Altea presenta dal vivo “Nessuna”. Tra elettronica e “materia viva”, Altea costruisce un dialogo continuo tra voce e texture: piccoli loop e mantra nati da ukulele, chitarra o pianoforte, poi ordinati e amplificati dalla produzione di Giovanni Troccoli, in equilibrio tra organico e digitale (suoni sporchi, respiri, ovattature). Un pop sperimentale: intimo ma denso, fragile ma deciso, con influenze che vanno da Mika Levi a Tirzah, Thom Yorke e Burial, attraversate da una sensibilità profondamente mediterranea.
Scritto da LR