dom 07.06 2015

IMAGO 2015

Dove

Bologna
Bologna

Quando

domenica 07 giugno 2015

Foto di Piotr Niepsuj

testi e interviste a cura di Giacomo Lepori

In questi ultimi anni la proliferazione di festival e agglomerati musicali in Italia è cresciuta molto. Tra meteore e fallimenti, le conferme in reale maturazione sono poche. Tra queste senz’altro presenzia IMAGO, rassegna di arti sonore e visive giunta alla terza edizione, e collocata per la prima volta in due nuove location, più suggestive rispetto al solito TPO: il Museo Civico Medievale e lo splendido Cimitero della Certosa. Abbiamo chiesto direttamente agli organizzatori di spiegarmi la genesi del tutto, facendo loro stilare anche una lista di 5 artisti che rappresentano al meglio la sintesi concettuale dietro questa terza edizione.

Cos’è IMAGO?



Michele Giovannini: IMAGO nasce dalle ceneri di Homework Festival, progetto bolognese nato e sviluppatosi in un periodo di vera e propria esplosione del fenomeno DIY coadiuvato dalla rete: la nascita di netlabels, l’accessibilità e la più facile fruizione dei prodotti digitali sia a livello musicale che artistico nella sua totalità internettiana. L’organizzazione della decima ed ultima edizione di Homework Festival, nel 2012, ha visto collaborare fra loro, per la prima volta, diverse realtà bolognesi, che hanno poi dato vita alla nuova entità, IMAGO. La sua nascita è stata concepita come una vera e propria cosmogonia: la creazione, la rappresentazione e la condivisione di nuovi archetipi e riti collettivi, di nuovi simboli, con il fine di individuare nuovi significati e valori condivisi nelle pratiche artistiche, culturali e sociali.
A proposito di futuro, mi capita di incontrare a Terraforma (altro preziosissimo festival che coniuga musica e sostenibilità ambientale all‘interno di Villa Arconati, a Milano) Antonio Polimeni, con cui comincio a scambiare opinioni, link musicali, e qualsivoglia altra stronzata, condividendo da subito attitudine e gusto. Ci incontriamo poi a Bologna e, dopo qualche bottiglia di vino, gli propongo di fare il direttore artistico di IMAGO, così… ad intuito, o a culo, che dir si voglia. Lui trasale e accetta entusiasta. Dopo un mese mi presenta l’altra metà di ISLANDS, Emanuele Luppino, che si occuperà dell’identità visiva della terza edizione.
La mutazione è qui compiuta e il rito collettivo è IMAGO pronto per la sua manifestazione.

Emanuele Luppino: È stata proprio quest’idea di mutazione a ispirarmi nel momento in cui si son gettate le basi della nuova edizione, sia sul piano visivo che contenutistico. Ho pensato a IMAGO come a un’identità in divenire, con la possibilità che ne uscisse fuori un’immagine non–finita, in modo anche un po’ provocatorio. Da qui i tre frame, come tre passaggi di un percorso di (ri)generazione identitaria. 
Devo aggiungere che fare degli shooting fotografici alla domenica mattina, dopo aver dormito tre ore, è particolarmente d’aiuto quando vuoi esprimere una certa instabilità.

Antonio Polimeni: Per me IMAGO è una sequenza di parole ripetute in modo compulsivo sulle pagine della mia agenda. Una mia amica che pratica wicca consiglia di farlo e di considerare le cose come se fossero già accadute. Credo che questa volta abbia funzionato…

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5 Artisti per 5 Momenti
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Klara Lewis, “Untilted”


Antonio Polimeni: Klara è stata in ordine di tempo la nostra prima scelta per il cartellone del festival. Un po’ strano dire come è andata… eravamo a Cluster Club, uno di quegli avamposti per la musica che ci piace – forse l‘unico – nella nostra città di origine, Reggio Calabria. Era una sera a ridosso dello scorso natale in cui si preparavano alcune nuove produzioni e ognuno di noi si era portato dietro dei dischi, di ritorno dal viaggio. Avevamo allestito la sala con dei grandi cuscini sul pavimento, una cosa piuttosto improvvisata ma anche un classico, ad effetto. Ad un certo punto mi avvicinai dal bancone per chiedere “E questo chi ca*** è?” ed Emanuele mi rispose con un sorriso, dicendomi “Klara Lewis”. Mezz’ora dopo la stessa scena, lasciai il bancone per chiedere “E questo?”. La risposta fu identica. “Klara Lewis”.

