ven 08.06 2018 – dom 10.06 2018

BAUM 2018: Spazi, Universi, Esplorazioni

Dove

Bologna
Bologna

Quando

venerdì 08 giugno 2018 – domenica 10 giugno 2018

Quanto

free

Foto di Francesca Paola Marino

Dall’8 al 10 giugno torna il festival gratuito Baum. Dopo alcuni anni di incursioni in diversi luoghi della Bolognina, alcune delle quali memorabili come gli interventi di street art nel Mercato Albani o i block party in via Serra, stavolta succederà tutto nel rinato Dopolavoro Ferroviario di via Serlio, dove baumhaus, l’associazione organizzatrice, ha preso casa qualche tempo fa.

Ci siamo fatti raccontare tutto da Anna Romani.

BAUM16_locandina_guidovolpiIniziamo dal principio per chi non vi conoscesse bene: cos’è Baum e chi c’è dietro?
BAUM è un concept festival gratuito che dura tre giorni e che per questa edizione si terrà al Parco del Dopolavoro Ferroviario, l’8-9 e 10 giugno. Ogni giornata prevede diversi appuntamenti, musicali, artistici, di approfondimento o anche solo spazi di “polleggio”. BAUM è uno dei cuori pulsanti di baumhaus (www.baumhaus.network) una rete che lavora sul concetto di cultura accessibile, aperta e di qualità, di cui fanno parte anche BH studio, uno studio di registrazione condiviso e La Clique! – la scuola di baumhaus, il progetto educativo orientato alla formazione in ambito culturale di adolescenti e preadolescenti, con una particolare attenzione ai ragazzi e ragazze a rischio abbandono scolastico ed esclusione sociale. Dal 2010 circa organizziamo attività culturali e sociali in Bolognina, cercando sempre di dare un senso politico a ciò che facciamo, l’unica differenza è che prima eravamo ventenni e ora siamo trentenni un po’ acciaccati.

Ci racconti il concept di quest’anno?
Questa è la terza edizione, dopo che ci siamo presi una pausa nel 2017 per ripensare un po’ il Festival e il suo “posizionamento” culturale, se così lo possiamo definire. Quest’anno abbiamo scelto di guardare allo Spazio (quello con le stelle e i pianeti) per prendere respiro e provare a guadagnare senso di prospettiva. Sempre di più – soprattutto se pensiamo a come si stanno mettendo le cose – tendiamo a sentirci schiacciati nelle nostre scelte individuali, senza riuscire ad avere una visione di insieme. Ecco, pensare allo spazio, alle sue leggi e alla nostra trascurabile presenza nella galassia è un buon modo provare a smettere di guardarci l’ombelico e iniziare a osservare le stelle e poi magari accorgerci di chi e cosa ci sta intorno. Detto questo siamo un po’ dei nerd e ci piace avere una scusa per parlare di alieni, buchi neri e pianeti sconosciuti, chiaramente abbiamo scelto di farlo con i mezzi che sentiamo più vicini, esplorando le intersezioni tra arte, musica, scienza e letteratura.

Si svolgerà tutto nel DLF, diversamente dagli anni scorsi in cui era più diffuso in diversi luoghi della Bolognina. Come mai questo cambiamento?
Perché è lì che abbiamo la nostra casa sull’albero (baum-haus) e ci teniamo a lavorare sul parco, in rete con chi lo vive, perché è un luogo meraviglioso e un po’ magico. Le prime due edizioni erano dedicate alla Bolognina, ma oggi sentiamo che è un tema ridondante, in cui vale tutto il contrario di tutto e noi sentiamo il bisogno di di parlare di processi e non solo di luoghi, della necessità di rendere accessibili strumenti e pratiche. Altrimenti finisce che ci troviamo sempre negli stessi circoli, con le stesse persone, mentre noi crediamo sia necessario “aprire tutto” (cit.), allargare gli orizzonti per creare nuovi immaginari. Per fare questo chiaramente abbiamo coinvolto compagni di viaggio vecchi e nuovi, da CHEAP, a Checkpoint Charly al Cinno Selvaggio e Flip Market, da NEU Radio a Panico Concerti all’Arena Puccini, Undervilla, fino ad arrivare a divulgatori scientifici, astrofisici, gruppi informali del Quartiere come ConciBò, cooperative come Arca di Noè e il Mercato di Piazza Grande, o anche imprese come il Kinotto Bar, Fermento o il B&B Casa di Barbara che ci sostengono. E poi chiaramente le scuole e i ragazzi e le ragazze che seguono i corsi de La Clique!; infatti l’unico evento del festival fuori dal parco sarà proprio alle Scuole Medie Testoni Fioravanti.

