lun 11.10 2021 – mar 12.10 2021

Archivio Aperto: Péter Forgács

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lunedì 11 ottobre 2021 – martedì 12 ottobre 2021

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Dopo gli omaggi a Patrizia Vicinelli e a Maya Deren, è la volta di Péter Forgács, artista e regista ungherese di fama mondiale, considerato un maestro del found footage film e pioniere nell’archiviazione e rielaborazione dei film amatoriali. Hidden Histories. The Found Footage Films of Péter Forgács  è il titolo della retrospettiva a lui dedicata, con proiezioni online disponibili fino al 27 ottobre gratuitamente su mymovies.it e due appuntamenti speciali alla presenza del regista, a Bologna lunedì 11 e martedì 12 ottobre, con proiezioni in anteprima e un workshop in presenza, fruibile anche online. Un’occasione unica per conoscere l’opera del regista, noto soprattutto per i suoi film ed installazioni spesso basati su film amatoriali degli anni Venti e Ottanta, che documentano vite ordinarie sconvolte dai traumi storici, dalle guerre alla Shoah ai regimi autoritari.

Lunedì 11 ottobre alle 21 l’Auditorium DAMSLab (Piazzetta P. P. Pasolini, 5/b) ospiterà in anteprima assoluta italiana, alla presenza del regista, gli ultimi due film della serie Private Hungarymonumentale opera in progress iniziata nel 1988, oggi giunta al ventesimo episodio e proiettata nei Festival e nei musei di tutto il mondo: Kemény György (2017), sull’appassionante figura dell’artista pop del titolo, ennesimo protagonista di un secolo che si riflette sul nostro presente portandosi dietro storie di guerra e di avanguardia sotto il regime comunista e  Venom – A Diva in Exile (2018), che attraverso un racconto e  la voce della scrittrice Zsófia Bán rievoca la vicenda della cantante e star del cinema ungherese Katalin Karády, finita in rovina durante la guerra e poi costretta ad abbandonare le scene e scappare in Brasile durante il regime comunista, dopo avere aiutato gli ebrei ed essere accusata di essere una spia degli alleati.

Martedì 12 ottobre alle ore 15.30 all’Istituto Parri (via Sant’Isaia, 18) il regista condurrà un workshop in presenza, fruibile anche online: un pomeriggio per approfondire insieme a lui il suo più che trentennale lavoro artistico di ri-contestualizzazione di materiali filmici privati per i suoi film e installazioni, e il percorso che conduce una storia privata a diventare patrimonio pubblico e collettivo, rendendo il regista un antropologo e uno storico (posti limitati, prenotazione obbligatoria su Eventbrite dal sito www.archivioaperto.it).

“L’opera di Forgács offre l’attraversamento di un secolo-fiume, il Novecento, e dei drammi della storia europea, che diventa nella nostra prospettiva un riflettersi continuo tra passato, presente e futuro – dice Paolo Simoni, direttore artistico di Archivio Aperto. –  La sua è un’opera ricchissima, magistrale, che pone molte domande allo spettatore e propone un racconto storico da un punto di vista continuamente diverso, spesso di chi ha vissuto avvenimenti storici nell’inconsapevolezza: a noi oggi capita esattamente la stessa cosa, presi dalla vita quotidiana e dai nostri problemi, non ci accorgiamo di quello che ci sta accadendo. Forgács è un punto di riferimento assoluto per chi si occupa di immagini e archivi, una figura che – attraverso un’opera forse inarrivabile sul piano culturale ed estetico – ispira e alimenta il lavoro non solo di documentaristi e artisti ma anche di storici e archivisti”. 

Scritto da L.R.