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Polar Inertia, “Black Sun”



Emanuele Luppino: Sono molto eccitato all’idea di sentire Polar Inertia. Il loro modo di intendere un progetto musicale, considerata la cura che ci mettono nello sviluppo di un’identità visiva parallela a quella sonora, è emblematico di quegli artisti che elevano il genere di cui si fanno interpreti e che, proprio come lo spirito di IMAGO, mettono in relazione diversi campi dell’espressione artistica. Credo che il live sarà una sorta di lectio magistralis di una techno sopraffina, vista la qualità delle produzioni uscite per Dement3d e Field Records. Non a caso e nonostante l’anonimato che caratterizza PI, possono vantare remix di Silent Servant e Abdulla Rashim. Qui non c’è nessuno bisogno di hype.

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Caterina Barbieri & UHV, “Undular”



Michele Giovannini: Caterina Barbieri l’ho conosciuta quando l’ho invitata, un paio d’anni fa, a suonare ad una rassegna musicale che curavo in un bar vicino al Pratello. Nonostante il brulicante cicaleccio dei bar bolognesi durante il weekend e un impianto audio davvero indecente, Caterina, con la sua performance, riuscì nell’impresa di magnetizzare il pubblico e trasmettere una forza e un controllo davvero straordinari.
Per congratularmi con lei e dimostrarle con più decisione la mia stima, mi decisi a lanciarle una caraffa piena di ghiaccio, ferendola sulla fronte. Caterina invece di piangere e/o insultarmi, reagì con grande self-control e lucidità trovando immediatamente un rimedio: per evitare denunce penali avrei dovuto farla suonare all’IMAGO venturo…

Emanuele Luppino: Ma stavolta non performerà da sola, poiché sarà in tandem audiovisivo con Giovanni Brunetto. Un tipo per niente rassicurante, sorta di Breivik bolognese, che ho conosciuto proprio dopo la primissima riunione alla caffetteria del Sì. Quella volta finimmo per fidarci ed entrare nel suo studio… e lì trovammo un apparato di tecnologie di riproduzione video, vecchie almeno di venti anni, interagire tra loro e proiettare dall’alto lato della stanza una sofisticata sequenza di geometrie. Poi alcune parole sovraimpresse, distorte da quell’affascinante estetica retrofuturistica: corpi solidi oscillanti, sistemi modulari analogici, ordine è spazio.

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Jasun Martz
, The Pillory

Michele Giovannini: La scelta di Jasun è stata del tutto fortuita; ciò che ne ha determinato l’inserimento è qualcosa di più di una coincidenza, è un simbolo.
Dopo estenuanti trattative con artisti e agenzie per chiudere nel migliore dei modi la line-up ideale assestando il colpaccio finale, chiaramente senza successo, riceviamo una mail da tal Jasun Martz, con oggetto “Can you add a performance for June 7 IMAGO festival?”.
All’interno una bio (ma è truccata o ha suonato davvero, fra gli altri, con Michael Jackson e Frank Zappa?!) e una proposta grondante vitalità, curiosità, coraggio, sfacciataggine, e molto altro ancora, da tutti noi immediatamente percepita come un purissimo «manifesto di militanza artistica».
L’attitudine con cui Jasun si è proposto a noi ci ha riportato alla visione più spontanea e dirompente dell’arte, all’arte come gesto necessario per il se’, ma altrettanto necessariamente rivolta al prossimo, senza compromessi, senza mediazioni o sovrastrutture di sorta.
Jasun Martz, maestro d’arte e di vita, aprirà IMAGO 3 (e chi se non lui!?) con una performance multimediale in anteprima mondiale che includerà tre delle sue composizioni contemporanee, The Pillory, The Battle e Disintegration.

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PROGRAMMA DI IMAGO 2015
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7 GIUGNO // Museo Civico Medievale
h.19,00 // ingresso 10€

KLARA LEWIS [se] (italian première)
JASUN MARTZ [us] solo exhibition
STROMBOLI [it]

presentazione dell’installazione di Martìn Romeo

14 GIUGNO // Museo Civico Medievale
h.19,00 // ingresso 10€

POLAR INERTIA [fr] CATERINA BARBIERI & UHV [it] 80MESH [it]

28 GIUGNO // Cimitero Monumentale della Certosa
h.21,00 // ingresso 15€

LORENZO SENNI [it] ENRICO MALATESTA [it] OOOPOPOIOOO [it] EDOARDO MARRAFFA [it]

stage design realizzato dal collettivo Orthographe

Scritto da Giacomo Lepori