Senza cedere a sciovinismi inutili che vanno tanto di moda da un po’ di mesi a questa parte, dobbiamo dirci orgogliosi del successo dei Messa. Erano anni, infatti, che una band italiana non veniva accolta con così tanto entusiasmo all’estero, (Måneskin a parte). Dei Messa ci piace praticamente tutto: il nome, l’estetica, le copertine, i titoli delle canzoni. Ma soprattutto le canzoni.
Dall’esordio con “Belfry” fino all’ultimo “The Spin” uscito per Metalblade Records, la band veneta sta tratteggiando tutte le sfumature dell’oscurità in dischi bellissimi, intensi e sorprendenti. Fra la lentezza (e l’iconografia) del doom, la psichedelia più malvagia e le divagazioni jazz, con i Messa sembra di immergersi in un’atmosfera esoterica pura e senza rischi di pacchianerie.
Scritto da Livio Ghilardi