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mer 11.11 2026

Paolo “Fiore” Angelini: Il bandito sono me

Dove

⟶ Libreria Coop Ambasciatori
Via degli Orefici 19, Bologna

Quando

mercoledì 11 novembre 2026
H 18:00

Quanto

free

La presentazione del libro edito da Pendragon che ricostruisce le ultime settimane di vita del brigante romagnolo Stefano Pelloni, dalla latitanza alla cattura: un racconto serrato, secco e visivo, l’affresco di un mondo che non è così lontano.

“Questa non è Storia. È il racconto di un’agonia”. È la Nota al lettore che apre “Il bandito sono me” (Edizioni Pendragon) di Paolo “Fiore” Angelini, riminese trapiantato a Bologna, regista, autore di documentari e fiction per il cinema e la televisione, al suo primo romanzo, in uscita il 6 novembre. L’agonia è quella di un mondo, al confine tra il nuovo che fatica a nascere e il vecchio che si aggrappa alla vita. Da un lato il 1848, i Moti rivoluzionari, l’aria che sa di ferro e incenso, dall’altro il trono saldo di Pio IX: nel mezzo i salotti liberali, dove si discute di Costituzione e Rivoluzione, tutto attorno la miseria delle campagne romagnole, dove i braccianti nascono e muoiono senza alzare lo sguardo alla luce del sole. È in questo clima che nasce Stefano Pelloni, il ‘Passatore’: capo di una banda dove nessuno comanda, anche se la sua opinione è più rispettata, predatore senza bandiere e senza afflati di giustizia, imprevedibile nella spietatezza come nella generosità, dispensatore capriccioso di vita o di morte. Le scorribande sono, per i suoi fedeli, l’unico modo per sfuggire all’immobilità di un’esistenza condannata alla morte come alla vita. Dopo i tentativi, vani, del commissario pontificio Monsignor Bedini di affiliare i banditi alla causa controrivoluzionaria, il Governo chiama il Capitano Michele Zambelli, affidandogli uomini scelti e carta bianca per annientare il Passatore. L’uomo di legge fa terra bruciata attorno al bandito, togliendogli pane e aria e comprando il silenzio o le soffiate della povera gente, il Passatore arranca come un lupo braccato. Un duello tra chi ha tutto da perdere e chi invece non ha mai avuto nulla.

Scritto da LR