arciliuto – viene decostruito e stravolto per essere suonato con la chitarra elettrica. Fantasmagorica e sempre viva, la musica di Bach viene sviluppata e reinventata verso un orizzonte inaspettato tanto che la forma, le progressioni armoniche e le idee melodiche originali sembrano derivare dalla musica d’arte d’avanguardia, dal post-rock, dalla musica psichedelica e dal minimalismo. Drone sounds, delay in overdubbing, progressioni atonali, power chords, cadenze sospese, suoni distorti, melodie in loop, tracciano cammini eterogenei che, generati da interpretazioni intime, conducono a un ascolto collettivo. 998 fa parte di un progetto che vede la produzione di brani originali ispirati a musiche del passato. L’intervento di trascrizione della musica non è solo una traduzione ma è sempre una pratica di invenzione e interpretazione, un’arte in cui il trascrittore da interprete diviene compositore. Ereditata da Melchionda dal compositore Maurizio Pisati, attraverso questa pratica la tradizione e il repertorio musicale incontrano l’attualità, l’antistituzionale e il non con-formato. Il risultato è una musica sui generis in cui stili musicali distanti e incongruenti diventano un tutt’uno nell’essenza e purezza del suono. Si abbattono e scavalcano le strutture compositive imposte dalla tradizione e dall’industria musicale per raccontare il rapporto diretto tra musicista e suono. La musica della storia rivive nel presente, la musica attuale si arricchisce del passato, insieme ispirano il futuro.
Scritto da LR