mar 01.06 2021 – dom 13.06 2021

Natália Trejbalová: About Mirages and Stolen Stones

Quando

martedì 01 giugno 2021 – domenica 13 giugno 2021

Quanto

free

Mock Jungle, progetto inserito nel programma istituzionale di ART CITY Bologna 2021 promosso dal Comune di Bologna nell’ambito di Bologna Estate, prosegue le sue trasmissioni dalla Cappella di Santa Maria dei Carcerati in Palazzo Re Enzo, Piazza del Nettuno 1.

About Mirages and Stolen Stones, di Natália Trejbalová, è il video trasmesso dall’1 al 13 giugno 2021. L’esposizione è fruibile tutti i giorni a tutte le ore, 24/7, dall’esterno, direttamente dalla strada, senza il bisogno di prenotazione.

Il film, About Mirages and Stolen Stones, suddiviso in tre capitoli è il risultato di oltre due anni di lavoro che hanno visto l’artista cimentarsi con tecniche di ripresa con videocamera, segnando l’inizio di un nuovo percorso nella sua produzione audiovisiva.
Scrive Trejbalová: “l’idea del film About Mirages and Stolen Stones, iniziato nel 2018, è nata dal mio interesse per la narrazione speculativa e per le storie complottiste popolari, in questo caso The Flat Earth Theory – teoria per cui la superficie terrestre sarebbe piatta. Nonostante la possibilità, oggi aperta a un numero crescente di persone, di accedere a strumenti di visualizzazione estremamente efficaci, per esempio Google Earth, l’antica convinzione che la Terra sia piatta è tornata a far parlare di sé, trovando molti nuovi seguaci. Credo che il rinnovato successo di questa teoria denoti la diffusione di un relativismo estremo circa l’attendibilità dei modelli esplicativi rivolti al funzionamento del mondo, mentre le gerarchie delle conoscenze, inclusa la distinzione sociale tra esperti e non esperti, appaiono sempre più sfumate. Se da un lato la fortuna della narrazione terrapiattista può essere vista come figlia dei cambiamenti introdotti nella gestione delle informazioni a seguito della diffusione di Internet, dall’altro può essere messa in relazione con un’evoluzione occorsa nel nostro rapporto con le immagini e con la rappresentazione visiva in generale. Spesso, infatti, chi crede nella Terra piatta si fida esclusivamente del proprio sguardo, per cui avanza un ragionamento di questo tipo: se l’orizzonte appare piatto anche la Terra deve essere piatta. All’infuori del nostro sguardo individuale, tutto è potenzialmente manipolabile, soprattutto le immagini. Uno dei tratti distintivi del film risiede nella scelta di adottare una prospettiva di tipo soggettivo rispetto a fenomeni di carattere globale, come il presunto appiattimento della superficie terrestre. Si tratta cioè di immaginare come noi, in quanto singoli, percepiamo i mutamenti di portata ben più grande, che riguardano appunto la Terra nel suo insieme”.

Scritto da L.R.