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Quindi cosa succederà?
A livello musicale ci muoviamo tra concerti e dj set, quest’anno avremo due palchi: uno nella pineta in fondo al parco (Rocket Stage) e l’altro alla sinistra dell’arena Puccini (UFO Stage). Venerdì 8 partiamo con i set Katzuma e Gabriele Poso, poi il sabato sera i live di Rijgs, Squadra Omega e Machweo, un vero e proprio viaggio interdimensionale. La domenica si inizia la mattina con Økapi e un set di elettronica per bimbe e bimbi e non solo, per poi proseguire con gli inconsueti concerti pomeridiani di Comaneci e Guido Möbius da Berlino per arrivare alle 18.30 con l’immersione hip hop di Mack, Triflusso (OTM) e Kmaiuscola & Dj Trix. Domenica sera dopo i concerti abbiamo il gran finale con l’anteprima gratuita della Stagione dell’Arena Puccini (Cineteca di Bologna) con la proiezione di E.T. l’extraterrestre di Spielberg. Per quanto riguarda l’ambito più artistico e perfomativo ci saranno mostre, laboratori per bambini, presentazioni, installazioni e performance tra cui segnaliamo “Star Atlas” di Checkpoint Charly il venerdì e “W.o.W. World of Wonders”, l’intervento di street poster art di CHEAP e dei ragazzi e ragazze del quartiere sul muro frontale dell’Arena Puccini, che sarà una sorpresa, e in contemporanea talk e djset su cultura, scienza e cosmo. La grande novità di quest’anno è che sia il sabato che la domenica ospiteremo Flip Market con il mercato del riuso, dove ci saranno tante chicche vintage da scoprire. Ci teniamo inoltre a dire che gli eventi si terranno anche in caso di pioggia tra il Locomotiv (no tessera) e lo spazio baumhaus/ Bar Kinotto.

Per il programma completo rimandiamo qui.

Come lo vedete il DLF nel futuro?
Lo vediamo come un posto aperto, dove rendere contemporanea l’idea di dopolavoro mantenendone la dimensione culturale, sportiva e di socialità. In un momento in cui siamo tutti e tutte precarie crediamo ci sia davvero bisogno di un posto dove trovarsi, ritrovarsi e stare bene per ricominciare a pensare a un futuro comune perché ce n’è davvero bisogno, dagli 0 ai 99 anni. Chiaramente si dovrà lavorare anche a livello strutturale, a partire dall’illuminazione e dai percorsi pedonali, fino alla comunicazione interna dell’area parco. Sarà un processo lungo, per questo vogliamo continuare a organizzare eventi, anche per innescare nelle persone la voglia di prendersi cura del parco. Ovviamente vorremmo che diventasse un punto di riferimento per i ragazzi e le ragazze del Quartiere e della città, una sorta di micro-spazio di sperimentazione culturale per le nuove generazioni.

E come la vedete la Bolognina tra qualche anno?
Sicuramente è cambiata dalla prima edizione del festival che abbiamo organizzato, non sempre in meglio, ma nemmeno sempre in peggio. Riconosciamo che ci sono interessi su questo quartiere che prescindono da noi, ma crediamo che la vera differenza la possa fare solo il protagonismo delle persone che la vivono. Ci auguriamo che resti un territorio inclusivo ed eterogeneo, senza cancellare esperienze storiche che hanno contribuito e contribuiscono a renderlo vivo e popolato. Crediamo fortemente che le comunità debbano essere porose e permeabili: accoglienti e non escludenti. Per questo guardiamo al community organizing, così come viene inteso negli Stati Uniti, come una strada possibile per mobilitare le persone intorno a questioni centrali – dall’educazione degli/delle adolescenti, all’uso degli spazi, al tema delle “seconde generazioni” – per riuscire ad avere un impatto reale sulle politiche pubbliche.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO

Scritto da Salvatore Papa